Si è tenuta giovedì 7 settembre presso la sede del Comune di Milano la conferenza stampa di White, per l’edizione che inaugurerà tra pochi giorni, come di consueto, durante la settimana della moda meneghina. Dal 22 al 25 settembre, un giorno in più dunque rispetto alla durata tradizionale, le porte della fiera della moda contemporanea apriranno nuovamente a dispetto dei risultati non proprio rosei dell’edizione estiva tenutasi durante il mese di giugno, soprattutto per quanto riguarda il calo dei buyer italiani.
Massimiliano Bizzi, fondatore dell’evento, non è un imprenditore che si arrende al primo ostacolo. Per questo motivo ha pensato non solo di inserire molte novità, ma soprattutto di espandere la kermesse in due sedi in aggiunta a quelle pre-esistenti, sempre in via Tortona: l’hub di Tortona 31/Archiproducts e lo spazio per progetti speciali ed eventi all’interno della Camera Italiana Buyer Moda. E così White si arricchisce di metri quadrati e non solo. Per questa quattro giorni infatti, sono aumentati gli espositori del 6% rispetto alle edizioni precedenti, decretando il numero record di 532 brand, tra contemporanei ed emergenti.
Ed è proprio sulle nuove leve del settore che scommette Bizzi. Come il brand Ssheena che sfilerà l’ultimo giorno di fashion week presso lo Scalone Arengario in piazza Duomo. Tra i giovani creativi si conta anche Efisio Rocco Marras, figlio dell’eclettico stilista sardo Antonio Marras, con una speciale installazione per I’M Isola Marras, dove protagonista sarà una capsule di 30 pezzi speciali, dal suggestivo titolo Walking Life – con cui esprime gli ideali romantici della gioventù e il lato punk della ribellione – attraverso un allestimento ideato dal set designer Paolo Bazzani e allestito nella sede ufficiale della Camera Italiana Buyer Moda. Ma non sono solo le iniziative strettamente legate alla moda a definire questa edizione. Il focus viene rivolto anche all’organizzazione che, sebbene sia sempre stata ineccepibile, questa volta vede protagonista White in sinergia con il Mise (Ministero dello Sviluppo economico) per coordinare e razionalizzare l’intera filiera della moda, che vede allineate al calendario della Milan Fashion Week tutte le più importanti manifestazioni fieristiche del settore. – Questo dimostra un’attenzione per il nostro settore che ci deve riempire di orgoglio e che ci spinge a essere ottimisti sul ruolo di Milano nel fashion system internazionale -, così ha dichiarato Bizzi ai giornalisti.
Significativa si prospetta anche la collaborazione con Mastered, importante compagnia di sviluppo londinese, all’interno della nuova sede Tortona 31/Archiproducts. In questo spazio infatti vedranno luce le collezioni di designer selezionati come Isla Fontaine, brand di gioielli e borse handmade in Venezia e Alexandra De Curtis, che oltre a essere designer di borse è pro-nipote di Totò. Sempre in quest’area il marchio di caffè Lavazza si farà sostenitore di giovani talenti come Martina Spetlova – promessa Russa che vive a Londra – la quale punta sulla lavorazione dei pellami per arricchire le sue creazioni di abbigliamento femminile. Tra gli italiani emergono Salvatore Vignola, che propone uno stile sportivo-couture e Roberto di Stefano già finalista di Who Is On Next? (concorso indetto da Vogue Italia e AltaRoma) con le sue borse dal design particolare e sofisticato.
Chissà se queste nuove geografie che compongono il nuovo White avranno l’effetto sperato per l’ultima edizione, ovvero quello di attirare più buyer e stampa possibili, o se invece rischieranno di dilatare ancora di più l’effetto. Quello che è certo è il porsi di White in una posizione inedita nel panorama nostrano abituato a lasciarsi andare, a trascurarsi. E quindi a fallire. Non resta che attendere i risultati, i numeri di chiusura dell’evento. E buona fashion week a tutti.
photo @ White
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