
Vìen fw 2018
“Il punk rock è arte. Il punk rock per me significa libertà.” Così parlò Kurt Cobain, leader dei Nirvana, morto nel 1994, in piena epoca grunge, sottocultura degli anni Novanta, simile, per l’uso di alcuni codici, al punk nato vent’anni prima nei paesi anglosassoni, come espressione musicale di band quali i Ramones e i Sex Pistols. Ma la musica non è l’unica forma politico-estetica a cui si rifà il movimento. La moda, l’arte e la letteratura sono gli altri veicoli scelti per dichiarare l’essere anti-sistema della corrente underground in questione. E come tutte le cose, anch’essa è stata ripresa e reinterpretata lungo gli ultimi decenni, fino a oggi. Nel fashion system, ad esempio, molti brand hanno rivisto il linguaggio di quel periodo: da Galliano al primo Marc Jacobs, passando per Margiela e, of course, Vivienne Westwood, per arrivare alle realtà contemporanee come Vìen con la collezione Punk is dad, presentata a Milano durante la Settimana della Moda di febbraio.

Vìen fw 2018
Il marchio made in Italy, con sede a Putignano, in Puglia, dove produce artigianalmente i capi, fondato dal designer Vincenzo Palazzo con Elena Nitti, ha sin dai sui inizi, con la creazione dell’invernale 2017, riproposto in chiave personale, adatta ai tempi, mondi culturali non appartenenti alla massa, rendendoli la base elementare della propria estetica, anche in chiave ironica, senza compromettere la serietà analitica e pratica del mestiere creativo. Nel caso in questione, moda e musica sono i pilastri fondativi di ogni uscita proposta, in cui look maschili e femminili hanno sfilato scambiandosi dettagli propri dell’uno e dell’altro, soprattutto per quello che riguarda la donna.

Vìen fw 2018
Il tailleur viene rivisto in tessuto gessato, mentre le camicie da uomo fanno comparire le righe. Non potevano mancare i kilt, destrutturati a pieghe raccolte e i capi-spalla, veri protagonisti del guardaroba proposto da Palazzo. Si hanno le giacche avvitate con le spalle segnate, i trench e i cappotti over.

Vìen fw 2018
Al di là delle specificità dei capi, ciò che conta, e che accomuna ogni capo, è la sperimentazione, la quale si nota non solo nei volumi, nel metissage dei colori, ma anche e soprattutto nel concetto di remix, invocato dal creatore pugliese, in cui il significato della parola moda va oltre l’abito, chiamando a sé molteplici riferimenti intellettuali. Si realizza così uno scambio, un dialogo e un significato.

Vìen fw 2018
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