
Haider Ackermann, p-e 2018
Fare il punto. Mettere in chiaro, trovare l’essenza all’interno di una moltitudine di riferimenti. “Strano come il potere creativo metta immediatamente in ordine l’intero universo.” Scriveva Virginia Woolf. Tra i creativi, oltre ai pittori, ai musicisti e ai poeti, è possibile, nella nostra epoca, far rientrare anche i designer di moda, coloro i quali disegnano o imbastiscono direttamente – ovvero senza un progetto di base, limitandosi a seguire il flusso delle loro idee – gli abiti che indossiamo nel quotidiano o nelle occasioni speciali, nelle quali il look necessita di qualche cura in più. Essi tracciano delle linee guida, e sta a noi, poi, scegliere quella più in linea con il nostro corpo e gusto, mettendo quindi calma nel caos di colori, forme e tessuti visti in passerella.

Calvin Klein, p-e 2018
Osservando le collezioni uomo per questa estate, sembra siano tutte accomunate dal concetto di semplicità. Una parola, che ad alcuni fashionisti potrebbe fare ribrezzo, ma che ad altri, invece, suona piuttosto bene e la mettono in pratica nei loro abiti, facendone talvolta uno stile di vita. Tra i brand portatori di questa filosofia estetica è possibile fare rientrare Massimo Alba, Acne Studios, Lucio Vanotti, Junya Watanabe e Berluti, benché ognuno con il proprio stile e approccio. Seguono poi, con qualche innesto di street-style o di proposte ispirate al mondo dei cowboy e, agli antipodi, alla marinière: Andrea Pompilio, Calvin Klein, disegnato da Raf Simons, e Haider Ackermann.

Massimo Alba, p-e 2018
Forme fluide, accolgono tinte tenui e forti in perfetta armonia: i blu, i grigi e i beige vanno per la maggiore, e non disdegnano l’essere rappresentati sui dei total look. Non manca il nero, così come il bianco. Sorprende la sobrietà del jeans, accostato al bomber. Il rosso, l’arancio sabbiato e l’azzurro acido, mettono in risalto, il sapore della stagione. La vita dei pantaloni è versatile: alta, bassa oppure normale. Per tutti gli stili. Si porta la giacca: che sia in denim o in lino, o, ancora, in pelle, per chi vuole osare. Il vero capo must have della stagione.

Berluti, p-e 2018
Gli accessori sono pochi ed enfatizzano sia l’uomo che rimane in città, dinamico e con il suo portatile sotto braccio, sia colui che può godere delle vacanze in un deserto sperduto del Texas. Ed è dallo Stato americano che provengono gli stivali in pelle proposti da Simons. Non proprio estivi, ma rendono bene il mood che lo stilista belga ha voluto rappresentare. Ackermann pensa al mare e in quanto a calzature, propone invece le infradito. Tra questi due mondi opposti emergono le scarpe traforate di Acne, i gladiators di Vanotti, i modelli formali di Watanabe, Berluti e Pompilio, in veste vintage; conclude Alba con le sue superga.

Lucio Vanotti, p-e 2018
Da questo vademecum, emerge un uomo contemporaneo, globalizzato. Ma anche poetico, amante del lusso portato dai materiali, dalla sensazione che si può apprezzare toccando gli abiti, quando vengono a contatto con la pelle. La stessa che, d’estate, vibra e tace al tempo, infinita.

Andrea Pompilio, p-e 2018

Junya Watanabe, p-e 2018

Acne Studios, p-e 2018
photo courtesy: press office and brands
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