Negli ultimi anni, la tecnologia si è spesso dilettata nel mondo della moda tanto che il suo impatto, in particolare con l’avvento dell’e-commerce è stato piuttosto difficile da ignorare.
Come in tutti i settori, anche nella moda la tecnologia sta rivoluzionando il modo in cui le aziende operano, con l’uso dell’analisi dei dati, dell’intelligenza artificiale, della tecnologia virtuale e così via.
A fronte di queste tecnologie, il settore della vendita al dettaglio sta crescendo, così come la necessità per i rivenditori di adattarsi a questo nuovo paesaggio e abbracciare la svolta del fashion system.
Quindi, quali tecnologie stanno avendo il maggiore impatto nel settore della moda?
Per rispondere a questa domanda ci siamo rivolti ad uno dei futurologi più famosi al momento:
Niels Müller che, alla conferenza CEO ROUNDTABLE ON BORDERLESS COMMERCE organizzata da Fashion Magazine, ha stilato quelli che sono i tre top trends del nuovo commercio senza confini.
1. #hyperpersonalization
I big data sono la parola d’ordine che investe la maggior parte delle industrie nel mondo degli affari e l’industria della moda non è estranea a questo, anzi , i rivenditori hanno iniziato a saltare sul carrozzone della digitalizzazione e stanno usando la tecnologia a loro vantaggio.
Una delle maggiori opportunità per ottimizzare l’industria al dettaglio è l’introduzione dell’IoT, Internet of Things. Questa tecnologia meccanizza il nostro mondo permettendoci di interagire con oggetti di uso quotidiano tramite Internet.
Per la moda, questo significa che sta emergendo un drastico cambiamento.
Un recente rapporto di Retail Vision Study ha dichiarato che il 70% dei decision maker al dettaglio a livello globale è pronto ad adottare l’Internet of Things per migliorare le esperienze dei clienti. Gli articoli di abbigliamento avranno capacità digitali che aprono la comunicazione tra rivenditore e cliente.
Un esempio lampante può essere NADI X, pantaloni da yoga con sensori integrati collegati tramite bluetooth ad un app e tramite delle piccole e specifiche vibrazioni, ti avvertono se stai eseguendo la posizione yoga in maniera errata.
Questo, così come tanti altri articoli dotati di tecnologia IoT interagiscono con l’utente per raccogliere i dati che aiutano i retailer a comprendere le esigenze e le preoccupazioni dei clienti.
Ma come nasce il processo di hyper-personalization?
Beh, come potete ben immaginare, tutto questo nasce principalmente tramite l’uso e l’abuso degli smartphone.
Con app per social media, portafogli digitali e app di shopping online, è chiaro che il mobile non ha avuto un impatto solo sulla nostra vita quotidiana, ma ora si sta facendo strada nel mondo degli affari.
Questa era di connettività ha introdotto una forma più elegante di shopping attraverso il commercio mobile.
Armati dei nostri smartphone, ora non solo possiamo acquistare online ma, avere esperienze di pagamento facili con le opzioni di portafoglio digitale come Apple e Android Pay. Infatti, BigCommerce ha scoperto che due su tre millennials preferiscono fare acquisti online piuttosto che andare in un negozio fisico.
Questo nuovo metodo di pagamento rende l’acquisto facile, semplice e sempre a portata di mano. Prendiamo ad esempio la funzione di acquisto di Instagram. Ora i clienti possono godere di un’esperienza ottimizzata per dispositivi mobili facendo clic sull’elemento desiderato e reindirizzati alla pagina del prodotto, riducendo in modo efficace i tempi di ricerca. Le aziende possono fornire ai propri clienti un modo semplice per scoprire prodotti e fare acquisti, tutto attraverso i loro pratici smartphone.
Non solo, anche app di Marketplace come SHOPenauer.com, uniscono l’esperienza di shopping fisica con quella virtuale e regalano al cliente la massima personalizzazione. Grazie a questa piattaforma infatti, è possibile seguire un brand o uno store e acquistare i rispettivi prodotti in vendita su vari siti di e-commerce, o presso uno store fisico attraverso la geolocalizzazione.
Il più grande patrimonio di tali piattaforme è nei dati raccolti e analizzati, che consente lo sviluppo di profonde relazioni con i clienti senza la necessità di interagire fisicamente con loro. Mentre prima era richiesto un grande sforzo per utilizzare insieme determinati beni e servizi, questi sono ora resi disponibili senza complicazioni. Questo fenomeno è noto anche come “sharing economy”.
