Ci siamo quasi ragazzi, in concomitanza dell’ALL STAR WEEKEND (12-14 febbraio, diretta esclusiva italiana su Sky Sport 2), la tre giorni tutta spettacolo e schiacciate targata NBA, verrà rilasciato l’ultimo modello di Air Jordan, la XXX, il trentesimo capolavoro dell’azienda che prende il nome dal più forte giocatore di basket della storia.
Le vedremo in azione domenica notte, ai piedi di Russel Westbrook, stella degli Oklahoma City Thunder ed MVP dell’ALL STAR GAME dello scorso anno.
Per festeggiare con stile il trentesimo compleanno di una scarpa che definire biblica è riduttivo, ci siamo sentiti in dovere di stilare la nostra classifica delle Jordan più belle di sempre. Non è stato un lavoro facile, ma qualcuno doveva pur farlo…
Air Jordan XVII
Uscite nel 2002, in occasione del ritorno in campo (il secondo e ultimo della sua carriera) di Michael Jordan con la maglia dei Washington Wizards. In commercio all’esorbitante cifra di $200, venivano consegnate in una fighissima valigetta metallica marchiata Jordan e corredate da un CD-ROM, una rivoluzione per l’epoca.
Voto: 6
Air Jordan XX
La ventesima Jordan non ci regala ahinoi il ritorno in campo di M.J. dopo il suo terzo ritiro nel 2003. Questa volta il vero protagonista è il designer Tinker Hatfield, che torna in cattedra con questa scarpa , lanciata in commercio nel 2005 (la sua ultima collaborazione con Jordan risaliva alla XV).
Caratterizzata dalla rivoluzionaria ankle-strap, diventa celebre ai piedi di un sontuoso Ray Allen in maglia Sonics. Futuristiche.
Voto: 6+
Air Jordan X
La loro release nel 1995, periodo in cui Michael si era dato al Baseball, è a tutti gli effetti un tributo alla carriera di Jordan. A testimoniarlo una serie di frasi scolpite nella suola, che ripercorrono i traguardi raggiunti in carriera da M.J.
Questa è la scarpa che vede il ritorno di Jordan in campo con la maglia dei suoi amati Bulls, nella stagione 95-96. Non più con il 23 sulle spalle, bensì il 45, suo numero preferito dai tempi del college. Nostalgico.
Voto: 6,5
Air Jordan II
Siamo nel lontano 1986, obiettivo di Nike è dare un seguito all’enorme successo della prima Air Jordan della storia, prodotta un anno prima. La scelta fu di rivoluzionare tutto. Via lo swoosh, design minimalista, materiali e finiture di pregio (la scarpa venne prodotta in Italia).
Da segnalare il record di punti segnati in una partita di playoffs, 63 contro i Celtics, ad oggi ancora imbattuto. Merito delle scarpe MADE IN ITALY?
Voto: 7-
Air Jordan VIII
Una delle scarpe a cui Jordan è più legato. Con loro “His Airness” ha segnato il punto n° 20.000, sempre con loro ha vinto per la settima volta consecutiva in carriera il premio per il top scorer, e sempre con le Jordan VIII ha condotto i Chicago Bulls al loro primo “trhee-peat”, poco prima di ritirarsi nel 1993.
Le uniche Jordan con il doppio strap incrociato. Spassosissimo il commercial che vede protagonisti Michael Jordan e Bugs Bunny. Space Jam vi dice qualcosa?
Voto: 7
Air Jordan VI
Questo modello ha accompagnato Jordan alla conquista del suo primo anello nel 1991. Basterebbe questo per descriverle.
Nate dalla matita di Tinker Hatfield, il quale adottò novità significanti, dalla suola translucente, a contrasto con la midsole colorata, alla linguetta in gomma che presentava due fori, che facilitavano la calzata. Mai viste prima.
Voto: 7,5
Air Jordan XIII
Chiunque abbia mai visto giocare Michael Jeffrey Jordan direbbe di lui: si muove agile e cattivo come una pantera. Ed è proprio da questa similitudine che Tinker Hatfield partorisce le Air Jordan 13. La suola è modellata per assomigliare alla zampa di una pantera, e gli ologrammi vogliono richiamare gli occhi di un felino, che di notte si illuminano.
Non dimentichiamo di dire che M.J. vinse con queste scarpe il suo ultimo anello, il sesto in carriera, nel 1998. Dettagli.
