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Negli anni Sessanta Londra canta un inno alla libertà. Attraverso la musica, l’arte e la moda. C’è Twiggy ma anche i Beatles. David Bailey muove i primi passi nella fotografia. Nasce lo street-style: le donne indossano vestiti lunghi di giorno abbinandoli a stivali in pelle oppure optano per la neonata minigonna voluta dalla stilista Mary Quant. Niente regole, ognuno è libero di fare quello che vuole. Oggi non è più così: persino il look casual dato da un jeans, una t-shirt bianca e una sneakers, rimanda a un gruppo estetico e sociale preciso. La maggior parte delle persone assorbe quello che vede sui social o nei magazine patinati e assume un comportamento, di conseguenza. Rari sono i brand critici verso questo modus operandi. Una di queste piccole realtà è A-Cold-Wall, il cui statement è quello di rendere unico, personale e curato il guardaroba degli uomini e delle donne del nuovo millennio.

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Con la collezione autunno-inverno 2019 presentata in questi giorni a Londra, durante la Settimana della Moda, il progetto fondato da Samuel Ross rappresenta un passo avanti, non solo per se stesso ma anche per l’industria in generale: dimostra che vestirsi tutti i giorni non è solo un atto automatico ma anche un processo creativo che ognuno è tenuto a fare ogni mattina per andare a lavoro o la sera, quando è il momento di cambiarsi e uscire. Ecco perché si alternano in passerella ragazzi e ragazze, alcuni vestiti in completi comprendenti felpe, giacche e pantaloni echeggianti – una figura, insomma, già vista in passato e nel presente -, altri, i quali fungono da punto e a capo del racconto, spiazzano ed emergono vestiti di sculture in plexiglass, di arte, di un processo creativo mirato.

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Se la laurea presso la De Montfort University rappresenta il lato preciso, razionale e formale di Ross, gli input esterni, gli stimoli culturali nutrono la parte irrazionale, istintiva. Il risultato è quindi una collezione di abiti eleganti, eterogenei, ma mai posti e abbinati in modo confusionale.

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I buyer apprezzano questa dicotomia, soprattutto se notano la risposta positiva da parte dei social – sempre più rilevante, nel bene e nel male – e dei media. Ma a stimare il lavoro di A-Cold-Wall sono anche gli investitori, quelli che sanno annusare talento e profitto insieme: dopo l’annuncio di un turnover di otto milioni di euro, il brand del ventisettenne ha visto entrare fondi da parte di società italiane, che – come spiega British Vogue – gli hanno permesso di sviluppare l’aspetto artigianale della produzione. E si vede. Per non parlare della collaborazione con Nike, pensata per veri feticisti. E le installazioni, le quali godono di un ottimo riscontro da parte della critica artistica e di un’intera pagina dedicata sul sito web del marchio. La moda come cultura a trecentosessanta gradi. Molti non lo hanno capito e rimangono indietro, altri ne fanno il loro leitmotif e imbastiscono una delle collezioni più interessanti degli ultimi anni.
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