2. #seamless commerce
Le aspettative del retail possono essere riassunte in tre parole: tutto, facile, ora.
Il comportamento dello shopping sta cambiando e lasciando spazio ai nostri stili di vita più veloci. Lo shopping veloce comprende tutti i metodi e gli strumenti che contribuiscono all’accelerazione dei processi di acquisto, dal momento dell’ispirazione al completamento dell’acquisto e oltre.
Dopo le tecnologie mobili e di e-commerce, ora possiamo guardare avanti alle prossime possibilità per la vendita al dettaglio, in particolare la tecnologia della realtà virtuale.
Oggigiorno, tramite i propri smartphone i clienti possono facilmente sfogliare i vari articoli e con un solo clic, acquistare. Tuttavia, ci sono state molte occasioni in cui i marchi hanno subito il contraccolpo dei clienti che hanno ricevuto articoli che non corrispondevano ai loro equivalenti online o semplicemente non soddisfacevano le aspettative.
In seguito a questo, stanno sorgendo nuove piattaforme di Virtual Reality che stanno cambiando il gioco dello shopping. Ad esempio, gli avatar di prova stanno diventando un grande successo nel mondo della moda. App come Avametric utilizzano la tecnologia della realtà aumentata per consentire agli acquirenti di provare gli outfit su un avatar personalizzato con le misure corrette, prima di acquistare un oggetto. Queste piattaforme cambiano l’esperienza di acquisto online, intrattenendo i clienti, i quali possono vedere fisicamente il prodotto su se stessi o nello spazio previsto , prima dell’acquisto.
Oltre a tradizionali flagship store, sta emergendo un gran numero di concept store, creativi e flessibili, che portano online anche i marchi più esclusivi. Inoltre i cosiddetti negozi senza personale, con sistemi di acquisto autonomi, stanno aumentando.
Ottimizzazione di ogni punto di contatto con il cliente.
Il tempo tra il contatto iniziale e il completamento di una vendita è ridotto al minimo dallo shopping veloce. Il prezzo sta diventando dinamico, i metodi di pagamento mobile sono in espansione e il canale di feedback per domande e reclami è aperto tramite i social media.
Il futuro del retail è senza soluzione di continuità.
3. #robotic revolution
Nonostante l’interazione uomo-macchina sia sempre più naturale, molte interfacce non sono effettivamente adatte per l’uso quotidiano. Gli assistenti intelligenti aiutano a portare la comunicazione in una forma a cui gli esseri umani sono abituati: la conversazione. Le applicazioni tramite una voce o un volto possono simulare questa rapporto e allo stesso tempo, ci lusingano con la sensazione di essere disponibili ad aiutarci. Il riconoscimento vocale e la profilazione dell’utente assicurano un’esperienza particolarmente personale.
Ciò include anche varie possibilità di acquisto: ordinare tramite un chatbot di messaggistica, effettuare un refill automatico tramite scansioni effettuate a casa, oppure semplici pagamenti da mobile.
Sebbene gli smart assistant siano stati utilizzati principalmente su dispositivi mobili fino ad oggi, questi piano piano troveranno uso anche in molti luoghi fisici in futuro.
Chiaro esempio è Amazon Go, una catena di negozi alimentari localizzata negli Stati Uniti e gestita dal rivenditore online Amazon. I negozi sono parzialmente automatizzati, dove i clienti sono in grado di acquistare prodotti senza essere controllati da un cassiere o utilizzando una stazione automatica.
Questo concetto di vendita utilizza diverse tecnologie, tra cui la visione computerizzata, algoritmi di deep learning e una fusione di sensori per automatizzare gran parte delle fasi di acquisto, checkout e pagamento associato con una transazione al retail. Tutto ciò è un modello di vendita davvero rivoluzionario che si basa in prevalenza sull’utilizzo di smartphone e tecnologia di geofencing per ottimizzare l’esperienza del cliente, così come la supply chain e la gestione dell’inventario.
CONCLUSIONE
L’uso che ad oggi facciamo di queste piattaforme, crea un’esperienza di acquisto più personalizzata e soddisfacente per il consumatore.
Inoltre, tramite il loro utilizzo, forniamo a marchi e rivenditori una miniera di dati, la quale può essere utilizzata per prevedere le tendenze e ridurre significativamente il divario tra ciò che viene prodotto e ciò che viene venduto, rendendoci così parte davvero integrante della supply chain.
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