13 luglio 2010
WAIT! SHOPS - INTERVIEW WITH THE BEST ITALIAN FASHION STORES - MONSTER COOKIE @ SALERNO

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VERSIONE ITALIANA

Il nostro viaggio per scoprire i concept store più belli d’Italia oggi ci porta a Salerno. Più precisamente da Monster Cookie, shop aperto da poco ma già più avanti di molti altri negozi. Abbiamo intervistato Gyas (il suo nome come poi leggerete nell’articolo non ce l’ha voluto dire… bizzarro no?) il titolare del negozio. sdc11343

Nome del negozio. Monster Cookie.

Come mai questo nome? Dopo essere stato negli States ed aver scoperto i cookies americani e averne mangiati a quantità industriali mentre sceglievo il nome per lo shop erano l’unica cosa che mi veniva in mente, quindi visto che era una costante l’ho accostata al nome Monster ed ecco fatto.

Dove si trova? Salerno, Piazza San Francesco.

Quando ha aperto? Il 3 giugno di quest’anno, da pochissimo.

Chi è (o chi sono) i titolari dello store (nome, e descrizione in 3 parole)? Il titolare sono io, Gyas del collettivo Satoboy, ma il mio vero nome non ve lo dico!

Come e perchè vi è venuta la ‘pazza idea’ di aprire/gestire un fashion-shop? Avendo sempre frequentato l’ambiente della street art e dopo aver viaggiato un bel po, visto cose nuove in giro ho deciso di voler diffondere questa cultura, creando un concept store che fondesse insieme il mondo della street art e quello streetwear e dimostrare che questi due mondi si fondono in un’unica cosa. E penso di esserci riuscito. 4776995601_7e821af3611 Se non gestiste un negozio di abbigliamento cosa fareste nella vita? Non so penso che passerei le mie giornate in giro per i bar ad ubriacarmi c***o!

Avete una filosofia particolare? Come già detto prima il nostro obbiettivo è quello di introdurre una nuova mentalità, un nuovo modo di vedere lo streetwear e la street art.  La nostra filosofia sta nel credere nella strada… quindi BELIEVE IN THE STREET!

Che marchi trattate? FENCHURCH, BASTARD, LOBSTER, SUPRA, OBEY,ROCKSMITH, IUTER UPPERCUT, KIDROBOT  , CASIO poi per il resto passate a trovarci così li vedrete con i vostri occhi (sorride). supra-skytop-purple Qual’è stato il brand di maggior successo della scorsa stagione? Sicuramente Obey.

E quello rivelazione? Lobster.

Quale invece potrebbe essere il prodotto o il brand MUST HAVE della prossima stagione? Non so, per la prossima stagione avremo molti nuovi brand, tutti particolari.. ma se proprio devo fare una previsione credo che Rocksmith e Uppercut dovrebbero spaccare.

Quale prodotto, al di là del volume di vendite, vi ha dato maggior soddisfazione vendere ed orgoglio a proporre? Mah diciamo tutto visto che crediamo in tutti i nostri brand… Magari se proprio devo scegliere ti dico Supra, visto che dalle nostre parti era poco conosciuto ed ha riscosso molti consensi.
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Quale brand vorreste inserire prossimamente….? Ci saranno molte novità, ti farò sapere!

Quali caratteristiche deve avere un marchio per poter entrare nella vostra brand list? Noi siamo pronti a favorire tutti i brand innovativi, cose che si distinguono dalla solita roba che c’è in giro.

Come pensate che si evolverà nei prossimi anni? Non so, speriamo bene, chi vivrà vedrà.. e noi vivremo HAHA

Se un giorno aprirete un negozio fuori dall’Italia dove vi piacerebbe andare? Se dovessi scegliere ti direi ovviamente Tokyo. Laggiù il concetto di store che intendo io esiste da anni, mi integrerei perfettamente nel contesto. Magari un giorno potremmo aprire un secondo punto vendita anche li, sarebbe figo no?  I biscottini che invadono Tokyo, altro che Godzilla.

Facci i nomi e la descrizione di 2 vostri clienti leggendari. Poi salutateli. Ma direi Federico e le sue mitiche cuffie con i Bloody Beetroots sempre a palla e poi Raffaele detto il Pinguino, ma per descriverlo basta cercare su Google “Labbit serie 2″… bene, quello con gli occhialoni da Nerd è lui.

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Account FB.

