Arte che nasce dall’istinto e che si forma con una complicata tecnica. Gioielli forgiati da una mente emozionale, pura nel suo caos creativo. Tutto questo riassume la designer tedesca, ma con sede a Milano, Mikky Eger. Nel suo laboratorio in via Tortona ci porta alla scoperta di creazioni uniche nel loro genere, fatte a mano, e nate da intrecci personali dell’artista. Da qui nascono sei collezioni, ognuna con uno zeitgeist particolare: New Wave, Metropolis, Into the Wild, Surf’n’Turf, Volcanic Passion e Be Spoke.
Qual è il motivo che ti ha spinta a trasferirti in Italia dalla Germania?
Volevo studiare moda. Questo è il motivo per cui sono venuta a Milano. Ho frequentato l’Istituto Marangoni che mi è servito successivamente per creare una mia linea di abbigliamento – Kassim Mikky – che poi ho abbandonato per focalizzarmi sul gioiello d’autore, la mia passione.
Dai vestiti ai gioielli, qual è stata la tua personale evoluzione?
Prima dei gioielli ho lavorato nel campo della scenografia e, successivamente, in quello del merchandising che mi ha portato a lavorare per importanti gruppi come Swatch. Nel frattempo è nata mia figlia, avvenimento che mi ha portato alla decisione di rallentare un po’, senza trascurare allo stesso tempo, me stessa. Per questo motivo ho iniziato a frequentare la Scuola Orafa. In seguito a una vacanza in Turchia, dopo aver visto i monili tipici del luogo, ed essermene innamorata, ho fondato il mio brand e creato la prima collezione, New Wave.
Quale delle tue sei collezioni è la più efficace dal punto di vista creativo e quale, invece, dal punto di vista commerciale?
Questa è una domanda molto difficile. New Wave è certamente la collezione che mi rappresenta di più. In sé racchiude la mia firma, quel dettaglio per cui sono riconoscibile al cliente. Considero poi Surf’n’Turf come la mia evoluzione creativa: prima mi limitavo a utilizzare sono la lastra, con metalli come argento e oro, creando gioielli attraverso delle sovrapposizioni; con Surf’ ho fatto un passo in avanti con la ricerca dei materiali e mi sono appassionata molto all’uso della cera, che permette di creare oggetti tridimensionali.
Come nasce una collezione Mikky Eger?
Mi invento tutto. Le idee arrivano scontrandosi con altre precedentemente acquisite, oppure dai viaggi. Ad esempio Into the Wild lo realizzata dopo un soggiorno ai Caraibi. Molte volte decido di iniziare a creare in base a come mi sono alzata al mattino. Non ho regole e non prendo ispirazione da altri artisti.
Com’è posizionato il tuo marchio sul mercato?
I gioielli che produco si trovano nei negozi di alto livello e d’avanguardia. Il target è preciso: concettuale, che capisce il valore di un lavoro fatto interamente a mano.
Quali sono i tuoi progetti futuri?
Vorrei creare una collezione più intima rispetto alle altre. Nel frattempo continuo a fare mostre dove presente le mie opere. Un altro obiettivo e ampliare la vendita nel mercato estero.
ph courtesy: press office
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