
Oggi Wait vuole raccontarvi una storia che fonda le proprie radici a Domodossola nel 1913 dal nome Athison.
E questa storia parla non solo di un’azienda di manifattura, ma di un vero e proprio brand che da oltre 100 anni guarda al futuro con i piedi saldamente ancorati ai valori e alle tradizioni del proprio territorio.
Tra le Alpi e il lago…

ATHISON è l’antico nome del fiume sacro che scendendo dai ghiacciai alpini, percorre tutta la Val D’Ossola immettendosi nel Lago Maggiore. Il moderno logo è invece ispirato alle antiche incisioni del XIII° secolo e rappresenta l’intreccio tra la tradizione e la modernità, caratteristiche peculiari del marchio.
Ma a raccontarci meglio gli “intrecci” che caratterizzano la storia e la filosofia del brand abbiamo intervistato Massimiliano D’Ambrosi, direttore commerciale del brand.

Buongiorno e grazie per la disponibilità. Questa intervista nasce dalla curiosità e dalla voglia di far conoscere ai nostri lettori il vero prodotto Made In Italy, pertanto vi chiediamo, come nasce la realtà manifatturiera Athison?
Athison è il brand di Manifattura di Domodossola, realtà industriale italiana nata nel 1913. Nei primi anni di vita l’azienda produceva corde e funi per navi e articoli tessili più leggeri come passamanerie e stringhe. Ma è negli anni ‘,70 che avvenne la rivoluzione, quando all’interno dello stabilimento, vennero progettate le prime macchine al mondo in grado di intrecciare tondini elastici e piattine di cuoio destinati al settore della pelletteria, calzatura e arredamento. Da una di queste macchine ha preso vita un tubulare in cuoio intrecciato destinato ad una linea di cinture che venne chiamato “PRIMA” in quanto primo e unico al mondo. Con uno sguardo sempre rivolto al futuro e i piedi saldamente ancorati ai valori e alle tradizioni del territorio locale, all’inizio del secondo secolo di attività nasce Athison brand di pelletteria la cui collezione è frutto di 100 anni di storia fatta di continua ricerca, qualità ed innovazione.

Raccontateci un po’ di questa affascinante arte dell’intreccio. Come avviene?
L’intreccio è molto suggestivo, ma richiede una lavorazione molto più complessa rispetto ai materiali tradizionali e questo rende i nostri manufatti unici ed inimitabili. Materiali diversi nei colori più disparati s’intrecciano in modo differente e danno vita a prodotti sempre nuovi dove le combinazioni sono potenzialmente infinite.
Abbiamo fatto la coraggiosa scelta di eseguire tutti i processi di lavorazione internamente partendo dalla colorazione della pelle fino ad arrivare alla costruzione della borsa che avviene nel reparto pelletteria dove artigianalità e innovazione tecnologica si incontrano.
Prendiamo ad esempio una delle nostre borse da donna in pelle e rame. Le pelli conciate al vegetale vengono tagliate in sottili strisce per poi essere colorate con coloranti all’acqua. Successivamente vengono intrecciate insieme a sottili fili di rame su antichi telai per dare vita a una grande stuoia da 140 cm. Nel reparto pelletteria, dopo essere state assemblate e cucite con cura tutte le varie parti la borsa viene ultimata con metallerie di altissimo livello e manici realizzati apposta con uno speciale intreccio tubolare. Infine, la borsa viene controllata con cura maniacale. Tutto ciò avviene all’interno del nostro stabilimento da 8000 mq.

La vostra azienda è localizzata nella splendida Val D’Ossola. Com’è il vostro rapporto con il territorio che vi circonda?
Il nostro legame con il territorio è fortissimo e l’azienda non ha mai delocalizzato la propria produzione, a garanzia di un reale Made in Italy; l’amore per la terra che ci ospita si può ritrovare anche nella scelta del nome del nostro brand: Athison è infatti l’antico nome del fiume Toce che sgorgando dai ghiacciai alpini, attraversa tutta la Val d’Ossola per poi sfociare nel Lago Maggiore. Abbiamo proseguito questo legame anche chiamando i nostri modelli di accessori con i nomi delle vette e dei luoghi che ci circondano.

