LA STORIA.
Se torniamo indietro nel tempo, all’incirca al 1830, ricordiamo un’usanza problematica come quella del “blackface”, in cui era solito per gli artisti bianchi acconciarsi il viso con un cerone o lucido da scarpe nero e si disegnarsi labbra esagerate, come caricatura delle persone di colore.
Gli stereotipi ritratti, erano infatti atteggiamenti razzisti per far risultare appunto le persone di colore in qualche modo inferiori, ignoranti, pigri e persino animaleschi.

E questo durò per decenni, fino a comparire in un libro per bambini, uscito nel 1899, intitolato “Little Black Sambo”, un personaggio, raffigurato in stile “pickaninny”, un termine americano che indica la caricatura razzista e che, secondo lo studioso Robin Bernstein, risponde a tre requisiti: “la figura è sempre giovanile, sempre di colore, e sempre resistente se non immune al dolore”.
L’ACCUSA.
Ed è sulla base di questo, che un avvocato di New York, Chinyere Ezie, passeggiando di fronte alla boutique Prada in Soho, nota l’incredibile somiglianza dei pupazzi portachiavi proposti dal brand, con i “blackface” e “Little Sambo”, e non perde tempo a condannarli pubblicamente su Facebook con diverse fotografie accusando Prada di razzismo.

LE SCUSE.
Ovviamente la questione ha raggiunto un livello talmente globale che ha costretto il marchio a scusarsi e togliere dagli scaffali le cosiddette statuette portachiavi “Pradamalia”.
All’inizio, l’azienda si difese, dicendo che i suoi “Pradamalia” erano “incantesimi di fantasia composti da elementi dell’opera di Prada”, aggiungendo anche: “Sono creature immaginarie che non intendono avere alcun riferimento al mondo reale e certamente non alle persone di colore“. Secondo un comunicato stampa sulla collaborazione, infatti, le creature mescolano nelle loro caratteristiche semplicemente quelli che sono i codici della maison.

Ma, quando alcuni consumatori hanno iniziato a chiedere un boicottaggio dell’etichetta, Prada è andato oltre e ha posto subito le proprie scuse.
“Vorremmo esprimere il nostro profondo rammarico e le nostre sincere scuse per i prodotti Pradamalia che ritenuti offensivi. Sono stati rimossi dal mercato e non saranno venduti “, ha detto Prada in una dichiarazione rilasciata su Twitter.
QUELLO CHE MI FA STRANO E’ CHE…
Prada è conosciuto (almeno di recente) per aver incluso nel loro casting, modelle sconosciute come Anok Yai e Jourdan Dunn per poi portarle ad uno status da top model.
Per non parlare poi della scelta di avere Naomi Campbell in quella campagna (pensate un po, in bianco e nero) del 1994, esattamente in un momento in cui era ritenuto totalmente ”rischioso” lanciare persone di colore in campagne internazionali di lusso.

Non solo. Recentemente, ha anche messo in scena “The Black Image Corporation”, una mostra che mette in luce l’importanza e l’eredità dei creatori neri nell’editoria e nella fotografia americana, sia a Milano che a Miami.
ORA.
E’ chiaro e normale che gli stereotipi esagerati dell’epoca abbiano propagato poi nel corso dei secoli, un atteggiamento sbagliato come il razzismo, ma è altrettanto evidente che l’eredità delle immagini dannose influenza ancora oggi il modo in cui NOI lo contestualizziamo.
Alla luce di tutto questo, senza fare troppe polemiche, vorrei semplicemente porre la solita riflessione con una premessa.
La moda nasce sin dall’antichità per DIFFERENZIARE l’essere umano. A livello economico, sociale, fisico. Siamo stati noi (anzi mi arrogo il diritto di dire voi, perchè me ne tiro fuori con tutti gli abiti), soprattutto negli ultimi decenni, a volere la moda come strumento per UNIFORMARVI.
Si, perchè non bastava che foste senza carattere, ora anche a livello visivo difficilmente vi si distingue, rari casi a parte.
Perchè questo? Perchè è piu facile ricorrere al concetto d’eguaglianza piuttosto che combattere ed essere se stessi. Ed esaltare i propri difetti.
E sapete perchè non ce la fate? Perchè siete troppo abituati a giudicare gli altri, (senza cognizione di causa), che vi fa più comodo scendere nel gradino degli uguali, fare i moralisti ed evitare così che gli altri giudichino voi.
Quando in realtà qua non è il razzismo che va difeso. Ma siete voi che andreste difesi da voi stessi in primis. Perchè NON E’ NORMALE che una persona nel 2018 DOPO TUTTO, sia ancora in strada a gridare al razzismo invece di elevarsi, distinguersi ed essere FIERI di ciò che si è, con i propri pregi e i propri difetti.
Perciò vi lascio con una domanda.
Chi è davvero il problema? Prada, Dolce e Gabbana o chi per loro o la vostra insicurezza?
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