Uno slogan che la dice lunga: “Organically grown cotton, No slave labour, No child labour, No blood, No sweat, No tears”. Monkee Genes, dall’apparizione sul mercato italiano seguendo la scia del fenomeno Cheap Monday, ne ha fatta di strada. Una strada indipendente e coraggiosa, quella del cotone bio, che le ha ritagliato una nicchia nel cuore degli appassionati del genere. Al Bread & Butter si presenta con uno stand colorato e pieno di enormi stickers a forma di banana sbucciata (il loro riuscitissimo logo), con una nuova e più ampia cartella colori (ce n’è davvero per tutti i gusti), e nuovi lavaggi nel denim. Prodotto pulito, essenziale, sicuramente riuscito.
A slogan that speaks aloud: ”Organically grown cotton, No slave labour, No child labour, No blood, No sweat, No tears.” Monkee Genes from the appearance on the Italian market in the following the Cheap Monday trend, has come a long way. An independent and courageous way, made of organic cotton, which has carved a niche in the hearts of fans of this genre. At Bread & Butter Monkee Genes comes with a stand full of huge colored stickers shaped like a peeled banana (their very successful logo), with a new and larger color palette (there’s something for every taste), and new wash on denim. Clean product, essential, certainly successful.
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Lisa
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Adriano Goldschmied è uno dei designer più noti nel mondo del denim. Con la sua linea, lanciata nel 2000, AG punta a presentare un prodotto assolutamente unico ed esclusivo per lavaggi e sapore heritage del prodotto, ma allo stesso tempo tradotto in silhouettes moderne. Stiamo parlando di un jeans assolutamente premium, dal prezzo elevato e che solo il tatto (non le nostre foto, purtroppo) possono far apprezzare al 100%. Un vero modern luxury jeans. Prossimamente a quanto pare, ci sarà una notevole spinta anche in Italia per l’introduzione del brand.
Adriano Goldschimed is one of the best known and appreciated designers of denim. With the line launched in 2000 AG tip for offer a unique product for washes and super-finishes, with a strong heritage feeling, at the same time presented in modern silhouettes. We are talking about a real premium jeans, with an high price and of wich only touch (not our photos) can let you understand the real value of the product. A real modern luxury jeans. Soon, we heard, there il be a huge push on the italian market for a strong presence of AG.
Marky
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Sì questa è proprio una bomb-news. E a quantopare un’anteprima assoluta nella blogosfera. Adidas lancia la sua prima vera linea di denim. Forse i più attenti ricorderanno le collaborazioni di Adidas con Diesel per una linea di jeans. Ora Adidas, lancia il progetto deinim da sola. E quando Adidas fa qualcosa del genere non è un progetto estemporaneo, ma è destinato a lasciare il segno. Quali sono i punti di forza del nuovo jeans di Adidas?
Innazitutto abbiamo visto un prodotto ben fatto, sobrio e un’ampia gamma di colori e lavaggi.
Alcuni dettagli, non invasivi, rendono tuttavia il jeans riconoscibile: in particolare l’etichetta laserata sul retro, e la targhettina in pelle con il logo del brand.
Una novità: una particolare verniciatura interna sul fondo eviterà di macchiarvi le scarpe con lo scolorimento del denim: un’idea tanto semplice quanto intelligente. La vernice interna, di colore azzurro, caratterizza ulteriormente questi pantaloni.
Infine parliamo del range di prezzo, decisamente interessante: dagli 80 ai 150 euro.
Yes, that’s what we call a bomb new. It seems to be a real scoop on blogosphere. Adidas launches it’s first official denim line. Some more experts could remind a recent collaboration between Adidas and Diesel for a denim line. Now Adidas goes alone with a big jeans project. You can be sure that when Adidas launches a project of that kind, want to play it good and hard.
What are the main features of the line?
First of all we see a very good product offered in a large choice of colors and washes.
The product it’s easily recognizable throught a leather tag on the back, sober and very clean, more a smaller leaher tag with Adidas trefoil logo.
What’s new? A special inside painting (light blue) on the bottom of the legs avoids your new shoe to change color due to the discolor of the denim: simple but clever idea.
Finally let’s talk about the range-price wich is very interesting: between 80 and 150 euros.
