
Vogliamo a tutti i costi essere belli…ma belli per chi? Per il partner, per noi, per il vicino di casa, per il pizzaboy che incontriamo di sfuggita ogni domenica sera?
Essere di bell’aspetto nella vita, almeno per un primo momento, facilita le cose parliamoci chiaro. Bello è uguale a buono fin dai tempi dei greci. Forse è per questo che con l’uomo nasce anche l’idea di curare il suo aspetto esteriore ricorrendo a ogni mezzo a sua disposizione.

Uno dei primi mezzucci, utilizzato fin dall’antichità per ovviare alle nostre imperfezioni, è uno dei migliori amici delle donne, e non solo: il trucco. Che sia un velo o un mascherone spianato con gli attrezzi di un imbianchino, il make up è diventato il miglior alleato per nascondere le imperfezioni del nostro viso.
Una maschera che ci fa acquisire sicurezza e che migliora (questo però è tutto da vedere) il nostro aspetto. Ti stupirà scoprire che la storia del trucco prende piede nell’antico Egitto grazie agli uomini, sacerdoti che lo utilizzavano per celebrare funzioni religiose. Il loro desiderio per la bellezza aveva un significato spirituale, considerata infatti scudo e protezione dal male.

Gli egizi, veri e propri cultori della cosmesi, utilizzavano il rossetto come simbolo di potere e status sociale, senza legarlo all’idea di femminilità. Il trucco era un mezzo che identificava un ruolo e, oggi come allora, oltre che assolvere una funzione estetica il makeup è anche un modo per distinguersi, per raccontare se stessi e la propria personalità.
Oggi il trucco si lega all’idea di bellezza e perfezione estetica. Quindi secondo quest’ottica essere belli significa essere truccati e nascosti da uno strato più o meno leggero di make up. Se non siamo perfette non importa…c’è il mondo della cosmesi che ci renderà perfette.

Vi stupirà forse sapere che oggi della perfezione non se ne fa più niente nessuno. Tutti abbiamo capito che determinati canoni estetici oltre che irraggiungibili sono anche finti e irreali. Oggi si lotta contro il perfezionismo e la pretesa di diventare qualcuno che non si potrà mai essere.
Oggi tutti (chi più, chi meno) abbiamo spalancato gli occhi di fronte alla realtà. Abbiamo capito che dietro una pelle spianata e liscissima c’è un mondo di particolari di cui si deve andare fieri. Quei particolari che ci rendono unici.

Se ci pensate sono proprio quei piccoli difetti della nostra pelle che colpiscono le altre persone. Un volto ricoperto di lentiggini è sicuramente più interessante e caratteristico. Una pelle bianco perla spiccherà sempre tra i mascheroni arancioni di fondotinta.
L’account instagram @v93oo sembra andare proprio in questa direzione, in questo trend che anche nei social celebra la diversity. Un profilo gestito da Mushtaq che sfida le idee tradizionali su cosa significhi essere belli.
Nel feed del profilo il trucco non viene più utilizzato come maschera anti-imperfezioni, ma al contrario diventa un mezzo creativo per esplorare il diverso e l’inaspettato.

“La mia relazione con il trucco era tossica, l’ho usato come copertura. Ho adorato truccarmi così tanto, ma ho iniziato a odiare il modo in cui mi faceva sentire, ed ero totalmente insicuro senza di esso. Per me il trucco era tutto”.
Queste sono le parole di Mushtaq che con il profilo instagram v93oo decide di rivoluzionare l’utilizzo di un make-up anti-perfetto. Un trucco che scardina l’idea di perfezione e che si esprime nel volto in modi sempre diversi e creativi.

Un account di makeup che rifiuta l’idea di trucco perfetto. Ecco cos’è v93oo. Con le foto postate nel profilo vuole dimostrare che la bellezza appartiene a tutti. Vuole dimostrare che il trucco può diventare davvero espressione della tua personalità e di quello che sei, senza nascondere i tratti più caratteristici di ogni volto.

Si scardina quindi l’idea dell’apparenza come modo di presentarsi al mondo. Esserci piuttosto che apparire. Questa è la visione di v93oo. Una visione che tutti dovremmo fare nostra.

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