Dalle fibre naturali alla pelle. Come avviene la ricerca delle materie prime?
E’ una ricerca costante. Cerchiamo sempre di anticipare i tempi e le esigenze del mercato. Il percorso è laborioso, le nostre macchine sono uniche al mondo quindi devono adattarsi perfettamente alle materie prime che selezioniamo. Frequentiamo come tutti le fiere di settore ma non solo, in passato abbiamo collaborato con il politecnico di Milano per la realizzazione di stuoie intrecciate con la fibra ottica, siamo sempre a caccia di novità.
Ad esempio, al prossimo Pitti presenteremo una cintura realizzata con un materiale totalmente riciclato. Ancora non possiamo svelare i dettagli, ma siamo sicuri che rappresenterà una novità assoluta.

Da azienda manifatturiera a brand di moda. Cosa ha scaturito in voi la creazione di un marchio e a chi vi siete ispirati?
Manifattura di Domodossola collabora con i grandi marchi della moda fin dagli anni Settanta.
La fortuna di lavorare sempre a stretto contatto con il mondo della moda, è stato fonte di ispirazione per noi e ci ha permesso di essere sempre al passo con i tempi oltre che di accrescere la consapevolezza del grande valore estetico e qualitativo delle nostre creazioni.
Considerati i grandi investimenti fatti nel tempo in tecnologie all’avanguardia, ci siamo chiesti come avremmo potuto migliorarci e che servizio aggiuntivo fornire ai nostri clienti. Per questo motivo è nata inizialmente una business unit dedicata ai clienti che volevano acquistare direttamente il prodotto finito e non più solamente il semilavorato.
Inoltre, volevamo valorizzare i nostri materiali alcuni dei quali ancora poco conosciuti e molto spesso scartati dai designer perché troppo costosi. È così che abbiamo iniziato a metabolizzare l’idea di creare una nostra collezione di borse.
Il percorso non è stato semplice. siamo partiti con la produzione di prodotti più semplici come cinture, braccialetti e piccola pelletteria. Dopo aver studiato le tecniche di pelletteria con alcuni tra i più grandi pellettieri italiani, nel 2017 abbiamo lanciato la prima collezione di borse di lusso con il nostro marchio Athison.

Quale, tra le vostre proposte è quella di cui andate più fieri?
Difficile sceglierne solo uno! Ogni prodotto viene studiato meticolosamente, seguendone l’evoluzione passo dopo passo, quindi siamo a tutti molto affezionati. Potremmo dire la handbag “Cistella”, perché è stata uno dei primi modelli ed è anche il più venduto. Anche lo zaino “Veglia” ha una bella storia che ci piace sempre raccontare.

Da cinque anni Manifattura di Domodossola ha istituito il concorso Intreccincantiere destinato ai giovani fashion designer provenienti da tutto il mondo. Durante l’edizione di tre anni fa, uno studente dello IED di Torino ha proposto un modello che ci è sembrato subito interessante. Sono passati alcuni anni, abbiamo apportato le opportune modifiche industriali e con la collaborazione dello stesso giovane designer è nata Veglia.

Su cosa si basa la comunicazione del vostro brand e soprattutto a chi si rivolge? Come descrivereste l’utente finale Athison?
I nostri valori sono in antitesi con l’attuale tendenza di numerose griffe che erroneamente vantano un prodotto Made in Italy. Molto spesso la delocalizzazione della produzione e/o la scelta di materie prime di bassa qualità hanno portato questi grandi brand ad ottimizzare i profitti a discapito di un autentico Made in Italy e dell’artigianalità che da sempre contraddistingue la nostra cultura manifatturiera.
Quanti marchi di moda oggi possono affermare di utilizzare materie prime di alta livello e di produrre interamente in italiana senza l’utilizzo di faconisti stranieri? Noi ci rivolgiamo a quella nicchia di mercato che è stufa di acquistare prodotti il cui valore economico è dato quasi esclusivamente dall’immagine del brand. Il cliente a cui ci rivolgiamo è senza dubbio una persona esigente ed amante del lusso ma che non si vuole omologare.