Marky
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Un’assoluta novità per il Bread&Butter è Cheap Monday. Il brand svedese ci accoglie in un’ambiente minimal in cui i bianchi e i grigi sono predominanti. La collezione è lineare, minimale e si focalizza sui materiali. Sperimentazione e minimalismo sono bilanciati. La silhouette è ampia ed accorciata, filati trasparenti sono usati nei jersey, nella maglieria e nei tessuti. Top, camicie, felpe e jeans hanno aree sbiadite e sono illuminati da stampe ad acquarello, esplosioni glitter e forme grafiche nette.
Il jeans? E’ ovviamente presente e in primo piano, ma l’impressione è che Cheap Monday cerchi di allontanarsi il più possibile dall’immagine “monoprodotto” con cui è diventata famosa nel mondo, cercando di spostare l’attenzione su altri, convincenti capi. Il mio preferito? Sicuramente il mini vestito in demin. Pollice su.
An absolute “new entry” for Bread & Butter is Cheap Monday. The Swedish brand welcomes us in a minimal stand in which whites and grays are predominant. The collection is linear, minimal and focuses on materials. Experimentation and minimalism are balanced. The silhouette is wider and shorter, transparent materials are used in the jersey, knitwear and fabrics. Tops, shirts, sweatshirts and jeans are faded and illuminated with watercolor prints, glitter explosions and graphic forms net.
And the jeans? Obviously it’s present and protagonistin, but the impression is that Cheap Monday is trying to get away as possible from the image of “single product” with which became famous in the world, trying to shift attention to other, convincing clothing. My favorite? Surely the denim mini dress. Thumbs-up!
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Lisa
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Eccoci al quarto capitolo di Haeng. Dopo avervi presentato la nascita e lo sviluppo del progetto, ora vogliamo immergerci nei dettagli, per mostrarvi il pantalone in tutta la sua ‘ricchezza’.
Nel frattempo, in risposta alle insistenti domande che ci inviate vi possiamo dire che Haeng si troverà da maggio in una serie di negozi selezionati.
Qui vi presentiamo il modello di punta e forse il più caro della serie, per lavaggio e ricchezza di lavorazioni come abrasioni e sdruciture. Esce al pubblico a 215 euro.
Da notare quindi oltre al moschettone, l’assenza del logo, ma il nome del modello ricamato all’interno della tasca, e la particolare (e un po’ ironica) etichetta interna che contraddistingue il modello. Inoltre da notare il lavaggio bellissimo e cattivo, i tagli diagonali sulla gamba, le cuciture volutamente a vista in alcuni punti. Altri immagini dopo ‘il salto’.
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Marky
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Vi abbiamo appena parlato del rilancio di Evisu. Se non sapete aspettare l’arrivo della nuova collezione, questo Nagoya jeans non tradirà le vostre aspettative di autenticità. A 265 dollari sull’Evisu e-shop.
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Marky
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Basta menare il can per l’aia. Di parlare di intuzioni e dettagli. Andiamo al dunque.
Dopo i cap. 1 e 2 della saga, ecco a voi in tutto il suo splendore il pantalone Haeng. Finalmente in inquadratura intera.
Cosa vogliamo ancora dire.
- C’è un solo fit disponibile. Un fit regolare. Slegato dalle tendenze modaiole del superslim o dell’arrivo (forse) del loose
- E’ un jeans, ma anche un pantalone in cotone. Insomma ci sono 5 modelli (per ora), 16 varianti di colore e infiniti dettagli.
- Il jeans è realizzato in Italia e a cura dei migliori produttori nel bacino del mediterraneo. Lavaggi e finissaggio sono realizzati dalle migliori aziende del settore come l’italianissima Martelli.
- Lo trovererte presto in una serie di negozi esclusivi.
- Se volete saperne di più e cercate contatti potete raggiungere Haneg sulla sua pagina Facebook o sul blog ufficiale.
Ci vediamo al prossimo e l’ultimo capitolo per raccontarvi altri piccoli dettagli. See you soon.
Marky
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La scorsa settimana abbiamo iniziato a raccontarvi la storia di un prodotto che si chiama Haeng. Un pantalone ‘premium’ destinato a far parlare di sé e ad essere ritrovato in alcuni dei migliori negozi del mondo.
