Ultimo capitolo della nostra gita, dove Wait è stato ospite da Franklin & Marshall. Per un attimo abbiamo pensato di trovarci nella di Silicon Valley, ma eravamo in Italia. Di aziende ne ho visitate tante in vita mia, ma mai come questa, dove un piccolo sogno, una aspirazione, un modello di vita e vita lavorativa ha preso corpo. Nella vecchia fabbrica di vetro, ristrutturata e tirata a lustra si nasconde un azienda con un’anima. Che produce made in Italy di qualità, che genera un indotto importante in tutta la zona, il cui cuore pulsante è radicato all’interno di una specie di campus che mi ha ricordato quelli (visti in tv) di giganti come Google. Il concetto: per produrre e lavorare bene, bisogna essere lavoratori felici. E qui un modello americano ha preso corpo: abbiamo provato, innanzitutto, la spa, dove i dipendenti, prima o dopo l’orario di lavoro, o in pausa, possono godere di sauna, bagno turco e sala massaggi. Non manca, sempre a disposizione di tutti, la palestra attrezzata con le migliori macchine Technogym in circolazione. Noi l’abbiamo provata seguiti da personal trainer di eccezione: i ragazzi della squadra di rugby Cus Verona sponsorizzata da Franklin & Marshall. Non basta, a disposizione dei ragazzi che lavorano da Franklin & Marshall c’è una sorta di bar, perfetto per le pause, dove abbiamo visto i ragazzi socializzare in un ambiente lontano anni luce da quello di cupe aziende con la pausa caffè misurata col cronometro davanti a macchinette automatiche. Infine, in pausa pranzo, abbiamo visto i dipendenti (dagli stilisti ai contabili alle telefoniste) sfidarsi a partite di ping pong e calcio balilla. Un modo per fare squadra e sentirsi affiatati. Questo non significa ovviamente che da Franklin & Marshall non si lavori e non si lavori duro. Significa motivare i ragazzi per dare il massimo a tenersi il posto e sentire come propri i successi di tutta l’azienda. A mio parere un case-history da studiare. Da copiare, se possibile, per il bene di molte aziende italiane. ————————– Last chapter of our trip, where we have been guest of Franlkin & Marshall. For a moment we thought we would find in Silicon Valley, but we were in Italy. I have visited many companies in my life, but never like this, where a small dream, an aspiration, a lifestyle and work life has taken shape. In the old glass factory, renovated and pulled shine, lies a company with a soul. Made in Italy that produces quality, which generates an important induced throughout the area, whose heart is rooted in a kind of campus that reminds me of those (seen on TV) of giants like Google. The concept: to produce and work good, you need happy workers. And here an American model has taken shape: we tried, first of all, the spa, where employees, either before or after working hours, or paused, can enjoy a sauna, turkish bath and massage room. Not missing, always available to all, the best equipped gym with Technogym machines available. We have tested followed by the personal trainer of exception: the boys of the local rugby team sponsorized by Franklin. It is not enough available to kids who work from Franklin is a sort of bar, perfect for breaks, where we saw the boys socialize in an environment far away from that of dark coffee break with the companies measured by stopwatch in front of vending machines. Finally, at lunch, we saw employees (accounting for telephone, operators, stylists) compete in games of ping pong and table football. One way to team up well together and feel a team. This does not mean that Franklin does not work and does not work hard. Means to motivate guys to give their best to keep the place and feel as theirs the achievements of the company. In my opinion, a case history to be studied. To copy, if possible, for the good of many Italian companies. 



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