Maela Leporati è Stylist e Creative Director basata a Milano e fondatrice nonché fashion editor di Aurevoir Magazine.
Insegna inoltre Fashion Styling (sono stata anche sua studente) presso l’Istituto Marangoni.
Posso assicurarvi in prima persona, ma lo capirete leggendo questa bellissima intervista, che da lei si può imparare molto, dal suo profondo amore per il lavoro alla creatività senza limiti e regole.

“Ciao Maela, grazie mille per aver accettato il nostro invito! Ti va di raccontarci la tua storia e il tuo percorso?”
“Ciao e grazie a voi! Sono nata a Casale Monferrato, una cittadina di provincia, ma grazie al lavoro dei miei genitori e al fatto che mia mamma sia nata e cresciuta in Australia, ho sempre viaggiato moltissimo ricevendo tanti stimoli creativi e intellettuali. Durante il primo anno di università a Bologna (mi ero iscritta ad Arte presso il DAMS) sono venuta a conoscenza di un corso in styling in Marangoni e l’anno dopo mi sono buttata.”
“Come mai tra tutte le professioni della moda hai scelto proprio lo styling?”
“La moda in qualche modo ha sempre fatto parte della mia vita, i miei nonni avevano un negozio di scarpe e da piccola passavo i weekend in negozio con loro, aiutandoli e provandomi tutte le collezioni. Durante le superiori ho iniziato ad appassionarmi alle riviste di moda ed ero veramente ossessionata, a 15 anni ho comprato il mio primo paio di scarpe Prada, tanto desiderate. Lo styling è venuto dopo, con la Marangoni appunto, e durante i 3 anni di corso ho capito che era davvero la professione per me.”

“Spesso il nostro mestiere è difficile da comprendere, specialmente in Italia, secondo te perché?”
“In realtà capisco che per chi non è del settore sia difficile capire al 100% questo lavoro, complesso e ricco di sfaccettature. Lo stylist sviluppa estetiche, visioni, aiuta a creare l’identità di un brand e ad interpretare i tanti linguaggi della moda. Non è facilmente definibile.”
“Come definiresti la tua estetica?”
“La domanda più difficile. Credo ci sia un mix inconsapevole di cose che mi piacciono, tendo a raccontare donne molto poco glamour, sempre un po’ sognanti e edgy senza cadere nel romanticismo. Ma ripeto è quasi impossibile per me definire la mia estetica.”

“Com’è nato il tuo magazine, AuRevoir?”
“AuRevoir è nato dalla necessità di esprimermi maggiormente a livello creativo, tentando di coinvolgere artisti interessanti con punti di vista vicini al mondo del magazine. Al momento siamo un po’ fermi, ma è molto complesso portare avanti un progetto editoriale insieme a tutto il resto.”
“Quali sono le tue fonti di ispirazione?”
“Tante, sono ossessionata da fotografi quali Nan Goldin, N.Araki, Corinne Day, Fumiko Imano, amo follemente l’editoria e la moda degli anni novanta, in questo momento sono grande fan di Thomas De Kluyver che trovo abbia rivoluzionato il mondo del makeup e che mi ispira moltissimo.”

“Qual’è il lavoro che ti rappresenta maggiormente?”
“Tutti o forse nessuno, ho un rapporto di odio amore nei confronti dei miei lavori, il primo giorno li amo il secondo faccio già fatica a guardarli.”
“Quanto è difficile conciliare la vita privata con quella lavorativa spesso frenetica e senza orari?”
“E’ folle a momenti ma questo lavoro è tutto per me, mi fa sentire viva, mi stimola a non rimanere mai ferma e mi da la possibilità di dar vita alle mie fantasie.”

“Hai progetti futuri di cui ci puoi parlare?”
“Nel 2020 ho imparato a vivere giorno per giorno, non progetto nulla per il futuro, essendo tutto così incerto preferisco non guardare troppo in là. Ho voglia di scattare tante storie nuove…ma vedremo.”
“Quali sono stati i successi più soddisfacenti che hai raggiunto?”
“Collaborare con brand come The Attico, scattare per Nylon Japan, ma direi in generale riuscire a fare della mia passione un lavoro vero e proprio.”

“Essendo anche lecturer presso l’Istituto Marangoni, cosa consiglieresti alla nuova generazione di stylist?”
“Quello che dico sempre ai miei studenti è di lavorare sodo, oggi sono moltissime le persone che sognano di lavorare come stylist, la competizione è altissima ma con dedizione, passione e cercando di lavorare sulla propria identità creativa ci si può affermare.”
Grazie Maela, speriamo di vedere presto i tuoi nuovi lavori!
INFO E CONTATTI
Maela Leporati: Website; Instagram
AuRevoir Magazine: Website; Instagram
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