
Vìen ss 19
Solo i veri amanti ed esperti di Malcom McLaren sanno che il leader dei Sex Pistols ha composto un album nel 1983 chiamato Duck Rock. Vincenzo Palazzo dimostra di conoscere bene la materia, dal momento che ha concepito l’intera collezione uomo e donna di Vìen per la prossima estate su di essa. In particolare, la canzone ispiratrice del designer e fondatore del brand è Buffalo Gals, soprattutto la frase “Two buffalo gals go around the outside, ‘round the outside, ‘round the outside”. Letteralmente “Due amici bufali se ne vanno in giro, se ne vanno in giro, se ne vanno in giro”. L’immagine ricorrente si innesta in un disco in cui oltre alla base punk, da sempre presente nell’opera dell’ex marito di Vivienne Westood, emergono altre influenze, come i beat della cultura hip hop, originatisi nel continente africano e arrivati negli Stati Uniti d’America attraverso i block parties. Questi sono, per chi non ne fosse al corrente, una sorta di feste di quartiere (block, appunto, in inglese) in cui i ragazzi rappavano e ballavano, tra dissing e ritmi profondi.

Vìen ss 19
Accanto alla musica, gli abiti del marchio pugliese prendono vita e forma grazie all’estetica tipica delle vesti della tribù Masai, in particolare quella dei guerrieri. Quindi nascono vestiti dalle linee morbide e femminili, imbastiti con dei sinuosi drappeggi, una spalla scoperta e colori accesi. Accanto al fascino mistico e selvaggio di questa popolazione si pone quello urbano, per l’uomo, richiamato dallo stile della working class africana, che Palazzo ha deciso di interpretare attraverso un métissage unente lo stile opulento degli anni Ottanta a quello street, attuale.

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La commistione risuona anche nella produzione made in Italy e nei tessuti, che la casa madre, durante la presentazione avvenuta questo mese alla fashion week milanese, racconta essere “mescole raffinate di seta e cotone per il madras giapponese multicolore, canvas grezzo a righe effetto materasso, micro quadretti e gessati blu, pelle nera delavè e denim stinto. Tutto si mescola.”.

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Ma cosa rimane alla fine? Una collezione non lontana dalle ultime, per irriverenza e concetto, comunque inaugurante una stagione caratterizzata dal filo rosso della coerenza per storia e contenuto. Senza smentirsi Vìen e il suo autore continuano sulla strada della sperimentazione, inducendo la moda a essere contemporanea perché enfatizzata dal passato e dell’avanguardia tecnica presente. Uno sguardo futuristico interpretante in modo inedito delle culture – hip hop e africana – spesso stereotipate, le quali, nel caso specifico, sono invece adattate ai nostri giorni. Da Putignano, Bari, al mondo.
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