Maria Grazia Chiuri e Pierpaolo Piccioli, direttori creativi della maison Valentino dal 2007 (anno in cui il grande stilista decise di lasciare le redini del suo impero), hanno scelto Steve McCurry per realizzare gli scatti della collezione primavera/estate 2016.
Famoso soprattutto per il suo lavoro al National Geographic (storica la copertina del giugno 1985, la “Afghan Girl”) e universalmente riconosciuto come uno dei più importanti fotografi contemporanei, Curry ha commentato così il suo lavoro per la casa di moda italiana: “L’idea alla base di queste immagini è di portare lo spettatore in un grande viaggio. Gli abiti sono stati ispirati da motivi africani, così ho deciso di ambientare le fotografie proprio in Africa, per mostrano come possono interagire i vestiti, le modelle, l’ambiente, la popolazione locale. Ho pensato che fosse una grande impresa.”
Scatti dai colori intensi, paesaggi mozzafiato, immagini che rispecchiano alla perfezione sia il mood della collezione sia lo stile del fotografo statunitense.
Tutto molto bello, soprattutto quando le modelle, i lussuosi vestiti e le borse da qualche migliaio di euro dialogano con l’ambiente circostante, quando il contrasto si pone tra la donna Valentino e la natura.
Quando invece questa donna si affianca ai guerrieri indigeni, ai veri abiti africani e alle case in terra cruda, sembra che Curry ci inviti a fare una riflessione critica su quale sia il vero rapporto tra il sistema-moda e la realtà dalla quale nasce l’ispirazione per questa collezione.
Alcuni hanno definito questi scatti un capolavoro, altri blasfemia, voi cosa ne pensate?
A seguire gli scatti di Steve McCurry per Valentino.
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