Sin dal loro primo contatto con loro, a Pavia, durante un incontro casuale, mi sono innamorato non solo del loro brand, STMA, ma anche del loro modo di essere. Capaci di sognare e puntare in alto, ma sempre con i piedi per terra. Li ho visti far crescere il loro brand, li ho visti lanciarsi nell’organizzazione di eventi fuori salone, durante la settimana milanese del design: capaci di radunare sotto uno stesso tetto, una trentina di brand emergenti uno più interessante dell’altro, grand parte dei quali io stesso nono conoscevo nemmeno l’esistenza.
Ed è per questo che quando ho visto la loro nuova collezione, così bella e piena di talento, è stato naturale invitarli ad entrare sul nostro showroom online Wait Order, per lanciare il loro brand verso un pubblico più ampio, italiano e perchè no, internazionale.
A questo punto è arrivato da compiere l’ultimo passo: intervistarli per conoscerli più da vicino!
Ciao ragazzi, raccontatemi chi sono le persone che stanno dietro a STMA?
Dietro, davanti e di fianco ci siamo sempre noi, Stefania Marra e Andrea Capiluppi, due giovani designer, modellisti, artigiani e non solo.
Io, Stefania, nasco come fashion designer, ho studiato e lavorato qui a Milano in diversi uffici stile, poi nel 2013 insieme al mio compagno Andrea abbiamo fondato STMA.
Alle nostre spalle per la confezione dei capi, abbiamo invece un piccolo e splendido laboratorio sartoriale italiano che ci tratta come figli.
Raccontatemi come nasce il brand STMA. Dagli esordi a oggi.
L’idea, lo stile ed il nome STMA nascono in astratto parecchi anni fa, quando ancora ero studentessa in fashion design.Il vero obbiettivo è infatti da sempre, quello di creare un brand che fosse mio. L’idea di poter dettare la linea, il gusto, di veder nascere un capo e seguirlo in tutti i suoi dettagli dalla progettazione alla realizzazione, credo sia per ogni designer la soddisfazione più grande.
Ma è solo grazie alla complicità e capacita di Andrea, che a me piace definire multitasking, che abbiamo deciso di intraprendere questa via.
Come prima cosa prendendo uno spazio in un piccolo co-working insieme a designer, grafici e falegnami. È un percorso strano per un brand d’abbigliamento, ma le “botteghe 2.0” sono proprio questa tipologia di spazi, delle factory di sapere collettivo.
Solo dopo un paio d’anni, quando i nostri bisogni ed obbiettivi sono cambiati, che nasce ufficialmente l’atelier di STMA.
Il nome del brand. Sono le iniziali di Stefania Marra, o sbaglio? Ha qualche altro significato? Come si pronuncia? Stima?
Si esatto sono le mie iniziali. Non vuol dire niente, volevo un codice identificativo.
Qualcosa che non lasciasse trasparire nulla. Mi piaceva molto come nome sia a livello grafico che concettuale che di assonanza. Si pronuncia ESSE TI EMME A.
So che avete di recente dato vita a un atelier-shop nella vostra città natale. Che riscontri ha avuto questa esperienza?
In seguito all’esperienza del co-working abbiamo deciso di aprire uno spazio che fosse non solo un negozio, non solo un atelier e molto più di un ufficio. Uno spazio che fosse sia concept store, che ci raccontasse e che esprimesse al meglio il nostro carattere, ma anche uno spazio dove lavorare e creare. Un laboratorio senza porte, che permettesse a chiunque dovesse entrare di sentire il profumo dell’artigianalità che sta dietro ai nostri capi.
Siamo coraggiosamente rimasti nella nostra citta natale Rho, alle porte di Milano.
È diventata la nostra seconda casa. Abbiamo destinato una parte a laboratorio, dove sviluppiamo i modelli e creiamo i prototipi, una parte ad ufficio e una parte a showroom dove accogliamo buyer e clienti.
