Globalizzazione positiva. Un melting pot culturale, uno scambio di know how tra artigianalità italiana e spirito africano. Questo è il leitmotiv di Susana Traça, ex modella e oggi designer, che dall’Angola, sua terra di origine, ha portato una nuova visione, un nuovo spirito nel realizzare scarpe con un certo allure sportivo ma decisamente innovative, come il modello Milho Step realizzato con le fibre di banana e presentato a EXPO 2015 questa estate.
Intervista a Susana Traça:
Da vestire gli abiti e i loro accessori a crearne di tuoi, in particolare scarpe. Come hai vissuto questo passaggio?
Come una bellissima svolta di crescita individuale. Ho cercato e trovato dentro di me il coraggio di poter finalmente dettare la mia moda e di reinterpretare le tendenze secondo il mio gusto personale. È stato qualcosa di naturale, un passaggio quasi obbligato dopo che la mia attenzione era sempre più rapita dai colori, dai loro abbinamenti e dalle forme geometriche presenti nella mie collezioni.
Nel mese di giugno hai presentato a EXPO il modello Milho Step realizzato con fibra di banana nel padiglione della tua terra, l’Angola. Quando e perché hai pensato di realizzare questo modello? Qual è stato il feedback del pubblico?
Parlando con i miei tecnici, abbiamo visto che era possibile realizzare un modello con le fibre di banana e così è nata la Milho Step, e il merito è di tutto il mio team devo dire. Sia il pubblico che gli addetti ai lavori sono rimasti piacevolmente stupiti di vedere abbinato al mio modello best seller un materiale così poco spesso utilizzato nel mondo della calzatura.
Le scarpe sono un accessorio importante, spesso definiscono un look. Qual è il valore aggiunto dei tuoi modelli?
Sicuramente il fatto che rendano i look più grintosi per via della loro particolarità.
Quanto dell’Angola c’è nella tua collezione primavera/estate 2016?
Sicuramente questa, insieme alla collezione del 2012, penso sia quella più vicina alle mie origini, per i colori, le geometrie utilizzate, il contesto culturale. Il tema African Mask si ispira e richiama il forte simbolismo insito nelle maschere utilizzate durante le nostre cerimonie.
Hai appena partecipato a White durante la settimana della moda di Milano. Quali sono le sensazioni che ti ha lasciato? Pensi che il settore moda per voi emergenti si stia aprendo di più?
Il White è sicuramente una fiera importante che si sta rilanciando nel panorama internazionale grazie ad un’ottima strategia di Massimiliano Bizzi e Francesca Cella. Rispetto ad altri anni, ho notato una ripresa dell’attenzione non solo verso la fiera e Milano, quest’anno sede di tantissime iniziative a livello internazionale, ma anche verso noi stilisti emergenti. È il nostro momento!
Progetti futuri?
Aprire un negozio mono-marca, il dove è ancora da definire. Aumentare la rete distributiva in quanto ad oggi siamo presenti solo in venti paesi e avere un coinvolgimento sempre maggiore nelle attività di charity ad oggi intraprese.
ph courtesy: press office
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