Tra arte e moda si intrecciano percorsi e scambi creativi molto profondi. Due mondi in continua evoluzione e contaminazione da sempre parte integrante del nostro quotidiano.
Come se fosse un legame sentimentale, il rapporto tra moda e arte ogni tanto affronta momenti di crisi poi destinati a risolversi. Questa relazione è stata esplorata in molteplici direzioni già all’inizio del Novecento attraverso gli artisti dell’Art Nouveau e delle Avanguardie Storiche le quali applicarono le proprie concezioni estetiche al progetto dell’abito femminile inteso come vestito artistico. Il “Manifesto del Futurismo” di Marinetti del 1909 spiega appunto come l’abito, frutto della moda profondamente connessa alla società, sia uno strumento perfetto di propaganda in grado di divulgare un’ideologia. Ecco perché, per i futuristi, la moda è sinonimo di modernismo e rivoluzione.
Tra gli anni Venti e Trenta a Parigi, grazie a Elsa Schiaparelli, poetessa surrealista che era solita utilizzare gli abiti come vere e proprie tele, la moda entra in stretto contatto con gli artisti. Così, dall’incontro con Salvador Dalì, i loro spiriti anticonformisti iniziarono a creare capi visionari, primo fra tutti l’abito “aragosta” del 1937, il quale diventò sinonimo di erotismo e simbolo di lotta contro la tradizione pudica, indossato per la prima volta in un servizio fotografico da Wallis Simpson, futura moglie di Edoardo VIII, Duca di Windsor.

Sono molti gli esempi nel corso degli anni che dimostrano la cooperazione tra arte e costume e come non citare il servizio fotografico del ’51 del fotografo Cecil Beaton per Vogue in cui appaiono in primo piano capi haute couture di Herni Bendel incorniciati da dipinti di Jackson Pollock. All’epoca questo fece molto scalpore e scatenò diverse critiche, ma quello che rimane oggi è una chiara dimostrazione del fatto che l’abito abbia la stessa valenza e la stessa carica artistica di un quadro, insegnandoci quindi a concepire la moda come forma d’arte.
Spesso viene messa in evidenza solamente la modalità in cui il mondo della moda ha accolto e acquisito artisti e capolavori senza tempo senza menzionare e valorizzare la reciproca partecipazione e influenza, come dimostrato in particolar modo in questi ultimi anni, dove collaborazioni tra case di moda e arte contemporanea sono sempre più frequenti, ricercate e bramate.

Ferragamo è l’ultimo brand che ci ha fatto sognare con la sua campagna pubblicitaria “New Renaissance” nella quale presenta dipinti, su concessione del ministero della Cultura – Le Gallerie degli Uffizi, della tradizione italiana ma soprattutto fiorentina.
“Una nuova visione che riunisce Ferragamo e Firenze e la sua straordinaria tradizione di arte e innovazione“, si spiega in una nota diffusa dalla Maison.
Ferragamo, attraverso questa campagna, svela l’eleganza sofisticata e sensuale della collezione autunno/inverno 2023, associandola ad alcune opere d’arte più famose del XV e XVI secolo come naturale ambientazione. La volontà è quella di rendere omaggio sia alla creatività del brand che alla preziosa eredità dell’arte rinascimentale con il tentativo di riconnettersi alla tradizione di bellezza e innovazione della sua città e della propria storia.

Maximilian Davis, art director del brand, presenta la sua seconda collezione per Ferragamo al cospetto di capolavori storici reinterpretati in chiave contemporanea immaginando i modelli come protagonisti e ricreando così un dialogo tra passato e presente, epoche passate e generazioni future.
Maximilian contestualizza perfettamente la sartorialità raffinata, tessuti e materiali pregiati, colori audaci, la borsa Hug e il sandalo oro ispirato a pezzi d’archivio, nelle scene dei dipinti di Bellini, Veronese e Botticelli, unendo lo spirito rinascimentale e la visione del lusso del ventunesimo secolo plasmando un’estetica armoniosa.
Opere come l’”Annunciazione” di Paolo Veronese, l’”Allegoria sacra” di Giovanni Bellini o “L’Annunciazione di San Martino alla Scala” non fungono solamente da cornice ma hanno anche l’obiettivo di infondere un profondo significato culturale. Allo stesso modo, La Galleria degli Uffizi si trasforma in una tela interattiva dove la creatività e il design della Maison Ferragamo si intrecciano con l’arte rinascimentale raccontando contemporaneamente una storia di evoluzione artistica e continuità culturale e, come ha affermato l’art director Davis, “Il Rinascimento è nel DNA di Firenze, e Firenze è nel DNA di Ferragamo”.

Davis per la riuscita della campagna ha invitato modelli, musicisti e creativi ad apparire nelle immagini collaborando con una comunità artistica proprio come fece il fondatore Salvatore Ferragamo trasferendosi negli Stati Uniti. Il maestro Ferragamo, difatti, servì alla comunità di Hollywood le sue creazioni raggiungendo il successo mescolando il suo talento al patrimonio culturale creativo italiano affermandosi in breve tempo come “il calzolaio dei sogni”.
Strabiliante inoltre è il lavoro del fotografo newyorkese Tyler Mitchell il quale è stato in grado di conferire alle opere d’arte nuova vitalità e luce, donandogli un aspetto moderno e contemporaneo. Una vera e propria Rinascita!

Il legame tra Firenze e Ferragamo è chiaro e forte in “New Renaissance”. Una potente dichiarazione da parte del brand di voler proseguire, in modo parallelo, tra tradizione e innovazione. Il tema del “Nuovo Rinascimento” va oltre la moda: incarna il profondo legame della Maison con la sua città natale e l’intreccio storico che ne ha plasmato l’identità! La campagna vuole dunque rappresentare un nuovo capitolo nello storytelling del brand, un ulteriore momento di evoluzione alimentata dal passato, in quanto eterna sorgente d’ispirazione, direzione e presa di coscienza per proseguire.

Per questo possiamo dire che moda e arte facciano lo stesso mestiere, spesso condizionandosi a vicenda, altre l’una è precursore di novità per l’altra. In molte occasioni le due discipline si incontreranno su terreno comune, dando vita a dei capolavori senza tempo proprio come la campagna “New Renaissance by Ferragamo”.
L’arte osserva il mondo della moda come amplificatore dei propri messaggi. Nel corso degli anni questa continua relazione bilaterale ha vissuto momenti importanti riuscendo in un’impresa ardua: non solo registrando risultati vantaggiosi in un periodo di forte crisi economica, ma soprattutto dimostrando come il gusto e il senso estetico siano, ancora oggi, essenziali per ognuno di noi!
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