Il direttore creativo di Marni, Francesco Risso, privilegia le narrative non convenzionali. Per la sua ultima collezione primaverile, ha portato in scena il personaggio del “ragazzino perso” che aveva apparentemente requisito l’abbigliamento eclettico dal guardaroba di suo padre.
Questa stagione per la SS19, Marni ha portato lo sport-lusso a una nuova conclusione, combinando influenze di svariati tipi di sport per creare pezzi adatti a una giornata surreale sportiva. Il risultato è stato il bilanciamento: “il magro e il paffuto, l’alto e il basso”. Dal cricket al tennis attraverso le corse, “tutto conta, in grandi o piccole quantità”.
La collezione mescola la nostalgia ai giorni nostri, con sguardi con maglioni in mohair bolliti di ispirazione vintage presentati accanto a camicie con stampe elettriche astratte.
Nel tipico spirito Marni, non ci sono regole reali e per quanto riguarda pattern e colori. L’abbigliamento era oversize e loose, oscurando la silhouette di chi lo indossava tanto quanto le occupazioni dei giocatori.

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