Se doveste aprire il vostro primo monomarca in Italia, quale sarebbe la città in cima alla vostra lista? E all’estero?
L’abbiamo già scelta, è Milano. Per ora posso rivelarti in anteprima che da gennaio avremo un nostro spazio in uno showroom di lusso in via Manzoni, nel cuore della città. Nel 2016 inoltre abbiamo inaugurato il nostro showroom monomarca ad Akasaka, quartiere centrale di Tokyo. Nel 2018 abbiamo iniziato una collaborazione con vari Showroom tra i quali uno situato a Ningbo in Cina e uno a Roma.

Dalla nascita della vostra azienda, ad oggi è passato oltre un secolo. Quali sono stati i cambiamenti più significativi che avete subito?
Nel corso dei nostri 105 anni di storia ci sono state varie tappe importanti che hanno permesso un miglioramento continuo delle tipologie di prodotto offerto. Ad esempio si deve a Giuseppe Polli, nipote del fondatore e attuale titolare dell’azienda, l’invenzione della stringa in poliestere negli anni Settanta. Negli anni successivi ideò anche i primi intrecci per cinture realizzati a macchina. Contemporaneamente vennero risistemati dei vecchi telai e adattati alla produzione di stuoie in grado di tessere intrecci di grandi dimensioni utilizzando numerose materie prime: cuoio, rame, sughero, neoprene, kevlar, rafia. Nel 2007 venne inaugurato il nuovo stabilimento e a Giuseppe si affiancarono alla guida dell’azienda le figlie Giulia e Silvia, la quarta generazione della famiglia. Ogni nuova generazione ha sempre portato con sé dei cambiamenti; così nel 2013 in occasione del centenario dell’azienda, oltre alla nascita di Athison vide la nascita anche Oxilla, marchio dedicato esclusivamente all’arredamento di lusso. L’ultima sfida è quella del 2017 quando è stata ideata la prima collezione di borse Athison unica al mondo per tecnologia, storia, qualità delle materie prime utilizzate e tipo di lavorazioni sviluppate. Modelli ideati e fabbricati completamente all’interno del nostro quartier generale.


Il Made in Italy secondo voi è più valorizzato in patria o all’estero?
Il Made in Italy è sicuramente amato e valorizzato in tutto il mondo ed è per questo che dobbiamo tutelarlo ed averne cura. Il Giappone è uno dei nostri mercati di punta e possiamo affermare che il Made in Italy lì è davvero molto considerato. Addirittura, molti anni fa, quando ancora non realizzavamo prodotti finiti, i clienti giapponesi vendevano i nostri prodotti semilavorati con una targhetta che garantiva la provenienza dell’intrecciato da Manifattura di Domodossola.


Quali sono i progetti futuri per Athison?
Innanzitutto, le fiere, abbiamo un calendario molto fitto: nella prima parte dell’anno saremo per la prima volta al padiglione centrale di Pitti Immagine Uomo a Firenze e poi a febbraio saremo al Mipel di Milano e a Moda Italia, la fiera di moda internazionale a Tokyo.
Inoltre, stiamo avviando nuove collaborazioni con showroom nazionali ed esteri e nell’immediato futuro abbiamo intenzione di entrare nei migliori department store di tutto il mondo.

You might also like
More from Brands & Designers
Loro Piana accusata di non retribuire i suoi lavoratori indigeni in Perù
"Le nostre eccellenze": questa la value proposition che si trova sul sito ufficiale di Loro Piana alla sezione “viçuna”. E in effetti …
Donatella Versace e Dua Lipa: gli anni ’60 nella co-lab “La Vacanza”
Donatella Versace e Dua Lipa insieme per la Pre Fall 23 per celebrare l'estate italiana. La co-lab tra moda e …
Moda e design: un dialogo aparto
Dai primissimi anni del 1960, la dimensione artistica che seguì la rinascita economica, artistica e scientifica vide la moda come …


