Quando la pazienza premia. Questo è il caso di Eleonora Azzolina, fashion designer, che hai visto crescere il suo brand nel giro di pochi anni grazie ad una forte attenzione rivolta alla domanda di mercato e al contempo un forte senso di individualità stilistica caratterizzato da linee minimal contrapposte a strutture più complesse.
Hai iniziato la tua attività da poche collezioni, qual è stata l’evoluzione più significativa per Eleonora Azzolina?
Ad ora sono alla mia terza collezione, le evoluzioni sono state tante, sia dal punto di vista qualitativo che dal punto di vista distributivo: in davvero poco tempo siamo riusciti a posizionare il brand in varie boutique di tutta Italia . Eleonora Azzolina è nato con una capsule collection di dodici pezzi in due varianti di colore, ora i capi per stagione sono aumentati di più del doppio così come gli outfit. La scelta dei tessuti è molto più ampia e variegata e lo stesso per le varianti colore. Possono sembrare banalità, ma per un marchio indipendente sono piccole evoluzioni anche queste.
Su quali valori si fonda il tuo brand?
L’intento è quello di creare capi virtuosi, divertenti e di tendenza dove minimalismo e pulizia sono le linee guida. Altra parola chiave è la comodità: forme sfiziose ma che possano farci muovere in libertà e sentirci a nostro agio anche grazie l’utilizzo di tessuti come felpa e per l’ultima collezione il neoprene mixati ad organze e spalmati elasticizzati. Linee semplici e minimali, mai eccessive che non tralasciano comodità ma neanche grazia e femminilità. Altro valore per noi fondamentale è il made in Italy e la sartorialità: tutti i capi vengono prodotti in un laboratorio sartoriale di nostra proprietà con una cura altissima della qualità e dei dettagli, sia nelle lavorazioni che nelle decorazioni realizzate una ad una a mano.
Il tuo è uno stile dentro il quale si mixano street-wear e glamour. Qual è il fattore che li tiene in equilibrio?
ll brand nasce proprio da questi opposti: streetwear e glamour, minimalismo e decorazione. Cerco di mettere assieme ciò che nell’immaginario collettivo è classificato in due categorie diverse: street-wear nelle forme, come bomber americani dalle forme over, ma con maniche in organza cangiante, decisamente glamour. Longuette pulite in neoprene che è il tessuto che più esprime il minimalismo, ma decorate con laminati e punti luce che col minimalismo non c’entrano proprio nulla. L’equilibrio è creato dai piccoli dettagli, da dei piccoli cambiamenti che sconvolgono completamente la visione di un capo.
A livello di mercato a quale tipologia di donna sono dirette le tue creazioni?
Mi piace descrivere la mia moda come una moda easy-luxury che si colloca nella fascia medio-alta del mercato in quanto sono prodotti sartoriali di alta qualità ma ad un prezzo competitivo ed alla portata di tutti. I capi sono pensati per una ragazza e una donna piena di vitalità che vive in modo frenetico tra una giornata di lavoro o in università, un aperitivo tra amici o una serata improvvisata in qualche locale. Una donna contemporanea che ama essere comoda e vestirsi in pochi gesti e con pochi capi ma che la possano far sentire perfetta, ma soprattutto a proprio agio in tutte le situazioni che dovrà affrontare durante la giornata.
Cos’è per te la creatività e come questa si concretizza nelle tue collezioni?
Credo fermamente che la creatività sia un percorso, un viaggio che non tutti sanno intraprendere. Personalmente parto da un’ispirazione precisa come un mondo particolare o una storia che mi piacerebbe poter esprimere e la disegno vedendo dove mi portano mente e mano. Può essere che durante il processo creativo cambi l’ispirazione, o che ne trovi altre più interessanti, o che annulli tutto e riparta da capo con un’idea migliore. Prendo un foglio bianco, creo la “protagonista” della collezione, quindi un figurino diverso per ogni collezione e lo vesto con linee, volumi e forme. Ciò che viene prima è la forma, deve essere armoniosa, piena, contemporanea. Poi passo alla materia, penso a come mi piacerebbe vedere quella forma, in che sostanza, con che corposità , decido così i tessuti ed i materiali. Infine penso al colore. Fondamentale è divertirsi creando: più ti diverti più sarà riuscita la collezione.
Progetti futuri?
Continuare a migliorare sempre più le collezioni, ampliare la distribuzione con particolare attenzione all’estero, e perché no, magari aprire un monomarca.
ph courtesy: Eleonora Azzolina
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