Miuccia Prada, una stilista così influente che, se immerge anche solo la punta del piede nell’acqua di una nuova tendenza, il proverbiale effetto a catena è percepito su tutti i lati dello stagno.
Come già discusso nel precedente post, diciamo che Milano Moda Uomo complessivamente non è che abbia lasciato un segno, anzi.
Perchè?
Perchè molte case di moda scelgono di ignorare ciò che sta realmente accadendo nel mondo, offrendo un’ accozzaglia di fantasie e colori, piuttosto che raccontare la tristezza della realtà che ci circonda.
Roma brucia e noi pensiamo solo a mettere stampe animalier, vestiti oversize e sneakers, il tutto ovviamente a caso.
Da qui mi viene un pò da paragonare il tanto amato Off-White™ con Dior, in quanto quest’ultimo nel 1947, periodo di forte razionamento e penuria del dopoguerra, propose abiti generosi fingendo che tutto andasse bene.
Miuccia Prada, al contrario, sceglie di non sognare, ma di affrontare la realtà e rifletterla nei vestiti che crea, presentando un prodotto che sarà poi la testimonianza del suo tempo, “contro le complicazioni, la durezza e la cattiveria del mondo”, come dichiara lei stessa.
Perchè ci è riuscita?
Perchè la vera moda non è solo tendenza, non è solo mercato, ma è anche la pura e semplice espressione di sè, nel bene o nel male.
E questo sicuramente Prada non se l’è dimenticato. Anzi, diciamo che con la sfilata Uomo Autunno/Inverno 2019 l’ha voluto ricordare anche a tutti gli altri.
FRANKENSTEIN

Gli uomini sono veramente dei mostri? A quanto pare si.
Possiamo dire che diversi millenni di civiltà umana ne offrono prove sufficienti. E la storia recente fornisce proprio il gloss contemporaneo sulla situazione. Non è che gli uomini sono semplicemente dei mostri, fanno i mostri.
L’uomo è un mostro dal cuore grande. – Miuccia Prada
Aldilà della presentazione dei capi di cui potete leggere qui la review, questa sfilata nasce dall’esigenza di raccontare chi è l’uomo dei giorni nostri: un uomo che è vestito esattamente così come vorrebbe apparire, ma che non riesce ad esprimere chi è realmente nel profondo.
Il suo umore infatti, si è considerevolmente oscurato nelle ultime stagioni.
La cultura che ama è denigrata come elitaria e il pensiero intelligente e razionale è perennemente sotto attacco dal populismo politico.
Nella realtà dei fatti però, nessuno si aspettava che una simile idea facesse da battistrada durante una settimana della moda che, è solo ben intenzionata a proporre vestiti che gli uomini potrebbero desiderare di indossare.
Ma Miuccia Prada, da tempo nota per offrire interpretazioni ambigue della mascolinità moderna, giustamente riconosce che oggigiorno è difficile tradurre ciò che accade intorno a noi senza sembrare pretenziosi. E’ infatti consapevole che deve fare molta attenzione a ciò che dice.

Da qui nasce il bisogno di farsi carico di esprimere un concetto che tutti pensiamo, ma con cui realmente nessuno vuole fare i conti, l’ORRORE.
Perchè la sensazione di orrore è molto più profonda della spazzatura, ed è chiaro dal suo lavoro che il vero interesse di Miuccia era quello di portare alla ribalta Mary Godwin, colei che ha scritto la storia originale di Frankenstein. Moglie di Percy Bysshe Shelley, amica di Lord Byron, questa straordinaria donna era al centro del movimento romantico dell’epoca, ma fu costretta a pubblicare anonimamente tanto che, la gente pensava che fosse il lavoro di suo marito.
A differenza della scrittrice però, Miuccia Prada è una donna che non ha bisogno di nascondersi e che lotta ogni giorno per far sentire la sua voce.
Il commento sociale e politico che esplora da sempre attraverso il suo lavoro l’ha resa una delle figure più riverite del settore, tanto da suscitare inviti per entrare nel mondo della politica.
Come abbiamo già detto per Prada, gli abiti possono parlare più delle parole, per questo in tutta la collezione mobilita la sua truppa di uomini animati da una forte vena militare.
I completi rigorosi e compatti erano infatti ornati da cinture talmente strette quasi a voler contenere quella rabbia che tanto fa fatica ad emergere, mentre camminano dritti per la loro strada sotto le note di Timewarp, Dance Macabre, seguite infine dalla versione di Marilyn Manson di “Tainted Love”, dove era chiaro che la contaminazione si era trasformata in malattia terminale. La vendetta di Godwin.
Giorni bui, si. Ma alla fine dello spettacolo arrivano due ragazzi indossando maglioni intarsiati da fulmini, ciascuno con un cuore appuntato al petto da una spilla da balia.

“Ho una spilla da balia nel cuore per te”, cantava il poeta punk Patrik Fitzgerald nel 1977. “Non ti amo per i tuoi occhi da cimitero, non ti amo per le tue cosce rasate, ma ti adoro per quel tuo beat-beat-beat-beat-beat.”
Perchè alla fine, c’è solo desiderio d’amore, per quanto mostruoso tu sia.
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