
Maison Margiela Artisanal, fw18. Courtesy: Indigital
“Un esercizio per la mente”. È con questa frase che John Galliano annuncia oggi la sua collezione Artisanal autunno-inverno 2018 per Maison Margiela, marchio di cui è il direttore creativo dal gennaio 2015. Creare Alta Moda non è solo una pratica tecnica ma anche un modo per tenere in allenamento quella parte del cervello che in altre occasioni non si usa, almeno non così tanto. Si veda alla voce prêt-à-porter, dove la creatività spesso si accompagna a necessità commerciali. C’è chi riesce a farlo con astuzia, mantenendo alto lo spessore concettuale degli abiti, e coloro i quali perdono la bussola e navigano per mari tormentati, creando campionari disastrosi sorretti solo da una manciata di accessori, funzionali alla vendita e al mantenimento del brand. Margiela, dal canto suo, risiede nel primo gruppo.

Maison Margiela Artisanal, fw18. Courtesy: Indigital
Lo stilista inglese concretizza nella sua ultima collezione Couture per la casa di moda a Parigi, la sua idea di nomadic glamour, scaturita da una domanda che si è posto: “Cosa significa la parola cool?”. Soprattutto oggi il sé si interfaccia con la sua parte digitale più volte al giorno, attraverso dispositivi diversi come gli iPad o gli iPhone, e programmi come Instagram e Facebook. Il soggetto non si realizza più in carne e ossa ma in avatar e filtri. Ed ecco allora che a sfilare non sono le modelle, ma la visione dello spazio mediale in cui viviamo “come nomadi” da parte di Galliano.

Maison Margiela Artisanal, fw18. Courtesy: Indigital
Un défilé di Alta Moda può permettersi di osare, di andare oltre le aspettative. Non è moda, piuttosto si rintraccia nella categoria dell’arte. Soprattutto dal punto di vista del rischio che si affronta, quando alla de-costruzione di un capo-spalla se ne aggiunge addosso un altro, dai volumi extra e dalle tinte fluorescenti, magari in gommapiuma. Vestiti di tulle, leggeri e dal taglio bon ton, si abbinano a delle vertiginose scarpe mary jane in versione platform. E l’ardire di materiali e silhouette, consono all’occasione, è insegnato dallo stesso designer, il quale usa ospitare ogni mese dei giovani stagisti usciti dalle scuole di moda, per fare conoscere loro il mestiere del sarto, del couturier. Lo racconta anche nei podcast disponibili su iTunes, pubblicati nelle ultime ore, inauguranti lo show.

Maison Margiela Artisanal, fw18. Courtesy: Indigital
La liquidità dello zeitgeist, il vagare senza meta può essere rischioso, soprattutto se non si possiedono gli strumenti utili per controllare l’imprevisto, l’infinito, la sensazione di potenza offerta dall’assenza di confini spazio-temporali. Ma non per Maison Margiela, non per il concetto dietro ad Artisanal. Non per la Haute Couture.

Maison Margiela Artisanal, fw18. Courtesy: Indigital
You might also like
More from Brands & Designers
Loro Piana accusata di non retribuire i suoi lavoratori indigeni in Perù
"Le nostre eccellenze": questa la value proposition che si trova sul sito ufficiale di Loro Piana alla sezione “viçuna”. E in effetti …
Donatella Versace e Dua Lipa: gli anni ’60 nella co-lab “La Vacanza”
Donatella Versace e Dua Lipa insieme per la Pre Fall 23 per celebrare l'estate italiana. La co-lab tra moda e …
Moda e design: un dialogo aparto
Dai primissimi anni del 1960, la dimensione artistica che seguì la rinascita economica, artistica e scientifica vide la moda come …


