
Forse non è bello rubarvi tempo e spazio per incensarci. Ma dopo un mese di lavoro concedeteci 2 minuti. Quello che è successo ieri sera pensiamo sia la concretizzazione di un piccolo miracolo. L’evento Brini-Wait, organizzato dal nostro magazine con e presso lo showroom Brini e l’apporto di tanta gente e molte realtà differenti, ha avuto un successo inimmaginabile. E porta in sè significati nuovi e profondi. Da analizzare e su cui meditare.
Non solo perchè, in un primo giorno di un Pitti scarico di visite, forse dovute alla crisi, dopo una giornata con picchi di temperature che hanno superato i 40 gradi, abbiamo trascinato una marea umana in un tournover di oltre 1000 persone.
In primis vogliamo ringraziare tutti: Gianmaria Brini e tutto il suo staff capitanato da Laura Nannelli, Profilexpo il vero catalizzatore, i ragazzi delle creatività e del web design di Platinum Services, un’offerta cibo deluxe firmato i Berbenisti e gli uffici stampa, tra cui lo Sudio Jori, Keira Dj e tutti i brand che hanno partecipato.

Al di là di questo, l’evento ha rappresentano qualcosa di r-evoluzionario e vogliamo spiegarvi perché sintetizzando il nostro pensiero.
– Abbiamo dettato una via. Una nuova concezione dello showroom. Non più uno spazio dove capi vengono appesi come salami, in attesa di clienti che passino a firmare ordini. Ma lo showroom del futuro come location polivalente, attiva, luogo di incontro e cultura e soprattutto reattore e catalizzatore di eventi. Solo così si può motivare i clienti, e portarli ad affiancarsi sentendosi parte di una squadra. E si può creare un movimento che contrasti questo pessimismo e immobilismo, e sia capace anche di dare la giusta luce e comunicazione a brand le cui storie meritano molto di più che uno sguardo fugace che si da a un culatello appeso a un gancio dal salumaio.
– Brand uniti sotto uno stesso tetto, non in concorrenza tra di loro, ma a remare per una stessa squadra. A realizzare installazioni innovative e performance emozionanti (vedere quella di 2 Men Jeans e 2 Women Jeans di Compagnia del Denim di cui parleremo meglio a breve e quelle di Lanificio Cerruti per Gold Bunny), o quella di Byg Bang dove l’artista Iucu si è esibito in una live painting performance. Ci sarà prossimamente spazio e modo di parlare comunque di TUTTI i brand che hanno partecipato, perchè davvero lo meritano (Naif 1979, Pietro Ferrante, La Vallina – Kettlebel Jewels, Boom Bap, Be Different, Cruna,Daniele Alessandrini, Seven For All Mankind, Masq, I Hate Project, Keyhole, Bevilacqua, Pantone Beachwear …)
– L’ EVENTO DEL FUTURO concepito non più come occasione per assaggiare 2 salatini e contemplare passivi un’ insallazione come un feticcio, ma (senza dimenticare le regole della buona ospitalità, quindi ok a musica e una fornitura di cibo di alto livello anzi super-livello coi Berbenisti) la trasformazione dell’ evento come spazio in cui il pubblico diventa protagonista. L’interazione l’ha fatta da padrone grazie al Paintball Performance che ha dato la possibilità a tutti i partecipanti di impugnare dei fucili e sparare proiettili di colore alla sagome giganti di Karl Lagerfeld e Kate Moss, loro malgrado testimoni involontari di una performace che ha voluto significare l’abbattimento dei vecchi schemi, delle vecchie logiche, dei dinosauri, verso un percorso nuovo la cui strada abbiamo contribuito a indicare.
– Infine ultimo e importante concetto: brand storici e giganti della moda, marchi street-fashion nuovi, di ricerca e d’avanguardia, sotto uno stesso tetto: per far sì che i clienti possano sposare la storia, ma rinfrescare il proprio spazio con nomi nuovi e che a volte hanno davvero tanto da dire e da stupire. Come le migliori squadre di calcio dove si amalgamano i top player, i veterani che danno sostanza e i giovani che arrivano dalla primavera e, con un po’ di malizia e ingenuità, sanno fare quel gol o quella punizione che risolve la partita.
A presto per maggiori dettagli.





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