ENGLISH VERSION

Our journey to discover the most beautiful concept store in Italy continues, today we are in Salerno. More precisely at Cookie Monster, a shop recently opened but already a name in the streetwear-shops world. We interviewed Gyas (the name didn’t tell us. … weird right?) the owner of the shop.

Shop’s name. Monster cookie.

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ilPozz

Commenti (1) Advertising & Marketing, Brands & Designers, Clothing, FASHION NEWS, Interviews, Stores, Trend

31 maggio 2010
WAIT! SHOPS - INTERVISTA AI MIGLIORI FASHION STORE ITALIANI - EFFETTISTORE @ LANCIANO

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Il nostro viaggio nella Penisola per intervistare i migliori store non si ferma. Effetti Store è un negozio che ci ha enormemente impressionato per la vasta scelta di marchi, e la velocità, la capacità di essere ’sempre sul pezzo’ a cogliere le nuove tendenze. Abbiamo intervistato il grande Riccardo Tritapepe, il titolare.

Nome del negozio.
Effettistore

Come mai questo nome?
Sono la contrazione di 2 iniziali che ovviamente sono la effe e la ti.

Dove si trova?
Lanciano provincia, di Chieti in Abruzzo

Quando ha aperto?
Effetti apre nel 1997, esattamente nel maggio di quell’anno.

Chi è (o chi sono) i titolari dello store (nome, e descrizione in 3 parole)?
Il titolare sono io riccardo

Come e perchè vi è venuta la ‘pazza idea’ di aprire/gestire un fashion-shop?

La passione nasce nel mio periodo riccionese ho vissuto li nei primissimi anni 90 lavorando in un importante store del centro. Lo streetwear in Italia era allo stato embrionale ed io me ne sono irrimediabilmente innamorato.

Se non gestissi un negozio di abbigliamento cosa faresti nella vita?

Probabilmente il rappresentante lavoro che mio papa’ ha fatto per 35 anni.

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Hai una filosofia particolare?
La mia filosofia e’ CONTAMINAZIONE, non credo nei total looke.

Che marchi tenete?
G-star, Nudie jeans, Franklin&Marshall, Wesc, PHCY, 2357, Scotch&Soda, Raf by Raf, Adidas  Originals, Nike Sportswear, Carhartt, Byg Bang, Madson Discount, Cheap Monday, Insight, Seal Kay, Joe Rivetto, Rare e molti altri…

Qual’è stato il brand di maggior successo della scorsa stagione?
Il sell-out piu importante lo ha avuto sicuramente Franklin & Marshall

E quello rivelazione?
2357 il basico italiano ha rapito i miei clienti piu’ attenti.

Quale invece potrebbe essere il prodotto o il brand MUST HAVE della prossimamente stagione?
Mi auguro MALPH e BULK due brand di cui mi sono innamorato e su cui scommetto
ne.

Quale prodotto, al di là del volume di vendite, ti ha dato maggior soddisfazione vendere ed orgoglio a proporre?
Probabilmente Cheap Monday.

Quale brand vorreste inserire prossimamente….?

Spazio ai brand italiani come byg bang

Quali caratteristiche deve avere un marchio per poter entrare nella tua brand-list?
Deve colpirmi ma sopratutto deve avere qualcosa da raccontare

Come si è evoluto il negozio da quando avete aperto? Come pensate che si evolverà nei prossimi anni?

Dallo streetwear piu puro e radicale ci siamo evoluti attraverso il denim e la sua cultura.

Se un giorno aprirete un negozio fuori dall’Italia dove ti piacerebbe andare?
La sfida vera sarebbe riuscire a portare le nostre idee la nostra visione in una metropoli del sud america che so in Brasile).

Facci i nomi e la descrizione di 2 tuoi clienti leggendari. Poi salutali.
Ce ne sono troppi e non vorrei fare un torto a nessuno. Un saluto pero’ lo faccio sopratutto a quelli che per questioni di taglia o di eta non ancora possono essere nostri clienti perche sono loro quelli che mi spingono ad andare sempre oltre…..

CONTATTO FACEBOOK. CLICCATE QUI.

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Marky

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25 maggio 2010
WAIT! SHOPS - INTERVISTA AI MIGLIORI FASHION STORE ITALIANI - (i)nside @ CAVA DEI TIRRENI

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Nome del negozio.
( i )NSiDE store

Come mai questo nome?
In realta’ si doveva chimamare INSIZE che in americano significa la taglia giusta, ma in un secondo momento scegliemmo ( i )NSiDE che, graficamente, rispecchiava meglio il design del negozio.

