
Max.Tan primavera-estate 2019
Le correnti artistiche nascono da un’idea comune, portata avanti da ogni artista, con il proprio stile. Le avanguardie si creano così, anche nella moda. I giapponesi – da Yamamoto passando per Kawakubo fino a Miyake – costituiscono la base del loro successo sue due fondamenta: armonia delle linee a cui aggiungo una forte dose si sperimentazione. A livello cromatico prediligono il nero, mentre in quanto a personalità, sono tanto delicati quanto indipendenti. Max.Tan pare aderire alla filosofia orientale nel creare le sue collezioni.

Max.Tan primavera-estate 2019
Per la stagione estiva, a breve nei negozi, il giovane stilista di Singapore punta sulla dicotomia plastica del bianco e nero. Non è proprio una novità. Dal 2010, infatti, la palette di colori utilizzata è sempre stata minimalista, poiché il vero obiettivo è la costruzione del capo, la sua vestibilità. Il corpo della donna da vestire. Rispetto al passato vi è una nota inedita, non tanto nella sperimentazione, la quale prevale soprattutto nei materiali, piuttosto nella silhouette. Mentre prima era complesso e interessante allo stesso tempo scoprire le costruzione all’avanguardia del designer, oggi l’abito appare nel sua totalità. Non viene più necessario un esercizio di interpretazione.

Max.Tan primavera-estate 2019
Max.Tan si spoglia delle sovrastrutture per andare al sodo: fare indossare a un corpo femminile qualcosa al tempo stesso di unico – infatti l’aspetto creativo non viene mai meno – e di facile compressione stilistica. La semplicità è comunque particolareggiata da un’eleganza che rimanda a un’estetica orientale ma anche occidentale, andando così a definire un look contemporaneo: mai mini, le gonne sono lunghe fino al ginocchio oppure maxi; le jumpsuit partono aderenti e sottili, per poi aprirsi fino ai piedi. Da abbinare a una camicia in cotone leggero per la sera o a una maglietta bianca di giorno. Versatilità è un’altra parola chiave.

Max.Tan primavera-estate 2019
I motivi di questa piccola rivoluzione possono essere di natura commerciale, infatti più un prodotto è semplice più è colto; oppure il percorso del designer sta prendendo una direzione diverse, la quale tuttavia pare ancora difficile da scoprire. Per farlo, bisogna attendere le prossime collezioni.
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