La maglieria è da sempre una parte essenziale del guardaroba maschile e femminile. Tuttavia, se dapprima veniva perlopiù associata all’inverno, oggi la si può sfoggiare per qualsiasi stagione. Un fenomeno in fermento, una tendenza che sembra aver conquistato anche le nuove generazione rifacendosi al passato per parlare alla contemporaneità. Pensate solo a tutti quei vecchi maglioni che le nostre nonne con santa pazienza si cucivano da sole. Quella si che è artigianalità, o come si suol dire ora “handmade”.
Non c’è dunque alcuna ragione di abbandonarli nell’armadio con il rischio che il tempo li infeltrisca, li logori e li impoverisca. Ma nel caso in cui non troviate più questa preziosa eredità, state tranquilli perché ci siamo noi di Wait. Vi proponiamo, infatti, una selezione di brand emergenti specializzati nel knitwear che incarnano il vero spirito del “fatto a mano”.
@almace
E’ quel che si dice essere un’azienda a conduzione familiare. Stiamo parlando di Almace, progetto di maglieria di produzione italiana. L’idea nasce da due sorelle, Cecilia e Martina, che in compagnia della loro mamma hanno dato vita ad un brand esclusivo e originale. Fibre naturali come il cotone biologico e la viscosa, vengono recuperati dagli scarti dell’industria tessile, per poi essere utilizzati per la creazione di capi fatti su misura. Ciò fa si che ogni prodotto risulti unico e non solo, ma anche sostenibile.

@vitelli
Prendete un elemento come la maglieria, simbolo della più pregiata artigianalità e mescolatela con una buona dose di cultura underground, ciò che otterrete sarà Vitelli. Marchio Made in Italy, con base a Milano, fondato da Mauro Simionato e Giulia Bortoli. Anche in questo caso ogni capo viene realizzato mediante l’uso di filati di scarto provenienti dalle vicine regioni italiane.
Ma cos’è, dunque, che lo rende diverso dagli altri? Sostanzialmente due cose: l’uso di un tessuto completamente nuovo, il Doomboh (risultato di un processo di agugliatura attraverso il quale più strati vengono sovrapposti e compattati tra loro) ed infine un’estetica post-hippie che attraverso la maglieria sembra ridar voce a quella gioventù cosmica di fine anni ’70.

@hope.macaulay
Come si può dedurre dal nome del brand, la terza designer che vi proponiamo è Hope Macaulay, proveniente dall’Irlanda del Nord. Semplicemente usando le sue mani e lana merino jumbo al 100% (materiale di alta qualità, naturale, sostenibile e biodegradabile), la designer riesce a dar vita a creazioni morbide e soffici ma al contempo audaci, esuberanti e vivaci.
Sarà la generosità dei volumi o i colori pastello, indossare un pezzo unico di Hope Maculay significa immergersi in un sogno, avere l’impressione di entrare in una dimensione fatata, ai confini del surreale. Quella stessa magie e incanto che le ha permesso di costruirsi un nome ben riconosciuto, di apparire tra i “Top 50 People to Watch” sul Times e i nuovi talenti di Vogue, oltre che catturare l’attenzione di innumerevoli celebrities.

@katya.zelentsova
Un posto nella nostra selezione lo occupa anche Katya Zelentsova. Dopo essersi laureata alla Central Saint Martens e dopo essersi fatta le ossa in note aziende di moda, ha così deciso di mettersi in proprio e dar libero sfogo ad una creatività a dir poco spumeggiante, proprio come l’animo delle sue creazioni. Katya è, infatti, l’esempio di come il lavoro all’uncinetto non debba necessariamente evocare l’immagine di un vecchio maglione pungente della nonna, ma possa nascondere anche un lato sensuale e provocatorio. Colore, eccentricità sbarazzina, seduzione con una leggera goccia di ironia, ed infine sostenibilità; insomma nei suoi capi c’è un pò di tutto.

@gudrun&gudrun
Ed infine ultimo (non per importanza) è il brand Gudrun & Gudrun. Probabilmente questa proposta, fra tutte le altre, è la meno eccentrica in termini di stile ma, una cosa è certa, rispecchia fedelmente l’essenza della maglieria artigianale. Prodotta nell‘isole Faroe, adopera solo fibre naturali regalando qualità, purezza e comfort. Per quanto l’eleganza faccia da padrona nel design complessivo, il brand riesce comunque sempre a trovare il modo di non scadere nel troppo classico e abbracciare un aspetto più moderno e originale.

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