Tradurre, decifrare. Quante volte abbiamo sentito dire da bocche illustri che la moda non è altro che l’interpretazione del quotidiano? Sebbene in maniera diversa, stilisti di ogni epoca hanno svolto un ruolo che fa eco a quello degli sociologi, andando ad analizzare il nostro tempo, la società appunto. Yves Saint Laurent capì che alcuni meccanismi borghesi stavano per essere messi in discussione, e così creo la rive gauche, e fu tra gli inventori del prêt-à-porter. Coco Chanel studiò l’evoluzione sociale della donna, la quale era più impegnata nella vita pubblica: le diede abiti confortevoli, pratici, lontani dalla moda che voleva la figura femminile costretta nei corpetti. Hedi Slimane, per arrivare ai nostri giorni, ha dichiarato di prendere spunto per disegnare le sue creazioni dai ragazzi che camminano sulle strade di Los Angeles. Lo stesso fa Alessandro Michele per Gucci, seppur con un’estetica completamente diversa da quella dello stilista e fotografo parigino. Ed è proprio nella capitale francese che Max Tan ha presentato la collezione donna per la prossima estate, in cui emerge, tra look inneggianti lo stile punk e altri più minimal ed eleganti, una profonda ricerca dell’autentico, contrapposto al fake contemporaneo.
– Cerco elementi che riflettono lo zeitgeist attraverso il percorso attuale dell’umanità e cerco di tradurli in “concetti” indossabili, nella speranza di metterci in contatto con il nostro chakra e di ricollegarci alla natura – spiega Tan, designer e fondatore del brand con sede a Singapore. Provocazioni a parte, la selezione vuole farsi portatrice di questo messaggio attraverso una serie di outfit-protesta, in cui emergono scritte ricamate come “fake news”, argomento peraltro molto in voga oggi, Trump docet.
Sebbene le considerazioni che il marchio elabora siano interessanti, tuttavia dalla collezione emerge una sorta di confusione. È come se fosse divisa in due: una parte ha una traccia sartoriale, anche se mantiene sempre il gusto di Max Tan, ovvero quella sperimentazione che ogni volta è sempre interessante, l’altra è più caotica, decadente. Non è ben chiaro quale sia davvero il modo in cui il brand intende la donna per la prossima stagione estiva. Tuttavia questo metissagge potrebbe essere voluto, facendolo così diventare una vera vera e propria fotografia dei nostri tempi, in cui agitazione, cinismo, frivolezza e falsità si mischiano, fino a non far più capire all’essere umano chi è e che cosa vuole.
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