Milano: un’ulteriore tappa, la numero 8, per il ”Customized Tour” di Cheap Monday.

l denim brand svedese ha ideato nel novembre 2008 questo evento itinerante, che nel corso di meno di due anni ha toccato, dopo la Svezia, Danimarca, Germania, Gran Bretagna, U.S.A., Australia ed Estremo Oriente , prima di raggiungere l’Italia. Nel corso di una serata animata dalla musica, Cheap Monday crea un contatto diretto con il suo pubblico, cui presenta in anteprima, città per città, una serie numerata di 50 paia di jeans in edizione limitata, “customizzati” in modo da fare di ogni capo un pezzo unico irripetibile: sabbiature, cuciture, lavorazioni patchwork, trattamenti e lavaggi destrutturanti sono applicati a ognuno dei pezzi, tutti rigorosamente unisex. L’idea che ha dato vita al “Customized Tour” è quella di avvicinare il brand ai giovani che nel giro di pochi anni ne hanno fatto una “cult label” in tutto il mondo, scegliendo ogni volta una nazione e una città di particolare rilevanza strategica, senza mai rivelare, a ogni tappa, quale sarà la successiva, o quando il tour avrà termine.
Domenica 28 febbraio, dalle 18.00 alle 22.00, lo store MELODY di Via Tortona 5 ospiterà l’evento milanese coordinato da Carl Malmgren, denim designer di Cheap Monday sin dalla fondazione del brand.
“Sono contentissimo che sia Milano a ospitare la prossima tappa del nostro Customized Tour, con 50 nuove paia di jeans personalizzate seguendo l’ispirazione che questa città ci ha trasmesso. Milano ha una tradizione di lunga data nella moda, e possiede un indiscusso know how in materia di denim, ma, e questo è ciò che più conta, gli italiani e i milanesi sembrano amare tantissimo i nostri jeans!” Prjan Andersson (fondatore e direttore creativo Cheap Monday).
Nelle foto alcuni capi customizzati delle precedenti edizioni del tour.


AnnaV
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Ormai vera “icona fashion” al maschile, ad ogni uscita pubblica Keanye West si fa notare per i suoi look ricercati e sempre d’effetto. In questo caso non ha badato a spese, indossando un paio di jeans di Balmain, che saranno anche strappati e rattoppati, ma costano la bellezza di 583.00 dollari.
Li trovate in vendita su Luisa Via Roma.

AnnaV
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No, non abbiamo ancora finito il report su Pitti. Avevamo talmente tanto materiale che abbiamo deciso di diluirlo per bene.
Oggi vogliamo parlare di J Four. Un marchio di premium denim 100% italiano, che sta lavorando alla grande.
A Pitti abbiamo potuto visitare il loro particolare stand: un mega container, arredato di tutto punto.
Oltre alla collezione Color (dove i jeans sono caratterizzati da cuciture di diversi colori, rinoscibili in quanto arrotolati su un rocchetto di filo dello stesso colore delle inpunture)… J Four sta potenziando la ‘collezione premium’.

Per quanto riguarda i jeans abbiamo davvero notato una collezione veramente bella e preziosa: denim notevole, nuove etichette in pelle incise, lavaggi uno più bello dell’altro. E anche la linea uomo, ha assunto la connotazione di un prodotto veramente ’superiore’.

Poi grandissimo spazio ai chinos che sono un po’ il trend caldo del momento: disponibili uomo e donna, in varie tonalità del beige e del kakhi…con rotture e sdruciture, o totalmente puliti.

