
Luca Larenza p-e 2019
Non è insolita la scelta da parte di un creativo di rifarsi ai classici dell’arte e della letteratura. Le due discipline sono infatti note per essere linfa ispiratrice dei creatori di moda sin dai primi anni del Novecento, quando hanno smesso i panni di materie elitarie, entrando così a fare parte di una società più ampia e pronta ad accoglierle. Basta pensare a Yves Saint Laurent, e ai suoi abiti invocati da pittori talvolta distanti anni luce per tratto e concetto, come Mondrian e Braque. Così fa Luca Larenza, fondatore del suo eponimo brand d’abbigliamento maschile nel 2011.

Luca Larenza p-e 2019
La collezione maschile per la prossima estate trae spunto dal Trittico de Il Giardino delle Delizie di Hieronymus Bosch (1503) e a Paradiso Perduto (1667), poema epico di John Milton, narrante l’episodio biblico della tentazione di Adamo ed Eva a opera di Satana, e la conseguente cacciata dal giardino dell’Eden. Ed è il desiderio di evadere, di concepire la vita come lusso da non dare mai per scontato il fulcro di ogni pezzo pensato dal designer. Quindi, accanto a un pacchetto continuativo di righe e color block – cifra del brand sin dagli esordi – egli ha sviluppato un tema marinaro con fantasie raffiguranti antiche sirene tratte da miniature medievali, coralli, fondali, pesci e corde intrecciate a forma di doppia L.

Luca Larenza p-e 2019
Presentato a Milano durante l’ultima Settimana della Moda Uomo, il portfolio in tessuto e silhouette di Larenza si dimostra vincente. A confermarlo, non è solo la sua capacità di colpire positivamente nei colori e tessuti utilizzati, enfatizzati da una mano ricamatrice su una maglieria ultraleggera in cotone ed arricchita da fantasie jacquard, da una parte in jersey e una in maglia realizzata in punto tessuto; il tutto decorato a intarsio, con la tecnica del punto flottante, ricamato o sovrastampato, per un effetto vinile, ma anche l’annuncio di un accordo di produzione con l’azienda Lom Fashion di Monteprandone (AP) – specializzata in capispalla e maglieria di alta gamma – che fa capo alla famiglia Mancini, attiva nel settore tessile dal 1968.

Luca Larenza p-e 2019
Il made in Italy è fondamentale per il creativo, originario di Caserta. Ed è anche la chiave, a quanto pare, del suo successo, benché di nicchia, e forse è un bene. Le sue creazioni sono infatti per intenditori, per gli uomini che rispettano il lavoro artigianale e preferiscono vestire la qualità a cui va ad aggiungersi, nel caso di Luca Larenza, un pizzico di irriverenza, tanto elegante quanto ironica.
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