Dove si trova?
Si trova nel pieno centro di Cava dei Tirreni in provincia di Salerno.

Quando ha aperto?
Nasce nel 2006

Chi è (o chi sono) i titolari dello store (nome, e descrizione in 3 parole)?
Il titolare del negozio è il sottoscritto, Alessandro Mazzei.

Come e perchè vi è venuta la ‘pazza idea’ di aprire/gestire un fashion-shop?
Dopo aver frequentato l ‘ Accademia di moda e Vetrinistica di Milano e varie esperienze nel settore appena 22enne desideravo di crearmi qualcosa di mio. Decisi di aprire uno store e di puntare su qualcosa di innovativo e ricercato che potesse spaziare a 360 gradi dalla moda all’ arte.

Se non gestissi un negozio di abbigliamento cosa faresti nella vita?
Se non avessi avuto l’ opportunita’ di aprimi un negozio d’abbigliamento sicuramente avrei lavorato come designer o vetrinista o addirittura diventare un cool-hunter…e chissa’! Forse un giorno riuscirò a conciliare tutte queste passioni!

Avete una filosofia particolare?
La nostra filosofia è quella di comprendere le esigenze di una clientela sempre più attenta e che non si accontenta di soluzioni massificate, quindi per soddisfare questo il nostro impegno è un accurata ricerca dei marchi sempre piu’ di nicchia abbinata ad una mirata comunicazione che rispecchia sempre il nostro stile.

Che marchi tenete?
I nostri principali marchi sono:HUMOR ,WESC, ADIDAS ORIGINALS, OBEY, SIXPACK, REVOLUTION, VICTORIA, PHARMACY, MADSON DISCOUNT, DR DENIM, HELL BELLS, REEBOK PUMP, CASIO, NIXON, EDWIN, HTC, SUPER, TOKIDOKI, UPPER PLAYGROUND IUTER e tanti altri

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Qual’è stato il brand di maggior successo della scorsa stagione?
Ce ne sono stati diversi, ma sicuramente TOKIDOKI

E quello rivelazione?
I brand rivelazione sono stati HUMOR e WESC.

Quale invece potrebbe essere il prodotto o il brand MUST HAVE della prossimamente stagione?
CREATIVE RECREATION che secondo molti addetti al settore è difficile da proporre, ma che dal nostro store è uscita molto bene.

Quale brand vorreste inserire prossimamente….?
Per scaramanzia preferiamo non renderlo pubblica ancora :)

Quali caratteristiche deve avere un marchio per poter entrare nella vostra brand list?
Deve rispecchiare un po’ il nostro stile e che soprattutto sia accessibile a tutti.

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Come si è evoluto il negozio da quando avete aperto? Come pensate che si evolverà nei prossimi anni?
All’ inizio siamo partiti come marchi tipo Jean Paul Gaultier e Massimo Rebecchi: il nostro progetto è di diventare un contenitore sempre più di ricerca e di nicchia e di puntare sempre di più su marchi del nord Europa.

Se un giorno aprirete un negozio fuori dall’Italia dove vi piacerebbe andare?
Non siamo molto ambiziosi anzi siamo legati alle nostre origini infatti speriamo un giorno di aprirne un altro solo per le signorine:)

Facci i nomi e la descrizione di 2 vostri clienti leggendari. Poi salutateli.
Ehh ce ne sono tanti! Non vorrei fare preferenze. Per noi sono tutti leggendari perchè solo grazie ai nostri clienti siamo riusciti ad andare avanti con il nostro progetto.

Marky

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29 aprile 2010
WAIT! SHOPS - INTERVISTA AI MIGLIORI FASHION STORE ITALIANI - MAYBE @ TRAVAGLIATO

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Altra tappa di Wait! all’intervista di alcuni dei negozi più significativi d’Italia. Eccoci a Travagliato, in provincia di Brescia da Maybe! Abbiamo intervistato il titolare Davide Turcati.

Nome del negozio.

Maybe concept/glamour shop

Come mai questo nome?

Maybe, il nome nasce quasi un decennio fà quando, tra i banchi delle superiori, venni travolto da una “fulmine” mi rivolsi al mio compagno di banco Carloalberto e dissi: “Io se apro qualcosa lo chiamo Maybe”… tralasciando l’aneddoto (totalmente vero) MAYBE perchè rapprensenta un gusto completamente ibrido tra il formale e lo streetwear, una risposta ne affermativa ne negativa, un FORSE appunto, un pò rock un pò r’n'b, perchè non si riesce ad erichettare lo stile del negozio in una sola parola, in maniera esaustiva, Forse!