Non è mancata, di contorno, una serie di tees dal sapore artistico e rockeggiante decisamente azzeccate.
www.jfour.it


Marky
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Anti Sweden. Forse non faranno nulla di rivoluzionario, ma fidatevi…so capire quando un brand e un logo hanno appeal o meno. Questo ne ha a manetta.
Già il nome con quell ‘Anti‘ crea disorientamento, poi il font e la croce rovesciata… rimandano subito a un mondo dark-rock bello cattivo. E quella S vi ricorda qualcosa? Sarò malizioso, ma a me, ricorda il logo delle S.S. (e la cosa non contribuisce a creare sensazioni buonistiche).
Sì ci siamo. Il brand naturalmente è nordico. Ed è norvegese. Non sapevo che ai norvegesi stessero sul cazzo così profondamente gli svedesi (ammesso che si possa generalizzare il messaggio…).
Se il logo è giusto..anche il sito è giustissimo. E’ stato selezionato da da FWA- Favourite Web Awards (www.thefwa.com) come ‘The site of the day’. Le foto sono davvero cult e trasudano stile. E lo sponsor? Giustissimissimo. Nientepoco-di-meno che i The Killers.
La critica? Il numero di novembre di Wallpaper ha scritto su di loro, per la loro battaglia contro il dominio del jeans svedese.
Sticazzi, c’è tutto. Se c’è anche il prodotto… fanno il botto.
Leggi la discussione su: PopRock Forum.
Sito ufficiale: www.antisweden.no

Marky
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Original Penguin, il brand americano di ispirazione classic vintage, ha di recente aperto il monomarca a Londra. Primo step per un vero lancio in Europa. Ora, segnaliamo che nelle collezioni si aggiunge il denim, un signor Denim di qualità premium, ma ad un prezzo non così premium (tra gli 80 e i 125 dollari). L’idea ci sembra azzeccata: un prodotto pulito, semplice, ma estremamente curato in tutti i particolari con alcuni dettagli in pelle dal sapore vintage e un denim di alta qualità. Un solo modello quindi, disponibile in 2 lavaggi: selvege (scuro e nowashed) e indigo dyed khaki (aspetto più distressed). Looks good.
Marky
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La prima volta che ho visto questi jeans è stato 3 anni fa a Parigi. Li ho re-incontrati circa un anno e mezzo fa a Londra, da Harvey Nichols: ma l’esposizione era pessima. Caterve di jeans non ben volarizzate. Non mi hanno emozionato: ma era un problema espositivo. Finalmente l’incontro colpo-di-fulmine: lo scorso luglio a Berlino, in uno dei più bei negozi del mondo: 14 OZ. Un negozio di cui ho già parlato, fornito dei migliori (e più rari) jeans del pianeta. E qui che mi è nato l’amore per Atelier La Durance. Proprio in un periodo dove ero affascinato da lavaggi, sdruciture che trovano una delle migliori espressioni in brand come PRPS. E invece, qui si parla di un jeans ’selvedge’. Un jeans puro, nella sua essenza. Nessun lavaggio o trattamento. Tela pesante: 14 once, solitamente, in alcuni casi 11-12 once. Denim giapponese di prima qualità. Duro, spesso, scuro: il denim nella sua più pura e originaria essenza. Un colpo di fulmine del genere è come uno che va pazzo per le bionde, ma poi viene folgorato e si innamora di una mora.
Atelier La Durance è un prodotto che profuma di qualità, direi di amore per chi lo ha fatto, in ogni dettaglio. L’etichetta in pelle, elegantissima, con le scritte incise in oro. Il denim giapponese della migliore qualità, come già detto, le cuciture gialle, perfette, il piccolo portachiavi pendente in acciaio che si trova attaccato ad ogni paio, ma che in realtà contiene al suo interno un ditale, bottoni e pezzi di stoffa per una completa autonoma riparazione.
Il brand è come dice il nome, francese, prodotto in pochi pezzi, in un piccolo laboratorio artigianale sito in Provenza a Les Alpilles ed è distribuito in pochi negozi, tra i migliori al mondo. Il prezzo va dai 170 ai 240, con i modelli a 14 oz. comunque sopra i 200.
www.atelierladurance.com


