Intervista di Marco Bianchi da Wait! n°30
Un brand che combatte il logo. Ohibò. Che punta tutto sulla qualità. Su un lavoro di lungo termine. Su un’ idea…che diventa un sogno. Un moschettone che da visione, diventa intuizione e poi icona. Un’azienda italiana. Che nel mondo del jeans, o meglio, del pantalone, ha trovato un modo, tutto suo, di far parlare di sè, di distinguersi. Di creare un progetto e un prodotto di qualità. Dandosi anche il tempo per realizzarlo e ai suoi consumatori quello necessario per conoscerlo e capirlo. Sogno o son desto? E’ stato un onore, far parte sin dall’inizio, come osservatore, di quest’avventura lanciata da Davide e da tutto il team (un’azienda vera, con un know how vero e decennale nel mondo del denim). E ora… chissà dove andranno a finire? Vogliamo, attraverso questa intervista, aprirvi una fine- stra su mondo Haeng e una filosofia che apprezziamo davvero.

Davide, come è scoccata la scintilla da cui è nato haenG ?
Il nostro progetto è nato grazie all’effetto ottico creato da un gancio appoggiato per caso sopra un pantalone. Mi piace pensare al fatto che c’ ero io lì per vederlo.
Chi/quali persone ci sono dietro al progetto haenG ?
Due tizi : uno visionario ( io ) ed uno pragmatico ( Roberto, il produttore ). Di solito questa combinazione funziona: uno tira da una parte, uno dall’altra e si sa: la virtù sta nel mezzo. La colla che ci tiene uniti è la passione per il denim. haenG, la qualità assoluta del prodotto, la cura maniacale di dettagli e lavaggi, del fit.
Quale cammino vi ha portato ad avere questo ‘know how’?
L’unica scuola è l’esperienza sul campo. Anni passati masticando cotone e bevendo indaco. Non potevamo che restituire denim.
Mi parli di un prodotto NO LOGO. Eppure a suo modo il prodotto è riconoscibile… parlo del moschettone che è una sorta di logo in 3D. Sicuramente un colpo di genio. Sbaglio?
Il colpo di genio nasce dal nulla, è un flash. Io credo invece che sia una questione di apertura mentale, la contaminazione è sicuramente un ottima chiave di lettura. Per quanto riguarda la riconoscibilità del prodotto, il moschettone è lì proprio per dimostrare – in un modo diciamo estremo – come si può avere un anima senza ricorrere a loghi o a nomi di altre persone stampigliati sul petto. Abbiamo comunque sempre cercato di proporre un buon pantalone aldilà dell’idea del gancio che , a differenza del logo, si può togliere senza rischiare di rimanere con in mano un pugno di mosche.

Quando sento parlare di No Logo….penso al libro omonimo di Naomi Klein. C’entra qualcosa con haenG, ti ha influenzato in qualche maniera?
Sono due modi diversi e complementari di affrontare il problema del branding : la Klein analizza il problema in maniera politica denunciando il lavaggio del cervello messo in atto per vendere un prodotto di massa realizzato da maestranze poco qualificate nel quale la qualità reale è sostituita dal mito della personalità. Noi semplicemente vogliamo dimostrare con i fatti che la creatività è viva e vegeta.
In un momento in cui il Logo è spesso messo in crisi da prodotti generici LOW COST delle grandi catene, copiati e molto cheap, non credi che possa essere un valore importante su cui puntare? In che senso haenG rifugge il Logo?
Secondo te ha senso mettersi a fare la guerra alle quantità sterminate di Zara ? O ai testimonial di Diesel ? Noi scegliamo la terza via che è quella del prodotto. Niente amministratori delegati in giacca e cravatta che gironzolano per casa.
Quali carte pensa di avere oggi Haeng per proporre un prodotto che ‘buchi’ …in un settore al momento saturo (ma spesso privo di idee) come il pantalone e in particolare il denim?
Anima, Qualità, Certificazione, Concretezza, Servizio e un’arma segreta… Abbiamo già parlato del come è il nostro prodotto, dobbiamo dire anche che cosa è: cotoni di qualità, cimosati realizzati in Italia con telai che lavorano da 60 anni, Laboratori italiani, Lavanderie italiane, Produttori di accessori italiani. Tutta gente che si sta avvicinando sempre più al nostro progetto e che concretamente fa gruppo e ci sostiene; da loro stiamo raccogliendo i certificati di qualità che presto pubblicheremo sul sito, niente inquinamento; per quanto riguarda la produzione lavoriamo con calma e metodo lasciando libertà assoluta al cliente su cosa acquistare direttamente ed in pronta consegna dal nostro magazzino, niente quantità imposte o budget irraggiungibili che tirano sempre più per il collo i negozianti impedendo loro di gestire i propri stessi soldi. Va detto chiaramente che noi siamo una Azienda vera e propria che ha deciso di investire tempo, risorse umane e finanziarie in questo progetto; abbiamo uffici, un magazzino tessuti, la modelleria interna, una sala taglio e importantissimo, un ufficio di Controllo Qualità che gira tutti i giorni. Troppo spesso dietro ad idee anche geniali si nascondono purtroppo uffici di trading che semplicemente commercializzano un prodotto acquistato chissà dove con il risultato che quando un cliente ordina della merce si fa poi il segno della croce. La nostra arma segreta ? Ma se è segreta…
Info: www.haeng.it

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