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MARGHERITA MISSONI PRESENTA IL NUOVO CORSO DI M MISSONI, PARTENDO DA UN TRAM IN DIREZIONE MONDO
Finalmente qualche novità. A parte l’ultima collezione di Prada, la Settimana della Moda di Milano non si è rivelata così avvincente in termini di creatività. Emergenti a parte, con l’entusiasmante show di Tiziano Guardini, poco è emerso. Ma c’è un brand, per la verità non proprio nuovo alle cronache del settore, che ha stupito: M Missoni. E per diversi motivi. La presentazione, su un tram milanese decorato ad hoc per l’evento, modelli e modelle senza distinzione di genere, peso e colore della pelle, colori a non finire (aspetto che un po’ tutti si aspettavano visto il nome dell’azienda), e un ritorno alle origini. Dopo anni, infatti, M Missoni è tornato alla famiglia Missoni ed è guidato dal direttore creativo Margherita Maccapani Missoni.

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La collezione, prodotta da Gilmar, è pensata per la donna. Tuttavia il motivo gender fluid è costante praticamente ogni look. E la fluidità si svela anche nella produzione. A differenza della casa madre, realizzata interamente in Italia, M Missoni viene prodotta in diverse parti del mondo. Sfruttando questa decisione, Missoni ha pensato di far creare dei capi anche in paesi in via di sviluppo: «I capi vengono realizzati in varie parti del monda dal Portogallo, alla Romania, alla Cina e per questo motivo, a differenza di Missoni che è prodotto nell’arco di 50km, ho deciso di produrre alcuni capi in Paesi come l’Etiopia, in un’azienda in cui i salari sono più alti della media, per creare lavoro lì. In futuro produrremo della maglieria in Perù, stiamo lavorando con degli intrecci in India, in Ghana. Siamo dislocati per ragioni commerciali ma cerchiamo di esserlo anche per ragioni nobili», spiega la designer.

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LA GENESI DI M MISSONI 2.0
Ma con l’importante eredita culturale ed estetica del marchio di famiglia, come (ri)nasce un brand che ha lo stesso DNA? «Missoni è nato come un marchio di abbigliamento da indossare dalla mattina alla sera, elegante ma senza impegno: la maglieria e il jersey sono stati scelti proprio in quell’ottica. Questo concetto si è un po’ perso negli anni a favore di una moda più elevata di cui giustamente Missoni si è reso protagonista, ma io ora voglio riappropriarmi di quell’altro aspetto che può attrarre un nuovo pubblico, una nuova generazione», racconta Missoni.
Una seconda linea in tutti gli aspetti con l’aggiunta di personalità.
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