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Marky
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Avrei moltissimo da dire su Evisu. Per anni, nel jeans, è stato il mio mito assoluto. Per anni, da ragazzino, sbirciavo quei jeans con il baffo sulla tasca. Erano leggenda. Ma non potevo permettermeli. A fine 90 erano un oggetto per amatori, a inizio 2000 era il jeans da avere. Hanno avuto l’incredibile merito di essere il primo vero jeans di lusso. Al di là delle griffes, il jeans dal prezzo folle, quello in kurabo giapponese era solo Evisu. Il jeans che non doveva essere rovinato, nè liso. Ma di un colore scuro blu-indigo. Solo il tempo l’avrebbe segnato, rendendolo nostro.
Ecco Il boom commerciale anche in Italia. La versione EU ED (European Edition) con una vestiblità europea più portabile per noi occidentali.
Poi un certo appannamento: il mercato invaso da 1000 brand, i Cheap Monday, i fighetti che comprano i jeans delle griffes, gli alternativi che -ora-Evisu-è-troppo-commerciale-e mi-butto-su-Edwin…
Ora, a quanto ci dicono, è il momento di un nuovo slancio dell’azienda. Sparisce la linea Eu Ed.
Rimangono 3 linee. La Genes (per gli amanti del baffo ma con un prezzo molto più accessibile 140-180 euro circa). La linea Evisu (semplicemente Evisu, tra i 180 e i 240 euro). E infine la Private Stock (500-600 euro e anche oltre. Pezzi singoli, dipinti a mano, ritorno totale alle origini. Massima esclusività, cura del dettaglio e della confezione).
Il rilancio passa da un nome importante per il nuovo direttore creativo: Scott Morrison, già fondatore di Paper Denim & Cloth e Erarnest Sewn.
Un’altra cosa balza all’occhio. Il nuovo baffo slim sulle tasche dietro. Molto più leggero e meno invasivo del vecchio baffone anni 90. Ci sembra un primo passo, azzeccatissimo.
Ora stiamo a vedere cosa succede.

Marky
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Il denim low cost del nord dell’Europa anticipa le altre firme presentando in questi giorni il lookbook per la prossima primavera/estate.
Chi già considerava Cheap Monday “estremo” per i propri gusti storcerà il naso ancora di più. Il brand scandinavo, infatti, in questa collezione radicalizza i trattamenti del denim, stingendoli con la candeggina, strappandoli, roviandoli per poi sovracucirli in un gioco di strati e tessuti, con un’ estetica chiaramente androgina.
Da amare od odiare, senza mezze misure.



AnnaV
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LABORATORIO non è un brand, ma di un’idea dei tre top-leader del Denim – vale a dire TRC Candiani, Elleti e Okinawa – da sempre sinonimo di Denim di altissima qualità e delle più innovative fasi di finishing ed etichettatura.
E’ un vero “laboratorio” in cui viene mostrato ai visitatori della fiera un ciclo completo di realizzazione di un jeans: dalla tessitura, ai tagli e cucitore, fino alla personalizzazione e alle incredibili tecniche per ricreare l’effetto used. Un know-how tutto (orgogliosamente) italiano in terra tedesca. Inoltre, i visitatori del BBB hanno avuto qui l’opportunità di farsi confezionare un paio di jeans custom-made (60 EUR /100 EUR): Adriano Goldschmied, il leggendario guru del Denim, ha realizzato in esclusiva per il Laboratorio due modelli da donna e due da uomo, che i visitatori hanno potuto farsi personalizzare grazie ad ulteriori lavaggi e all’aggiunta di accessori come bottoni ed etichette.
Il tutto per una giusta causa. Il ricavato delle vendite infatti sarà devoluto interamente a medici senza frontiere. E se non avete avuto la possibilità di venire a Berlino non disperate. LABORATORIO mette a disposizione i propri servizi anche online allo store
laboratorio.quartier-deluxe.com



Marky
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