Il triste fenomeno del cosiddetto legal-fake non si ferma. Dopo avervi segnalato in anteprima Supreme Italia, fotografato dal nostro ottimo Luca Ceccarelli al Pitti e con immagini riprese da tutti i blog del mondo (da Highsnobiety a Hypebeast, spesso senza la cortesia di un credit nemmeno quando richiesto, come NSS Mag che ha fatto un’interessante intervista a proposito del fenomeno), oggi purtroppo dobbiamo segnalare, quale sarà il prossimo brand interessato.
Eccolo qui: si tratta di Kith, il brand di New York fondato da Ronnie Fieg, uno degli sneaker store più importanti del mondo e che da tempo sta spingendo tantissimo sulla propria linea personale.
Per i meno informati il sito ufficiale è questo: https://shop.kithnyc.com/
Mentre per saperne di più dello store, il negozio ha già una pagina ufficiale sul nostro portale SHOPenauer: http://www.shopenauer.com/it/boutique/174-kith
Il trucco è il solito: brand di culto, abbastanza di nicchia ma non troppo, che hanno la ‘sventura’ di non aver registrato il marchio in territorio Italiano o San Marinese.
Prendi il logo, lo registri in Italia. Magari modifichi leggerissimamente il font, per essere ancora più al sicuro. Se ti fanno causa, e magari la perdi chissenefrega. Tanto coi tempi della giustizia italiana in 1 anno il brand è già bruciato, e la srl a capitale limitato puo’ anche teoricamente chiudere i battenti: è servita solo per un’operazione ‘flash.
E poi invadi il mercato con felpe e magliette logate. Il pubblico ignorante, non conosce la storia dei brand (che sono pero’ il frutto di lavoro, storia vera e vissuta, pensieri, creatività comunicazione) mentre per quanto riguarda i negozi delle 2 l’una: o si approfittano dei clienti, anzichè raccontare loro la storia di un brand, gli rifilano un tarocco, con l’unico fine di lucrare (come se la drogheria sotto casa ti vendesse la mozzarella di bufala made in Romania, e il prosciutto di Parma made in cina) senza nessun’ etica professionale, oppure addirittura anche loro non conoscono il prodotto che vendono, ma si affidano alle mani dei rappresentanti o di quello che vedono sul web.
Quale delle due categorie sia meritevole di maggior vergogna, lasciamo a voi giudicare.
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