Abbiamo avuto subito un ottimo riscontro sia con i nostri clienti, che finalmente hanno avuto un luogo dove provare e acquistare le collezioni di STMA, sia con il pubblico Rhodense, che riusciamo sempre a stupire con la nostra presenza.
Come mai la scelta di orientare il marchio verso un mercato sempre più alto?
STMA è un marchio appena nato, deve fare ancora un sacco di strada.
Sappiamo però che non vogliamo negarci la possibilitá di sperimentare e osare.
La nostra produzione é interamente Made in Italy con lavorazioni sartoriali, per questo vorremmo collocarci in mercato medio-alto.
Raccontatemi la collezione della prossima pe 2016 che oggi è disponibile su Wait Order?
Si chiama Desert Storm, è una capsule-collection composta da 20 capi, caratterizzata dalla luce, dai riflessi dell’ oro e dei tessuti laminati. E’ interamente prodotta in Italia con finiture sartoriali, tessuti ricercati e innovativi. E’ una collezione elegante, fashion e femminile. Un eleganza però non tradizionale, ispirata ad una donna guerriera, determinata ed a tratti androgina.
Possiamo dire che Mad Max – Fury Road, film a cui eravamo già molto affezionati nella sua prima versione, ci è piaciuto a tal punto da trarne ispirazione per la nostra collezione.
Ma questa non è la prima, né sarà certo l’ultima volta che il mondo cinematografico influenza il nostro lavoro.
Arrakis e Ludovica Van, per citarne alcuni, sono nomi di capi della nostra prima collezione… ma su questi non do spiegazioni, chi è in grado di capire, capisca.
Qual’è il pubblico a cui vi rivolgete?
Direi un pubblico consapevole. Consapevole di cosa vuole, consapevole di ciò che acquista e consapevole di ciò che indossa.
Un pubblico pieno di carattere insomma, che non si lascia intimorire… né dalla particolarità di un capo, né dal fatto che siamo un marchio emergente, perchè pienamente cosciente di ciò che sta dietro ad un capo firmato STMA.
So che ora siete concentrati sull’Italia, ma pensate di rivolgervi anche ad un pubblico estero?
E’ il nostro più grande desiderio da sempre. Abbiamo voluto aspettare, per riuscire a crescere abbastanza da avere un prodotto qualitativamente molto alto sotto tutti gli aspetti. Crediamo che quello che viene esportato col marchio made in Italy, debba avere essere tale per determinati standard e non solo per un etichetta tricolore.
Immaginate di poter scegliere un testimonial per STMA, chi sarebbe?
Ovviamente essendoci ispirati all’ultimo Mad Max, non potremmo che sognare Charlize Theron come testimonial. Non per la sua bellezza canonica, ma per lo spirito guerriero che interpreta, una donna decisa, sicura e pronta a combattere ma bellissima al tempo stesso.
Immaginate di poter scegliere qualsiasi luogo di Milano per la vostra prossima sfilata, sia pubblico che privato. Quale spazio scegliereste?
Sempre rimanendo del mondo dei sogni?
Sarebbe splendido pensare di sfilare con STMA sulle guglie del duomo, una location decisamente insolita ed inaccessibile per una sfilata, ma altrettanto scenica, unica ed irreale. Forse un po’ epico… ma lo spettacolo sarebbe assicurato.
E quale colonna sonora scegliereste?
Un po’ 90’s… Closer dei Nine Inch Nails.
Un po’ underground, ma non troppo….I fink U Freeky dei Die Antwoord
La situazione economica sull’Italia rimane difficile. Siete ottimisti per il futuro?
Ottimista io non lo sono mai stati per natura, semmai Andrea, ma amiamo talmente il nostro lavoro, che non potremmo che continuare a far questo, comunque vadano le cose.
L’importante è trovare sempre nuove via di fuga.
Sito ufficiale di STMA: www.stefaniamarra.com/
STMA, TUTTE LE FOTO DELLA COLLEZIONE PE 2016
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