Voto: 8-
Air Jordan VII
L’arrivo delle Air Jordan 7 nel 1992 diede un ulteriore spinta ad un brand che stava rapidamente entrando a far parte della cultura popolare. Bugs Bunny diventa il nuovo partner in affari di M.J. rimpiazzando Mars Blackmon, e queste scarpe passano alla storia per essere state le Jordan di un M.J.trascinatore del Dream Team USA durante le Olimpiadi di Barcellona ’92.
Per la prima volta scompaiono dalla scarpa i loghi Nike, e lo stile di derivazione Huarache le rende uniche nel loro genere. Amore o Odio.
Voto: 8
Air Jordan V
Se come me siete nati a cavallo tra gli anni 80 e 90, ricorderete queste scarpe di più per averle viste ai piedi del “Principe di Bel Air” aka Will Smith, che non per il fatto che siano state indossate da M.J.
Quando nel 1990 approdano sugli scaffali, diventano subito rivoluzionarie. Suola translucente, pannelli laterali in mesh, sistema di allacciatura con coulisse creata appositamente e un design ispirato ad i caccia della Seconda Guerra Mondiale, caratterizzato dal famoso “shark-theet” look lungo la suola. Un’altra perla targata Tinker Hatfield. Grazie maestro.
Voto: 8+
Air Jordan XII
Il modello spartiacque nella storia del brand. Il primo a non essere più considerato un prodotto Nike, ma Jordan;diventata a tutti gli effetti una marca satellite del brand made in Beaverton.
Ampio utilizzo della pelle la accomunano alla Jordan 2. Il design si ispira alla bandiera del Giappone, la “rising sun”.
Sono loro a consentire a Michael di mettere a segno una delle imprese sportive più leggendarie di sempre. “The Flu Game”;la gara 5 delle Finals in cui Jordan scese in campo con la febbre a 40°, mettendo a referto 38 punti. Ironman.
Voto:8,5
Air Jordan IV
Fanno il loro debutto nel 1989, figlie delle predecessori Air Jordan 3, riescono ad unire elevata comodità e performance sul parquet ad uno stile impeccabile fuori dal campo. Tanto uniche quanto leggendarie. Diventano status-simbol quando diventano assolute protagoniste di una scena del film “Do the Right Thing” di Spike Lee. Erano la versione “Fire Red”, indossate dal personaggio di Buggin Out. And the Oscar goes to…
Voto: 9-
Air Jordan XI
Nate dalle specifiche di Jordan, il quale aveva deciso che si sarebbe dovuta utilizzare pelle verniciata su una sneaker, adatta al basket e allo stesso tempo alle occasioni formali ed eleganti. Tinker Hatfield rispose nel 1995-96 con un capolavoro, le Air Jordan più amate di sempre. Ribattezzate le Concord, proprio per la pelle verniciata che va dal tallone alla punta, ed inserti in mesh di derivazione militare.
Indossate da M.J. durante Space Jam (1996) e nel corso della stagione che lo vide campione NBA per la quarta volta.
Voto: 9,5
Air Jordan III
Il memorabile e iconico “Jumpman”, il logo del brand, fa il suo debutto sulle Air Jordan 3 durante la stagione NBA 1987-88. Il Leonardo da Vinci delle sneaker, ovvero il designer Tinker Hatfield diede alla luce la prima scarpa da basket mid-cut. Ma il capolavoro Hatfield lo fece inventando l’elephant-skin print per tallone e punta.
La più fotografata di sempre, le uniche ai piedi di un M.J. protagonista assoluto della gara delle schiacciate 1988, che avrebbe cambiato per sempre le regole del basket e le leggi della fisica. Newtoniano.
Voto: 10-
Air Jordan 1
Le originali. L’icona. Se dici Air Jordan, questa è la sneaker a cui tutti pensano. 30 e passa anni e non sentirli. Quando arrivarono nel 1985, ruppero subito ogni regola e schema. Bannate dalla NBA per via della colorazione rosso-nera stile Bulls (era obbligatoria la presenza del bianco), divennero in breve tempo un must-have… la legacy era iniziata.
Il tutto grazie al ragazzo proveniente dalla North Carolina University, che alla sua prima stagione NBA vinse il titolo di Rookie e contestualmente si guadagnò lo status di All-Star; semplicemente His Airness.
Voto: 10 & lode
(photo credit – NIKE)

















