
E’ da alcuni anni che seguiamo questo giovanissimo brand Italiano. Quelli di Camo hanno scelto un percorso tortuoso e affascinante. Non si sono gettati nel fast-fashion streetwear con felpe e tees, quello che ti permette di fare il ‘botto’ una stagione, ma anche di sparire l’anno successivo. Dopo la prima stagione hanno imboccato un percorso più lento, difficile, ma probabilmente destinato a dare risultati più solidi nel tempo: quello della sartorialità dei prodotti, della scelta dei materiali, di un prodotto curato nei dettagli con un gusto personale e ricercato. Un prodotto più da boutique che da street-shop. Forse un prodotto moderno, proprio perchè prefigura quello che potrà essere lo streetwear del futuro, quello con la S maiuscola. Una politica che ha permesso a Camo, passo dopo passo, di inserirsi, in punta di piedi, in alcune delle più prestigiose boutique internazionali, nonchè in realtà urban-wear d’avaguardia come Caliroots.

Nati e cresciuti nel distretto di Biella, un luogo con una grande tradizione legati ai tessuti pregiati, Camo è stato il primo, assieme a Vibskov a credere ciecamente nel pantalonea cavallo basso, un pantalone ‘alla turca’, ma realizzato a modo loro, con una gamba stretta su fondo, tasche con pattina, piccoli dettagli (applicazioni di triangoli in pelle che sono un po’ il marchio di fabbrica).
Questa stagione Camo presenta una collezione ispirata al circo: troviamo maxi cardigan con motivi a rombi di forte impatto, e nuovi materiali: il tweed che ricompare sui loro classici pantaloni, e sul trench, il fustagno, usato in colori accattivanti nei pantaloni. Non manca la maglieria e piccoli accessori come calzini e cravatte sgargianti.



Marky
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Il brand con la scimmia ubriaca ha presentato un enorme stand con grande successo di pubblico. Marchio californiano molto noto in USA, qui in Germania ha parecchi estimatori. Sta partendo anche una importante distribuzione in Italia. Qui segnaliamo in particolare le sneakers mid e hi top, con un ottimo rapporto qualità-prezzo e che piaceranno sicuramente a molti.


Marky
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Abbiamo già parlato di Blue Blood. Non vorrei essere menoso. Per chi non lo conoscesse, la faccio breve. Brand olandese, marchio ‘luxury’ di denim. Hanno fatto clamore coi loro ‘cooked jeans’: jeans che subivano un particolare trattamento di cottura e non dovevano essere lavati in lavatrice ma tramite un apposito spruzzino igienizzante fornito dalla casa. Le tele sono giapponesi, tra le migliori al mondo. Denim pesante, con lavaggi stupendi, dettagli importanti come cuciture, sdruciture, etichette in pelle.

Il brand , considerato un vero gioiello passò alle cronache per essere stato acquistato a un prezzo importante dalla Jam Session, società del gruppo Guru di Matteo Cambi. Dopo le note vicissitudini, gli olandesi, proprio per il grande amore che avevano per il loro prodotto, hanno riacquistato il brand a costo di importanti sacrifici, e ora da un paio di stagioni stanno ripartendo pianificando nuovamente collezioni e distribuzione. Il prezzo di uscita è piuttosto alto. I modelli belli, di prima fascia viaggiano sui 200 euro, ma quelli top, che ho visionato personalmente nel monomarca di Amsterdam raggiungono tranquillamente i 500 euro al paio. Non mancano t-shirt dalle stampe ‘distressed’ dal sapore vintage e dal cotone morbidissimo.

Nella nuova collezione dobbiamo citare una serie di tees e felpe con stampe iconiche realizzate in collaborazione col team di amici di Osaka.

Non manca una piccola chicca: una valigia anticata comprendente un box di 15 jeans (prodotte in 350 pezzi) in una speciale tela giapponese ’selvedge’ (senza lavaggi) chiamato Osaka Made Midnight selvedge Fabric. Un jeans superiore che diventerà più bello con l’uso, con un’ invecchiatura naturale.


Marky
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Australian Luxe Collective (fino a poco fa nota come Australian Love Collective) è un’interessante proposta ‘evouta rispetto al classico UGG. Qui lo stivale e lavorato con pizzi, borchie, applicazioni.Il fine è quello di un prodotto curatissimo, e con un ‘price level’ piuttosto alto. Già visti in USA ai piedi delle star. Personalmente non mi fanno impazzire ma è un prodotto che è merita di essere segnalato.

Marky
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Davvero convincente la nuova collezione di Vintage 55. Cura dei materiali, stile, ricerca del fit…capi di grande sobrietà, ma mai banali. Belli i trench, i cappottini in lana, i bomber in panno… Capi chiave delle collezione sono le camicie a quadri, dal fit slim e anche il jeans ci ha davvero convinti per la qualità del denim, piccoli dettagli che ne fanno un prodotto ’superiore’.



Marky
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Sempre capace di stupire Creative Recreation. Se da una parte non mancano le ardite sperimentazioni di materiali e colori, vediamo ampliata la gamma di un modello più ’sfinato’ per la donna.

Apprezziamo tantissimo, ed è forse il nostro preferito, il modello high-top con zip a fianco della linguetta. Un modello pulito e dalle forme semplici che ricordano alcune sneakers Margiela e Dior (a loro volta ispirate dalle sneaker dell’esercito austriaco).



Parte forte della collezione dei ‘boot’, dedicati solo alle fashion victim più radicali.
Altre immagini dopo il salto.
Marky
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Abbiamo già parlato di Hoon Paris. Un brand francese che realizza giacche in pelle fantastiche. I pellami sono i migliori.


Il tutto è realizzato in Francia negli stessi laboratori che producono anche Balmain. Come vedete non sono semplici giubbotti in pelle, ma oltre alla qualità hanno dettagli curatissimi, impunture, zip in contrasto. Giubbini in pelle ma anche un montgomery relizzato in pelle…

Il designer Adrien Addad ha fatto davvero un lavoro favoloso. Il prezzo medio si aggira sui 700 euro,
Non manca neanche l’oggetto del desiderio: le headphones di alto design.
Si trova in vendita a Parigi da Colette. In Italia, al momento la distribuzione non esiste. Chi si occupa di prodotti ‘alti’ ci faccia un pensiero.


Marky
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Siamo al Bread & Butter Berlino. Siamo ancora a qui, a fine giornata. Dopo aver visto 10 mila brand, aver parlato con 1000 persone e visto un milione di prodotti. Inizia il nostro report…

Marky
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