Un pò Vetements, un pò Bottega Veneta e si, anche Supreme ha fatto la sua parte nel distopico show Spring 2022 di Balenciaga.

Lo scorso aprile Alessandro Michele festeggiò i 100 anni di Gucci collaborando con Demna Gvsalia al fine di portare in scena capi e accessori che non si sono potuti definire una vera e propria partnership, ma piuttosto un “laboratorio di hackeraggio, incursioni e metamorfosi” come lo ha definito lo stesso Michele. Così, al turno di Balenciaga tutti ci aspettavamo un altro show interamente basato sul ‘tema della clonazione’ come continuum di ciò che Alessandro Michele aveva iniziato. Ma in realtà, la risposta di Gvasalia è stata molto più controversa e ha tirato in gioco la replica (o forse l’ispirazione?) di altri brand. L’obiettivo, esplicitamente dichiarato dal direttore creativo è stato quello di mettere in discussione il branding e l’appropriazione dei marchi di moda che in molti sembrano continuare ad ignorare e ripetere nelle collezioni. Il risultato? Una collezione ‘artisticamente provocatoria’. E portavoce di questa bizzarra “sfida” si sono rivelati gli accessori, a metà tra la concreta riproduzione e una realtà parallela e surreale. Ma vediamoli insieme nello specifico.

#1 Crocs platform aka Puddle boots di Bottega Veneta
Le Crocs con il tacco sono state nell’occhio del ciclone, bizzarre per alcuni quanto geniali per altri, non sono passate inosservate. Ma, forse in pochi avranno notato che nei look ideati da Demna Gavsalia c’è anche altro. Stiamo parlando dei nuovi Crocs platform boots, sempre come parte della collaborazione fra i due brand iniziata nel 2017. “È una scarpa molto innovativa. È leggera, è uno stampo in schiuma monopezzo e per me questo tipo di tecniche e lavorazioni con questo tipo di materiali è molto Balenciaga”, ha dichiarato il direttore creativo. Ma che la costruzione monoblocco del nuovo modello ricorda molto i colorati Puddle di Bottega Veneta, a noi non è sfuggito.

#2 This is not a Gucci… jewel.
Sotto i riflettori della passerella Spring 2022, le borse realizzate con il monogram Gucci hanno giocato la loro parte. A mano o a spalla, molte di queste sono evidenziate dalla scritta “This is not a Gucci bag”. Meno in risalto sono stati i gioielli massimali a forma di fiocco che sembrano volutamente ricordare gli orecchini, i bracciali e le collane maxi-bow portati in scena da Michele ad aprile, con l’obiettivo di rompere le etichette di genere e trasformali in accessori fluid.


#3 Balenciaga bag, o Supreme bag?
Le monogram bags di Gucci hanno rubato l’attenzione del pubblico, ma, nel frattempo, o è stato Supreme ad essersi impossessato delle nuove shopping bags di Balenciaga o forse è Demna Gvasalia ad essere un fan del brand streetwear. Ecco, sarà bizzarro, ma il font del logo della casa di moda applicato su ognuna di esse è proprio l’esatta replica.



#4 Vetements, anche negli occhiali da sole.
Oltre alle montature vintage ‘a mosca’, Balenciaga ha portato in passerella occhiali da sole a mascherina specchiati in diverse colorazioni fluo, un particolare comune nelle passerelle di Vetements, il brand fondato nel 2017 dallo stesso direttore creativo. Una mossa giocata ‘in casa’, che, come un fil-rouge si rivela un piccolo assaggio di autenticità, di quello stile accurato e visionario che da sempre caratterizza il designer.

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