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Dove si trova?

Il negozio si trova a  Travagliato (bs) in via roma 23, a circa 15 km da Brescia, in un gustoso paesino della bassa bresciana famoso x la carne di cavallo, in pieno centro storico in un palazzo ristrutturato al pian terreno si trova l’head quarter di MAYBE.

Quando ha aperto?

Maybe ha aperto 3 anni fa, ma la costola da cui è nato (Valentina for Maybe) è aperto da 30 anni.

Chi è (o chi sono) i titolari dello store? Descrizione in 3 parole?

Il responsabile di Maybe sono io, piacere Davide Turcati… in 3 parole confusionario,ottimista e come mi avete definito voi di Wait tempo fa Istrionico.

Come e perchè ti è venuta la ‘pazza idea’ di aprire/gestire un fashion-shop?

Partendo dal presupposto che sono nato tra gli “stracci” (mamma commerciante, papà rappresentante) ho sviluppato subito un gusto estetico diverso dai miei coetanei, pìù che diverso ho scoperto sempre il piacere di cambiare il mio stile, una sorta di travestitismo a volte legato alla musica oppure ad un immagine che ha colpito la mia fantasia , la cultura dell’estetica è sempre stata fondamentale x me..
Ho sempre dato molta importanza o forse non l’ho mai data veramente a ciò che indossavo, cioè ho sempre utilizzato l’abbigliamento x tradurmi e non tradirmi… cioè gli “stracci” sono un modo x comunicare la ns personalità non per cammufarla…
Scusate la digressione, dove eravamo rimasti, ha sì! Dopo un primo anno di università andato così così mi iscrissi ad un corso di minilaurea come fashion stylist, mentre lo frequentavo maturai la decisione di aprire uno spazio artistico (Maybe  appunto) che fungeva da home sweet home x tutte le miei esperienze esterne sempre legate al mondo della moda .
Grazie all’aiuto dei miei familiari e di mio padre in particolare, concettramo le ns capacità nel settore x creare un negozio che secondo noi mancava nel panorama intorno a noi, un concept shop solo da uomo, MAYBE c/g shop appunto.

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Se non gestissi un negozio di abbigliamento cosa faresti nella vita?

Se escludiamo il lavoro di uomo prodotto/stilista che già svolgo parallelamente al negozio, indubbiamente avrei ricoperto il ruolo di filosofo contemporaneo rimurginando continuamente su tutto ciò che mi circonda.

Hai una filosofia particolare?

La nostra filosofia all’interno del negozio può essere una sorta di “Take it Easy” la parola d’ordine quando si entra da Maybe è rilassarsi, beviamo un aperitivo, sfogliamo una rivista, si sputtana qualcuno, etc
Non bisogna sentirsi obbligati all’acquisto, ci sono tantissimi aficionados che passano anche solo per un saluto!

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Che marchi tieni?

La nostra Brand List è composta da diversi marchi tutti di provenienza e contestualizzazione diversa:
Cycle, Obey, Daniele Alessandrini, Vivienne Westwood, Super Sunglasses, Obey, Adidas Originals, Ransom by Adidas, 2357, Bulk, PAM (perks and mini), Bolongaro Trevor, Rvlt, Eleven Paris, Gold Case, Sixpack France,Uss Polo, Wesc Headphones,Maybe urban couture, Phonz says Black… naturalmente la brand lista è in continuo cambiamento, diciamo che ogni stagione aggiungiamo un paio di “situazioni”.

Qual’è stato il brand di maggior successo della scorsa stagione?

La scorsa stagione il brand di maggior successo è stato CYCLE, a mio avviso il jeans made in italy con il miglior rapporto qualità/prezzo… non sono assolutamente low cost, ma tessuti e vestibilità sono perfetti. la scelta di produrre anche delle calzature di alto livello a rafforzato la percezione del marchio

E quello rivelazione?

