
Un blog serio di moda non può non parlare di uno dei fenomeni italiani del momento, nel campo delle t-shirt: My T-shirt, il marchio che (assieme a Happiness) ha intuito la formula giusta: un prodotto con un prezzo estremamente accattivante, sia all’ingrosso, sia per il cliente finale (una t-shirt costa al pubblico attorno ai 27-29 euro), ma con grafiche estremamente accattivanti. Anche il tessuto, il cotone fiammato, è un materiale che ha contribuito a renderle riconoscibili. Attraverso il passaparola tra negozi hanno conosciuto negli ultimi mesi un vero boom. Il marchio ha rotto, (un po’ come ha fatto all’epoca Cheap Monday irrompendo nel mondo del denim con un jeans a 55 euro), la barriera dei 30 euro, senza per questo perdere appeal sul pubblico. Abbiamo intervistato Tomas Lanza, creativo e designer che lavora alla parte artistica di My T-shirt, per conoscere la storia e lo sviluppo del brand.
My T-shirt. Come nasce? Qual’è la storia, l’idea, l’intuizione che sta dietro al brand?
Il brand nasce da un’idea di un paio di anni fa che poi è stata realizzata nel 2010. Ho voluto mettere il mio modo di essere irriverente e l’ho fatto caratterizzando le icone del nostro tempo, figure della moda, del cinema e della musica. Sono partito da Marylin e Jim Morrison sino ad arrivare a Lady Gaga e Kate Moss, passando per Karl Lagerfeld e Einstein. A tutti ho piazzato un bel nasone rosso da clown e ho applicato un “filo” di trucco; da questo concetto parte la filosofia del brand, “Life is a Circus”. Credo che il mondo del circo sia una metafora perfetta della vita, è il regno degli opposti e dei contrasti, è l’unico luogo al mondo nel quale le paillettes danzano sulla segatura. Attraverso l’irriverenza delle mie t-shirt mi piace avere un impatto contrastante, mi piace sentire le persone che si complimentano perchè sono riuscito a farle sorridere e quelle che si infervorano nelle critiche in quanto vedono come deturpati in un certo senso dei personaggi intoccabili. In tutti i casi, questa è la parte “figa” del lavoro, la reazione delle persone e l’attesa della prossima t-shirt. E’ bello incontrare le persone che ti propongono di lavorare su questo o quel personaggio, significa che hai colpito la loro immaginazione. Questo è fantastico.

Chi sono le persone che stanno dietro al progetto?
Le persone coinvolte nel progetto sono prevalentemente 5. Io mi occupo della parte creativa e dello stile, Fabio Fabbri è l’imprenditore che sta dietro il progetto il quale si occupa anche della produzione attraverso la sua azienda; ci sono poi Filippo Gallorini e Marcello Ghelli che compongono la direzione commerciale ed infine Emanuela Crescentini che segue tutto quello che passa per web e social network.
Tomas, ho visto che sei un bravissimo graphic designer. Tu come ti definisci? Stilista, artista, imprenditore? Qual’ è il tuo background?
Mi definisco “creativo in progress”, ovvero aperto a tutti gli stimoli possibili e immaginabili. In effetti non ho un background accademico ben definito. A parte il fatto di aver intrapreso un percorso presso l’Accademia di belle Arti, credo che essere creativi oggi risieda nel fatto di carpire idee in tutto quello che abbiamo a disposizione dal quotidiano. Una parte fondamentale però, sta nell’andarsi a cercare spunti al di fuori della sfera abituale, per questo passo diverse settimane all’anno in giro fra milano, londra e berlino, che ritengo siano sempre città piene di sorprese e spinte creative. Anni fa abitavo a Los Angeles e appena arrivato mi regalarono una t-shirt promozionale di un ostello a Santa Monica che diceva: “Non puoi capire il mondo se non lo vedi con i tuoi occhi”. Beh, credo che in quella frase sia racchiuso un po’ il mio voler scoprire continuamente, la curiosità che ogni giorno anima il mio lavoro. Un designer deve essere sospinto da una forte passione per la ricerca, deve vedere , come detto, con i suoi occhi per poi capire e reinterpretare in modo personale.
My-T-shirt, vi rendete conto che avete avuto sul mercato un impatto dirompente? E che il vostro brand verrà ricordato come quello che ha rivoluzionato il mercato della t-shirt?
Fino a poco tempo fa in realtà non mi rendevo tanto conto di questa cosa, poi, come ho detto, entri in un bar o in un negozio e trovi le persone che ti fermano e ti chiedono su cosa stai lavorando, ti danno idee, ti propongono il personaggio che per loro dovrebbe diventare Circus. Da questo ho iniziato a capire che abbiamo un grande successo e la vera rivoluzione sta nel fatto che ad avvicinarsi a My T-Shirt sono i teen agers, così come la signora super griffata che vede in My T-Shirt un must da avere assolutamente nell’armadio. Detto questo, adesso arriva la parte difficile, ovvero la riconferma del successo stagione dopo stagione. Per ora siamo ancora in forte ascesa, a giudicare dal numero dei retailers che richiedono la collezione. Speriamo bene….

Come si evolverà il brand? Per come vi chiamate, produrrete solo t-shirt o vi evolverete anche in altri articoli come felpe, pantaloni, borse ecc.?
La t-shirt resta sempre il riferimento, anche se stiamo lavorando su un ampliamento dei prodotti da inserire in collezione come felpe, pantaloni ed accessori. Però se penso al mio cliente, credo che da me si aspetti sempre una nuova t-shirt più che un altro capo. Ci sono tanti brand che dalla t-shirt sviluppano dei total look, ma onestamente, credo che finiscano per perdere di vista la semplice maglietta stampata, che alla fine è il prodotto che dà riconoscibilità e il successo. Quindi, sì all’ampliamento della linea, ma sempre fermi sul fatto che la maggior parte del mio lavoro sarà quello di creare nuove t-shirt, magari lavorando anche su vestibilità e tagli diversi e , perchè no, allargando il brand al mercato del bambino.
Sbarcherete all’estero?
All’estero stiamo già arrivando, avendo concluso accordi con distributori su tutta Europa, Stai Uniti, Canada, Brasile e Cina. Dalla PE2012, sarà possibile trovare My T-Shirt anche all’estero, ma di questo daremo notizie più precise durante Pitti Uomo a gennaio prossimo.

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