
Con la registrazione del marchio in UE, Supreme ha finalmente messo fine ai fake Supreme!
Si chiama “legal fake” ed è un fenomeno che il brand miliardario newyorkese conosce bene. La contraffazione è legale quando avviene in un paese in cui il marchio non è registrato, così chiunque può produrre “sfruttando” la notorietà di un altro brand.
Ciò è accaduto più volte a Supreme, anche qui in Italia.
L’episodio che sicuramente tutti ricordiamo è lo scandalo di Supreme Barletta: nel 2018 Samsung aveva anticipato la collaborazione con Supreme… sì, ma quella made in Puglia!
Una volta scoperta l’origine “fasulla” del brand, la multinazionale sudcoreana ha annullato la collaborazione.
Ora, come possiamo immaginare, ciò non è accaduto soltanto in Italia ma in tutti i paesi in cui Supreme non ha registrato il marchio.
La proposta per la registrazione del marchio in UE è arrivata il 27 Agosto ed è stata ufficializzata da poco. L’Ufficio dell’Unione Europea per la Proprietà Intellettuale ha dato a Supreme i diritti esclusivi per il suo marchio in tutti i 27 paesi che compongono l’Unione.
Quest’operazione ha seguito il rilascio di un marchio Supreme cinese con la conseguente la chiusura dei fake store in Cina, nonché l’acquisizione del brand da parte di VF Corporation (potete approfondire l’argomento nel nostro articolo).
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