
Massimo Alba p-e 2019, uomo
Ogni paese possiede dei tratti somatici specifici, legati alla sua conformazione geografica, al territorio. Una terra dell’Africa del nord, si riconosce prevalentemente per le dune del deserto, le case basse, tendenzialmente di un colore tenue, talvolta avorio, altre più acceso, ma comunque privo di quel voler distogliere l’attenzione dall’oltre offerto dalla natura. Altre regioni a sud del continente sono invece più fertili, hanno la possibilità unica di vedere e vivere il passaggio delle stagioni. Esistono habitat identificabili per un unico elemento, magari due: la regione dei laghi in Finlandia, la foresta pluviale amazzonica. Unicum su tutto il pianeta. L’Italia possiede in appena 1300 chilometri, e in scala ridotta, tutti gli elementi sopra citati i quali, insieme al mare che la circonda, contribuiscono a renderla una realtà singolare, senza pari. Massimo Alba trae spunto creativo da essa e dal suo Mediterraneo per la realizzazione della collezione di abbigliamento maschile della prossima primavera-estate.

Massimo Alba p-e 2019, uomo
Rimane una conferma la letteratura, per l’occasione italiana, anzi, meridiana. Dopo David Foster Wallace e Italo Calvino, penne a cui si è legato il brand nelle passate presentazioni, è infatti l’opera dello scrittore napoletano Raffaele La Capria lo spunto significante il nuovo lavoro del designer milanese. Egli “da ragazzo abitava a Palazzo Donn’Anna, “un palazzo del ‘600 meravigliosamente napoletano, in cui si può raffigurare tutta la storia di Napoli, e vivendo in quel palazzo il mio rapporto con il mare era grandissimo… potevo tuffarmi a mare dalla finestra”.” È con l’immagine dell’autore da giovane – ora porta splendidamente i sui 95 anni – che Alba osserva come in un film di Bertolucci lo stesso uomo, vivente la sua contemporaneità in modo autentico, attraverso l’esperienza del quotidiano. “Un ragazzo che guarda il mare dalla finestra della sua casa, quasi accecato da tutta quella luce, dallo splendore di quell’Eden: si tuffa dalla finestra direttamente nell’acqua del mare, nel blu che riflette la luce del Sole, e quando finalmente riaffiora è diventato uno scrittore.” Spiega il creativo.

Massimo Alba p-e 2019, uomo
Ma al di là dell’aspetto poetico, molto sentito e presenza inconscia in ogni collezione, poiché insita nella fabula di Alba, quello che rimane altresì significativo è, oltre alla produzione rigorosamente italiana e rispettosa dell’ambiente insieme a materiali di pregio, quello che si è scritto prima circa gli aspetti tipici dei territori, concetto da associare a piè pari alla moda, interpretata dall’azienda. Qualsiasi sia il punto di partenza dante l’imbastimento di un nuovo progetto stilistico, gli elementi di fondo rimangono sempre gli stessi: sobrietà, essenzialità. Qualità.

Massimo Alba p-e 2019, uomo
Il marchio ha presentato le nuove proposte durante la settimana della moda uomo a Milano, in cui ancora una volta si è rivisto lo stesso schema estetico imposto dal marketing e dai social network, dove l’affermazione di sé non passa più attraverso la cultura ma la coltura di un’immagine disperatamente omologata. Il paradosso risiede nel fatto che ponendosi idealmente fuori da tale meccanismo – non in via assoluta comunque, avendo il proprio account su Instagram e un nuovo sito web e-commerce – soprattutto dal punto di vista dell’approccio tanto distinto quanto fortemente espressivo, Massimo Alba riesce a emergere, a creare attorno a sé una clientela capace di discernere i due mondi, quello ormai allo sbando e quello ben radicato nella sua naturalezza, identità. Vi è infatti un’analogia tra la persona Alba e il suo modo di esprimersi attraverso gli abiti, i gesti. Gli stessi scatti fotografici di ogni collezione ricordano quello che per il nostro paese è la sua conformazione, memoria per noi. Citando La Capria: “Le linee di un paesaggio, il verde di una collina, uno specchio di mare, ci parlano nel tempo, restano impressi in noi, diventano tempo e parola, fan parte della nostra esistenza”. Autentica.

Massimo Alba p-e 2019, uomo
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