IL BRANO CHE VALENTINA HA SCELTO PER QUESTA INTERVISTA:
Poco prima di iniziare la nostra chiacchierata virtuale ricevo un messaggio: “Dammi qualche minuto, sforno l’ultima mandata di biscotti, a tra poco!”, io inizio a parlare con Valentina, fantasticando sui biscotti che ha appena sfornato e il profumo che si respira in quel negozio, il suo.
VALENTINA LEPORATI AKA VALENTINA GLUTEN FREE
Ciao Valentina, grazie per aver accettato il mio invito e benvenuta a NotOrdinaryTalks di Wait!Fashion. Facciamo qualche dovuta premessa per chi ancora non sapesse di cosa ti occupi. Come sei diventata pasticcera e panificatrice in chiave gluten free e di quanti anni dobbiamo tornare indietro?
Tutto ha inizio dal fatto che ho scoperto di essere nata con un intolleranza al glutine, meglio nota come Celiachia. Mi ha accompagnata per tutto il corso della mia vita. In realtà il mio percorso scolastico è diverso dalla professione che svolgo ora, ho fatto il Liceo Classico e ho sempre sognato di scrivere. Anzi, il più grande sogno in assoluto era quello di fare la speaker radiofonica, il secondo quello di diventare Giornalista. Però poi ho iniziato a lavorare.
Sono sempre stata educata a guadagnarmi qualcosa con i miei sforzi, anche se la mia famiglia è stata sempre presente, ho imparato a darmi da fare. Così ho iniziato con una pizzeria. Poi sono passata ai locali di musica, quello dove lavoravo era un Punk Rock Club, fino al momento in cui sono arrivata in una pasticceria. Dopo tanti anni di lavoro, per un’ esigenza di organico, perdo il posto. Mi sono trovata a capire che la cosa che sapevo fare meglio era cucinare, e volevo mettermi in proprio. Dai 19 ai 29 anni ho sempre cucinato e cercato di ricreare le cose che facevo nei ristoranti o nella pasticceria, ma senza glutine. All’inizio i risultati sono stati pessimi, come puoi immaginare, ma migliorando ho iniziato a rifilare i miei esperimenti alle cene con amici, senza specificare l’assenza di glutine. Notare che mangiavano di buon gusto, è stata la prima di tante vittorie.

Quindi sei riuscita ad ottenere un gusto analogo ai prodotti che invece contengono il glutine, per accontentare anche il palato?
Sì, è stato un lavoro di ricerca impegnativo, c’è voluto molto tempo prima di poter dire di avercela fatta. Oggi ho ottenuto quello che cercavo, un prodotto buono e altrettanto piacevole per la vista, nonostante l’assenza del glutine.
Ho impostato il mio metodo, depennando l’utilizzo di mix già pronti, prediligendo farine che siano naturalmente prive di glutine. Mi occupo personalmente di creare il mix che più si addice alla preparazione. Riso, mais, quinoa, amaranto, lenticchie, legumi vari.
Inoltre, non dimentico l’aspetto estetico di quello che creo. Sono celiaca da 32 anni e la frase chiave della mia vita è stata “Ti devi accontentare”, di quello che trovi. Quindi ti accontenti della meringata con la scritta di cioccolato storta e brutta, che è l’unica che puoi mangiare.
Per questo motivo le mie torte sono richieste anche dai non celiaci. Oltre ad essere buone, sono anche belle da vedere.
Quando hai aperto la tua bottega? Perché proprio a a Sarzana, cosa ti lega a quel luogo?
Come ti dicevo prima, avevo capito che la sola cosa che sapessi fare era cucinare, ma mi mancavano i mezzi per farlo in proprio. Con i soldi della mia disoccupazione, ho preso il negozio dove mi vedi ora, a Sarzana, dove già lavoravo e vivevo. Ho iniziato con un bancone, un forno, un frigorifero, un lavandino e un balcone, e me la stavo facendo sotto.
