“Quando una moltitudine di piccole persone in una moltitudine di piccoli luoghi cambiano una moltitudine di piccole cose, costoro possono cambiare la faccia del mondo”. Così scriveva Friedrich Nietzsche. E in effetti in questi ultimi decenni sono stati parecchi gli aspetti dell’umano che si sono evoluti, modificati: il modo di comunicare, di mangiare, di relazionarsi. Insomma, di vivere. Ma come? Negli anni 90 – decade di grandi mutamenti anche nel mondo della moda -, con l’avvento del web, dei computer, dei telefoni cellulari, dei democratici alla Casa Bianca – alla voce presidenza Clinton dal 1993 al 2001 -, del ciclone musicale denominato “brit pop” e quello bling dell’hip hop statunitense in cui dominavano giganti come Puff Daddy, Tupac Shakur, The Notorious B.I.G. e Jay-Z, la comunità mondiale è diventata ebbra di buoni propositi che sono oggi riassumibili con parole come: comunità, fratellanza e bene comune. Una “comunità umanitaria globale”. Così la definisce il brand Nicholas K che ha portato sulle recenti passerelle di New York la collezione pensata per il prossimo inverno.
Il duo di fratelli formato da Nicholas Kunz e Christopher Kunz ha tradotto la chimera emersa in quel periodo in moda, ponendosi l’obiettivo di indagare sui motivi per cui tutti i suddetti buoni propositi non sono stati soddisfatti nel ventennio successivo segnato dal terrorismo, bullismo ed episodi sempre più frequenti di razzismo. Questa ricerca mantiene in sottofondo un ritmo dettato dai beat hip hop, frammenti di musica che hanno caratterizzato la società e anche le sotto culture di tutto il mondo, in particolare quelle made in USA.
Musica come arte, come divertimento, ma anche come ispirazione stilistica: bigiotteria over, così come i capi-spalla caratterizzati dai bomber e i parka. Mentre sotto emergono abiti glitterati, esagerati ma dal sicuro effetto “wow”. Nicholas K prende questo mondo e lo fa suo: se la palette di colori è variegata, si va infatti dall’oro al nero passando per un bianco puro a tinte come il cremisi e il rosso scarlatto, la stampa è un classico, ovvero quella in pitone. I materiali sono tra i più preziosi come il velluto di seta, l’eco-cachemire e l’alpaca.
Le modelle si muovono sicure, sono sexy e camminano verso il futuro. Tempo mai come oggi incerto e disperato, che forse potrà salvarsi solo guardandosi indietro, per indagare dove e come ha sbagliato ed esagerato. Questo in ogni settore, perché alla fine, ogni piccola storia fa parte dell’intero mondo. Nicholas K ne ha presa una porzione e l’ha studiata, ricostruita nel nostro contemporaneo.
ph: press office
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