
5 Preview primavera-estate 2019
Se ne parla di continuo. La moda inquina, contribuisce, in negativo, ai cambiamenti climatici. 5 Preview ha deciso di voltare pagina. Ma concretamente. Senza retorica e immagini patinate, il brand, nato in un primo piano di un palazzo a Roma, dove ha vissuto il suo fondatore, Emeli Mårtensson, punta tutto sul motto make a change. Cambiare. Non solo a livello materico, ma anche all’interno dell’ambiente lavorativo. L’eco-sostenibilità a tutti i livelli.

5 Preview primavera-estate 2019
All’interno degli uffici, 5 Preview Studios, riciclano carta e plastica, ma discutono anche se prendere o meno l’aereo per spostarsi. Agli incontri faccia a faccia in terre lontane, prediligono i doni della tecnologia e usano Skype. Ovviamente la produzione del brand non è come quella dei grandi nomi, i quali vantano milioni di capi realizzati per collezione. Quelli di 5 Preview si attestano attorno agli ottanta mila capi l’anno. Ad ogni modo, se fossero concepiti in maniera poco responsabile nei confronti dell’ambiente, sarebbero ugualmente nocivi. Ecco perché domandano ai produttori di fare solo quello che i buyer hanno ordinato, evitando così le rimanenze a magazzino.

5 Preview primavera-estate 2019
Piace pensare che il team scandinavo rifletta quotidianamente su questi aspetti. Del resto la situazione è gravissima. Possiamo rendercene conto tutti: qualche giorno fa la temperatura a Milano ha toccato i 22 gradi, e siamo nemmeno a metà marzo. In teoria è inverno. Quello di 5 Preview, allora, è un esempio di come le cose dovrebbero essere fatte. L’etica in grado di prevalere. Lo dimostra anche l’iniziativa di donare i pochi capi inutilizzati alle donne in difficoltà di Stoccolma, dove ha sede il brand.
Sulle piattaforme social, danno consigli su come lavare i capi – prodotti in Svezia, Cina (si spera in maniera altrettanto controllata e responsabile), Italia e Portogallo – per inquinare e sprecare acqua il meno possibile. Nel 2016, mentre tutti accorrono per vivere il Black Friday, l‘azienda se ne discosta pubblicamente. Un’altra tappa fondamentale, è la scelta nel 2019 di non utilizzare più il sacchetto di plastica per il packaging e di sostituirlo con un in amido di mais. Per il 2020, invece puntano a realizzare t-shirt in cotone organico. Passo ulteriore a quello di riciclare le sostanze chimiche all’interno di un sistema chiuso, in modo da non inquinare l’ambiente.
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