Questo misto di coraggio, incoscienza e fame di riscatto, mi hanno spinto ad andare avanti. Nonostante le difficoltà: un negozio spostato dal centro e dedicato a prodotti per intolleranza al glutine, il fatto che fossi già adulta. Inoltre, per più di un anno ho fatto Sarzana-Forte dei Marmi e viceversa, fino a quando, io e il mio compagno, non abbiamo preso la decisione di ristabilirci qui. Questo è quello che mi ha resa la Valentina di oggi. Pensandoci ora mi vengono la pelle d’oca e gli occhi lucidi.
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Cosa vuol dire aprire un negozio?
È dura! Io lo dico a tutte le persone che mi chiedono se è il caso di mettersi in proprio. Oltre a dover aprire il tuo negozio, devi avere una storia da raccontare, perché altrimenti sei quell’uno su cento e non sei riconoscibile. Se sei appassionato, tieni molto al tuo progetto, e hai una missione particolare, come nel mio caso, traspare. Questo consente l’acquisizione dei clienti, che poi diventano clienti affezionati, e successivamente amici. Una realtà bella e duratura.

@valentinaleporati: a proposito di social
Sui social sei seguita per le tue rubriche di informazione sulla celiachia, per le ricette che provi con la tua community. Cosa pensi a riguardo?
Sì, è vero, ho investito molto tempo nei social. Non per pubblicizzare i miei prodotti, ma per raccontare una storia e allo stesso tempo divulgare informazioni corrette sul tema dell’intolleranza al glutine. Posso dire di aver creato una community che si fida di me, e di conseguenza acquista nel mio negozio. Si crea l’occasione di provare i miei prodotti e così tornano. Un circolo “virtuoso” che mi ha portato a fare delle cose davvero belle. Andare in tv, a Radio Deejay, e scrivere un libro.
Il tuo lavoro e la tua intraprendenza, come abbiamo anticipato, ti hanno portato nei programmi radio e tv, com’è stato per te?
Per una che sognava di fare la speaker, figurati… puoi immaginare. È stato bellissimo, ho pianto per un giorno intero dall’emozione. Sono passati solo 3 anni dall’apertura del negozio e io posso dire di aver fatto di tutto per risollevarmi.
Come fai ad essere presente nel tuo negozio, gestire l’e-commerce e anche l’aspetto social? Come riesci a ritagliarti del tempo?
Rimango in negozio e cucino i miei prodotti tutti i giorni, ovviamente nelle quantità di un artigiano. Ritagliandomi un momento, riesco anche a creare contenuti informativi sui miei social. Per me le due cose vanno di pari passo. Perché è attraverso questi momenti, in cui racconto quello che faccio, che chi mi ascolta anche se non conosce l’universo della celiachia, si incuriosisce e vuole capire qualcosa in più dei miei prodotti; se effettivamente il grissino è croccante e se aprendo il pacchetto riesci a finirlo in 5 minuti. Un circolo virtuoso, come lo chiamo io, di informazione, affetto ed empatia, dove l’acquisto non è il fine ultimo ma è un’azione spontanea. Per me è meglio vendere 10 prodotti in meno, ma in questo modo. Mi gratifica aver trasmesso un messaggio, senza aver indotto all’acquisto.

Sui social si può dire che hai creato una community, chi ti segue lo fa per le ricette che proponi, per le tue innumerevoli rubriche per cucinare insieme ritagliandosi un momento di spensieratezza, per la persona solare e travolgente quale sei, ma non solo. Perché spesso ti si vede sfoggiare un bel rossetto, e puntualmente non passa inosservato e ricevi innumerevoli richieste per svelarne il nome. Qual è il tuo rapporto con il beauty?
