Ecologia estetica, lusso creativo e spirito artigianale. Sono queste le tre fondamenta astratte su cui, nel 2009, Francesca Mazzotta ha fondato il suo eponimo brand. Quelle tangibili, invero, sono molte, una fra tutte l’utilizzo della cartapesta pugliese, materiale su cui ruota intorno l’intera produzione della designer salentina. Questi due punti cardine sono coessenziali alla creazione di gioielli come pezzi unici, fatti a mano e realizzati in Italia.
Francesca, quando e perché hai deciso di fondare il tuo marchio di gioielli?
Quando ho incominciato a sperimentare e reinterpretare l’antica tecnica di lavorazione della “cartapesta leccese” che nella mia terra ha delle espressioni e collocazioni classiche come quella statuaria. Il marchio è nato dall’idea di rendere attuale e contemporanea questa tradizione per fare indossare la cultura di un luogo attraverso i gioielli.
Vivi e lavori nel Salento. Quanto la tua terra influisce nella realizzazione dei tuoi bijoux?
Molto. I miei bijoux sono l’espressione simbolica di un luogo, rappresentano il legame con gli elementi di questa terra, la visione della donna, la magia e l’anima. Tutto quello che mi circonda, serve per cogliere quei giochi di forme, colori e dettagli che ispirano il mio lavoro .
Contrapponi, come materiali, metalli tra cui argento e bronzo a carte fatte a mano e fibre di cellulosa. Come mai questa scelta?
Mi ha sempre affascinata l’idea di concepire il gioiello come forma vivente dove i materiali, seppure apparentemente distanti, dialogano tra loro. La carta, che si sostituisce al concetto tradizionale di gioiello, diventa così preziosa perché testimone di una cultura. Il luccichio del metallo, infine, vuole valorizzare un periodo storico bizzarro e stravagante: il Barocco.
Istinto, tecnica e creatività. Riesci a definire quanto, in percentuale, queste sono presenti nei tuoi gioielli?
In egual misura. Quando l’istinto apre le porte alla creatività, la tecnica porta stabilità e mi permette di rendere concreto quello che realizzo.
Quali sono i tuoi progetti futuri?
Sicuramente la riconoscibilità a livelli sempre più alti di un progetto che nasce da un’idea tutta italiana e attinge dal mio patrimonio culturale per le suggestioni, la manifattura e la maturazione sempre maggiore del processo metodologico di tecnica e materiali come espressione di alto artigianato e di tecnologia avanzata.
ph courtesy: press office
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