• 01 July 2010
    WAIT! GOES BI-LINGUAL

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    Chiamiamolo pure beta-test. In realtà l’abbiamo chiamato Mac English, che non significa inglese per Mac, ma Maccheronico.

    E’ diverso tempo che ci pensiamo su, ma il futuro di un progetto ambizioso, e che vuole farsi leggere da un audience sempre più ampio (l’italia è uno sputacchio in mezzo al mondo) non può prescindere dall’inglese. Un blog in inglese è letto in tutto il mondo. Uno in italiano solo in Italia.
    Pensiamo che sia necessario per noi, e anche, a maggior ragione, importante per i giovani brand giovani e quei ‘young talents’ che supportiamo.

    E così eccoci in fase beta.

    Le problematiche sono legate non solo all’incremento dell’impegno e dei tempi di ‘lavoro’ ma anche alla terminologia spesso molto tecnica presente nel mondo della moda, e, infine e soprattutto, dai differenti livelli di inglese dei blogger che qui scrivono e di quelli che prossimamente arriveranno. E se già scriviamo un mare di cazzate in italiano, figuriamoci in inglese. I livelli che qui passa il convento vanno da quello zero, a quello buono, passando per quello del sottoscritto, che è il tipico inglese da baccagliatore semiprofessionista (ora in pensione) che ha passato anni a bordo di spiagge, locali e piscine a raccontare un sacco di minchiate alle fanciulle di passaggio (e ogni tanto a qualche compagno di viaggio con cui si è condivisa una birra).

    Insomma, abbiate pazienza…forse con un po’ allenamento quel MAC diventerà un bel PRO…

    Se you soon, and good night.

    Marky

    Events

    Comments

    1. Alessandro says:

      ottima l’idea ma trovate qualcuno che sappia l’inglese. il mac english sa troppo di provincialismo e non è certo il modo migliore di rendersi internazionali

    2. Marky says:

      a parte il discorso molto auto-ironico di definirlo ‘mac english’, ritieni, leggendolo, che sia scorretto il testo in inglese o mal scritto rispetto a tanti blog in lingua?

    3. Alessandro says:

      non lo trovo scorretto (a parte qualcosa) ma basic. ma col tempo migliorerà. ripeto l’iniziativa è ottima.

    4. Andrea says:

      …mal scritto il testo in inglese rispetto a tanti blog in lingua scorretti

    5. Marky says:

      mmm non vorrei aver capito male l’intervento, che in tal caso sarebbe forse mal scritto in italiano (va la che scherzo)…

      ma già ce lo siamo detti da soli che il nostro inglese non è da premio Pulitzer e nemmeno da 8 in pagella alla scuola media.

      Il punto è la domanda che ci siamo fatti:
      a- E’ meglio comunicare, e farsi capire, per passare dei concetti, far circolare idee, anche a livello internazionale…?
      b- oppure per paura di scriver male e fare un paio di figure di merda, restare sulla vecchia strada?

      ci siamo risposti che il nostro è una lavoro di comunicazione e contaminazione. Siamo abbastanzi giovani per imparare e fare figure del cazzo. Il nostro ego non è così grande da temere imbarazzi del genere. Non siamo letterati e neanche giornalisti. E’ lo sporco lavoro del blogger.
      Forse con un po’ di esercizio, impareremo anche a scrivere in inglese gradevole, per i palati schizzinosi. E ci risparmieremo anche i soldi delle ripetizioni allo Shenker. D’altra parte se avessimo dovuto evitare figure di merda, e seguire le Cassandre e i menagramo….non avremmo neanche quasi 10 anni fa messo in piedi Wait! i cui primi numeri erano imbarazzanti, e i cui numeri attuali tra 10 anni, spero, ci sembreranno altrettanto imbarazzanti.

    6. Alessandro says:

      ripeto che l’iniziativa è ottima. appena vi si dice qualcosa però scattate come molle! state più tranquilli. siate felici e rilassati. fate un bel lavoro di ricerca di moda. quindi se anche vi si fa un appunto non c’è bisogno di giustificarsi con veemenza. visto che vi state lanciando nell’inglese vi riassumo il concetto con un take it easy. a me semplicemente non piacciono le iniziative raffazzonate. per lanciarsi fuori dalla nostra penisola, sempre in my humble opinion, nel 2010 un inglese “sciolto” è il minimo sindacale. anzi addirittura, pura provocazione la mia, abbandonerei proprio l’italiano e andrei solo sull’inglese ;)
      p.s. ti consiglio di evitare tutte le parolacce che contaminano i tuoi post. in italiano sono soltanto volgari mentre in inglese farebbero slang anche cool :)

    7. Marky says:

      ehm…. alessandro, la replica era rivolta ad Andrea.
      In realtà siamo rilassatissimi, ma troviamo anche corretto, rispondere a chi lascia dei commenti su cui abbiamo qualcosa da replicare.
      Sul tuo intervento, in realtà non avevo alcunchè da rispondere. Evidentemente ti sei sentito chiamato in causa erroneamente, e il tuo intervento non avevo sucitato in me alcun genere di reazione, tantomeno poi di veeemenza.

    8. Alessandro says:

      ecco appunto! io rispondevo ad un atteggiamento generico, non in risposta a quanto detto da me! si può anche intervenire se non si + direttamente chiamati in causa, o no? e la tua replica mi dà ragione! take it easy!

    9. Andrea says:

      Marky la mia era soltanto una “supercazzola” per prenderti per il culo…take it easy!

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