Le domande beauty sono quelle che mi arrivano in maggior numero. Se anche stessi parlando, non so, della tiroide, ma lo dico con un rossetto, mi chiedono “Che rossetto hai?”, tutto il resto non l’ha ascoltato nessuno. Mi confessa Valentina ridendo. Anche a questo mi sono data una spiegazione, che ho capito nel tempo, nel momento in cui una persona ha il coraggio di esporsi, non a 360° perché direi una bugia, ma poco meno, sicuramente questi dettagli entrano a far parte del personaggio. Nel mio caso persona e personaggio sono la stessa cosa, sono proprio come mi vedi nelle stories. Quindi Valentina è quella che fa la pasticcera gluten free, ha il vestito figo e il rossetto rosso così. Questo per me è un altro aspetto meraviglioso perché mi da la libertà di parlare di qualsiasi cosa.
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A proposito di questo, ti racconto qualcosa in più…
All’inizio per me il fatto di avere un viso piacevole rappresentava un problema, temevo che le persone si concentrassero troppo sul mio aspetto, anziché sulle cose che avevo da dire e che sentivo di voler dire. Proprio perché in passato ho fatto la fotomodella, sono apparsa in videoclip musicali, e altre cose per cui la mia immagine era il mio biglietto da visita. Non ti nascondo che all’inizio è andata proprio come temevo. Non mi esponevo troppo, dicevo quello che facevo in negozio e basta. Dal momento in cui ho aperto le porte a tutto quello che sono e mi interessa, le persone mi notano, vestito e rossetto compresi, ma fa tutto parte del cerchio più ampio di Valentina Gluten Free.
Se la tua cucina fosse un rossetto di che colore sarebbe?
Fai questa domanda ad una che indossa praticamente solo il rossetto rosso. Direi un rosso, con una punta di bordeaux, più sanguigno, proprio per il legame di sangue con la celiachia, l’aspetto della genetica, e per la passione che è tinta di rosso da sempre. Quindi rosso con una puntina di bordeaux.
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NON SOLO PASTICCERIA E INSTAGRAM
Valentina Leporati, traspare sui social, come una donna poliedrica, quando esce dal suo fragrante negozio, chi è? Cosa fa?
Quando esco sono stanca. Mi dice Valentina con il suo sorriso contagioso, ma a parte gli scherzi rivela:
Sono sempre così, iperattiva come mi vedi sui social, la sera mi spengo sul divano, mi guardo un film e crollo. Ma ad esempio ora vado a casa con mia sorella perché il mio compagno le deve prendere la misura del cappello che le farà. Poi mi metterò a cucinare, e ho già in mente che cosa preparerò, quindi sono già andata a fare la spesa. Fatto questo devo preparare i contenuti per domani, e non ho ancora finito. Devo mandare anche un messaggio alla Giulia Del Mastio l’illustratrice del mio libro perché le devo chiedere una cosa. La mia vita è così e la trovo bellissima perché io non riuscirei a stare in una vita senza stimoli, quando non li ho me li creo. Come faccio con i problemi, quando non li ho li creo.
E dei tuoi interessi cosa mi dici?
Vado pazza per la musica punk rock, ci sono cresciuta dentro. Quel tipo di musica che anche se il frontman dice di volersi suicidare quel “one, two, three, four” all’inizio mi fa impazzire, ma posso passare agilmente a Britney Spears e da lei al cantautorato italiano, anche in questo caso non trovo un filo logico. Poi mi piacciono le scarpe, pensa che i miei ultimi stivali li ho messi nella scarpiera senza passare dal via e in silenzio.
Poi leggo. Quando ho la mente libera, io mi fiondo nei libri e potrei non uscirne mai, ma amo anche i gatti e mangiare.
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Tutti noi abbiamo un cassetto dove teniamo qualche sogno, per lo più quelli che riteniamo più strani e difficili da realizzare. Valentina cosa tiene in quel cassettino?
Ne ho qualcuno: diventare speaker alla radio, vorrei realizzare un secondo libro di ricette, vorrei tornare in tv e avere una rubrica tutta mia in un giornale cartaceo.
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