
Poco dopo il suo cinquantesimo compleanno, ci abbandona Stella Tennant: una donna, una modella, che ha contribuito a cambiare il concetto di bello nel mondo occidentale ed ha, a livello embrionale ma già significativo, contribuito ad aprire il dibattito sull’estetica genderless.
Stella Tennant è, senza dubbio, una delle modelle più famose dei gloriosi anni ’90.
Nel momento di maggior rilievo per la professione “modelloa”, le passerelle venivano inondate da gambe lunghissime e visi celestiali: donne alte, slanciate, con fisici asciutti e tonici. Talmente belle da ricevere il soprannome di dee, come l’appellativo di ‘Trinità’ per le top models Naomi Campbell, Linda Evangelista e Christy Turlington. Accanto a loro, Claudia Schiffer, Carla Bruni, Yasmeen Ghauri e molte altre attraversavano il mondo della moda con la loto fatale cat walk.

Tra queste, Stella Tennant è sicuramente l’artefice di una ‘rivoluzione estetica’ che, paragonabile alla maniera di Twiggy negli anni ’60, ha segnato una svolta per il sociale e per la moda, che non può davvero prescindere dal primo fattore: Twiggy aveva enormi occhi e fisico minuto, Stella, dal canto suo, anello al naso e capelli cortissimi.
Jeremy Scott, il Creative Director di Moschino, ricorda Stella così:
“Raffinata come una gazzella ma anche punk”.
Non era la prima volta che vedevamo una donna con i capelli corti. Non era la prima volta che vedevamo una modella con i capelli corti. Ma in quel contesto, in quel preciso momento in cui tutte le Dee in passerella erano così ‘addicted‘ ai canoni estetici femminili classici, Stella Tennant è riuscita ad introdurre una bellezza femminile davvero “punk” nel senso più primitivo del termine: qualcosa che rompe gli schemi, non si adatta né si piega ma si auto-afferma, con forza e determinazione.

Stella era androgina e più libera da tutti i pregiudizi che si potevano avere quando qualcuno, per caso, guardava il volto di una top model.
Per questo motivo Stella era “anche punk”, proprio come dice Jeremy Scott.
Il suo taglio di capelli divenne celebre con il nome di Pixie cut: molto più di un bob sotto l’orecchio, era una rasata di testa simile ai tagli dei cantanti pop degli anni ’80. Cortissimi dietro, con un po’ di ciuffo che cadeva sulla fronte sul davanti (già adottato da Twiggy, ma divenuto davvero iconico con Roman Polanski e il taglio dell’attrice Mia Farrow in Rosemery’s Baby).

Stella Tennant fu i capelli corti, il corpo tonico, la bellezza androgina. Ma fu anche il lusso che accoglie la spregiudicata e bellissima ribellione giovanile, sbarazzina eppure impetuosa. Una volta, lo stesso Steven Meisel racconta di come rimase quasi esterrefatto quando Stella Tennant si rifiutò di levare il piercing al naso sul set. Probabilmente quella era una delle prime volte che la moda iniziava a capire l’individualità del soggetto, ed in questo caso della modella, che non è solo un attore passivo ma contribuisce a creare un’immagine nuova in simbiosi con la creazione del designers o dello stilista.
Adesso quante volte capita di vedere “pezzi di” in un’immagine moda? In una campagna pubblicitaria? I modelli tengono i loro piercing, mostrano i loro tatuaggi al mondo (esiste qualcosa di più personale?) e ci rendono partecipi della loro, personale, storia di una vita.
Donatella Versace saluta Stella con un post su Instagram e parla dell’amore del fratello per la modella: “È stata per molti anni la musa di Gianni” afferma, ed aggiunge “Non riesco a credere che non ci sei più”.
Visualizza questo post su Instagram

Anche se dopo la maternità del primo figlio, Stella si era ritirata dalle passerelle, le sue apparizioni a volte rendevano la sfilata una piacevole sorpresa.
Questo articolo è un ricordo ed un omaggio a Stella Tennant, una gazzella punk che ricorderemo per sempre.


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