La scintilla venne da un intuizione: un moschettono da arrampicata. Che venne integrato nel jeans.
Qualcuno dirà: bella idea, – ho già un moschettone attaccato al mazzo di chiavi di casa.
Fermi. Questo era solo il primo capitolo della storia: la scintilla che ha lanciato un progetto, che noi siamo qui a raccontarvi. Abbiate un po’ di pazienza, allora.
Potremmo fare l’esempio di molti prodotti: i jeans Jeckerson sono quello che mi viene in mente subito. Nati nel mondo golfistico, l’inserto in alcantara sulla gamba permetteva ai giocatori di golf di pulirsi e asciugarsi le mani prima di impugnare la mazza.
Da quel dettaglio è nato un progetto, e un intero mondo, che si rifaceva a un mondo. Di certo, oggi, i signori eleganti che sfoggiano i Jackerson non usano i pantaloni per asciugarsi le mani bagnate e sporche. Quell’inserto è diventato un segno distintivo. In pratica un logo.
Heang quindi: un moschettone…non attaccato e ciondolante, ma integrato nella struttura del pantalone. Un moschettone da arrampicata di design, originale, usato davvero in alpinismo, un oggetto importante, consistente.
Dov’è il logo di Haeng? Eccolo. Un segno distintivo, un colpo d’occhio basta a individuare il prodotto. Niente scritte, scrittone logoni. Un segno di riconoscimento…dietro a cui è stato poi sviluppato un progetto, improntato sulla qualità e sull’esclusività.
Ci vediamo la settimana prossima per il capitolo 3.
Marky
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Ogni tanto Wait! incappa in qualche storia particolare. Qualche storia che davvero ha un sapore… importante. E ve la vogliamo raccontare in 4 piccoli episodi.
Questa è la storia di un brand che sta nascendo ora. E che potrebbe essere quella di un prodotto destinato a far parlare di sè in giro per la blogosfera e il pianeta, tra i fashion-addict, e tra gli addetti ai lavori. Qualcosa che sentiamo importante. Per una volta, noi che vi parliamo sempre di marchi nuovi e neo-nati, vogliamo raccontarvi in presa diretta la genesi di un brand.
Non vogliamo raccontarvi un mondo, un mondo 2.0 come la menò a lungo Lapo… per creare quella giusta suspance… in attesa di alzare il velo e presentare i suoi occhiali da sole.
Vogliamo parlare di un prodotto. Con la P maiuscola. Quello che passa prima da un’idea (o un’intuizione) e poi dalla mani sapienti di chi sa realizzarla. Parliamo di denim e non solo. Di un pantalone premium.
CAPITOLO 1
Un dettaglio, una storia, un’intuizione, un momento…a volte si incrociano. E nasce un’idea.
Così accadde quel giorno quando Davide, all’interno di un’azienda specializzata nella tintura e nel finissaggio di capi d’abbilgliamento, vide un paio di jeans e un moschettone, simile a quelli usati dagli alpinisti per l’ arrampicata. Un moschettone cucito, effettivamente inserito in un jeans…a creare un unico prodotto. Davide si avvicina, e scopre che si tratta solo di un moschettone e di un paio di jeans. Appoggiati su un banco, semplicemente affiancati.
Due oggetti così diversi ed accostati solo dalla casualità. Ma nella sua testa il prodotto era già nato. Si sarebbe chiamato Haeng.
Arrivederci alla prossima settimana per il capitolo 2.
Marky
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Ormai nessun brand che rispetti rinuncia a creare una parte delle proprie collezioni che sia “green”, cioè realizzata con materiali al 100% naturali con una attenzione particolare all’utilizzo responsabile dell’energia e delle risorse.
Anche Timberland “goes green” con la collezione Earthkeepers™ che oggi si arricchisce di un nuovo e originale modello di jeans, il Tilt Dual Fit Earthkeepers™. Questo originale jeans in tessuto spigato è realizzato in cotone organico e bamboo, con orli e tasche posteriori rinforzate e la novità dei bottoni in cocco. Cosa volete di più?
Lisa
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