A pari merito si trovano Insight, brand australiano di provenienza surf-grunge, le loro camicie in flanella la stagione scorsa sono state uno dei capi più venduti, l’altro brands potrebbe essere 2357 (basico made in italy) in termini di vendibilità è stato molto interessante, in particolar modo il pantalone in felpa vestibilità slim. Ci tengo anche a segnalare Adidas Originals (scelta perfetta di capi da rivisitare e percezione del marchio indubbiamente salita di livello) ed Obey (il grande Shepard Fairey è il numero uno delle grafiche)

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Quale invece potrebbe essere il prodotto o il brand MUST HAVE della prossimamente stagione?

mmmmmmmm Allora io per la prossima stagione tengo molto a due progetti: Phonz says Black… monoprodotto di blazer 3 bottoni con foulard/fodera incorporato dal sapore squisitamente rock ideati da due malsane menti del fashion system, i grandissimi Phonz e Daniele (che saluto calorosamente), l’altro progetto è un brand da pochissimo in Italia, Bolongaro Trevor, brand molto alto, direttamente dalle passerelle londinesi, un gusto molto rock british, ispirazione westwoodiana, ma con migliore vestibilità e prezzo leggermente più contenuto.

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L’intervista continua dopo il salto!

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Marky

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05 gennaio 2010
SURFACE TO AIR - intervista speciale con WAIT!

Intervista di Marco Bianchi da Wait! Magazine n° 27

In Italia in tanti li hanno conosciuti grazie alla loro collaborazione coi Justice. Era il momento, circa un paio di anni fa, in cui il duo francese fece il boom (e scuola) con il suo disco dalla copertina con la croce luminosa. E le loro strepitose giacchette in pelle e i jeans erano proprio di Surface To Air. Oggi Surface To Air propone uno dei fashion-brand uomo e donna più interessanti del panorama internazionale. Ma sopratutto è molto di più di un marchio d’abbigliamento: è un collettivo mutidispilinare che incrocia arte, filmografia, moda e molto altro. La formula magica per realizzare un boom planetario? Può darsi. Abbiamo incontrato la PR-manager Chloe per saperne di più.

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Quando nasce Surface To Air? Surface To Air nasce all’inizio del 2000, quando un gruppo di amici si sono riuniti per lavorare insieme ad un progetto in cui credevano. Da allora il team è cresciuto, ed oggi la nostra attività si estende a molti ambiti creativi. Ma rimaniamo comunque una grande, pazza famiglia.

Perchè il nome Surface to Air? Perchè no? Ma per favore non confondeteci con i missili militari! (condividiamo lo stesso nome…)

Voi amate dire che Suface To Air è un collettivo di atti- vità. In quali differenti ambiti lavorate? Oggi svolgiamo cinque attività con il gruppo Surface To Air, che consistono in Surface To Air Collection (abbigliamento ready-to-wear uomo e donna), Surface To Air39 Agency(consulenza creativa per altri brand come UNIQLO, Lois Vuitton, Sony, Diesel & L’Oreal), Surface To Air Film(video musicali diretti da Jeremie Rozan & Martial Schmeltz come quelli dei Justice, dei Chromeo, A-trak, Midnight Juggernauts, The Streets), Rendez-Vous Tradeshowche è una fiera che si tiene 6 volte l’anno a Parigi e New Yok, e infine LENEWBLACKla prima fiera fashion online che sia mai stata creata e che è ora alla sua seconda edizione.

E’ il settore fashion quello dove state ottenendo il maggior successo? Penso che se non fossimo un collettivo, e ci focalizzassimo esclusivamente sul fashion…il successo sarebbe inferiore. Noi traiamo ispirazione reciproca da tutti i nostri departmentcreativi.

La scorsa stagione Surface To Air era piuttosto rock. Ma ho visto l’utima col- lezione e non mi sento di dire che si tratti di puro rock’ n roll style. Come definireste allora il vostro stile? Surface To Air è sempre stato vestire vestiti che noi stessi avremmo voluto davvero indossare ogni giorno. Ci saranno sempre tendenze e stili che ameremo seguire…Voglio dire parliamo di fashion! Ma vogliamo in ogni caso mantenere l’estetica che rende in nostri vestiti semplici, ben fatti e sempre ‘in’.

Chi sono gli stilisti? Il designer per l’uomo è Aldric Speer. Il capo designer donna è Dorothee Loermann.

Dove producete le vostre linee? In differenti paesi in giro per l’Europa… Mentre il nostro denim è fatto in Giappone.

Quali sono i vostri piani di crescita? Mi avete detto che non avete intenzione di fare pubblicità tradizionale. Solo grandi collaborazioni (come come quella coi Justice e ora quelle coi Kings Of Leon) e il prodotto puro e semplice? Stiamo pianificando in futuro collaborazioni con altri artisti, ma per il momento siamo concentrati sulla nostra ultima collaborazione con i Kings of Leon. Surface To Air non ha mai pensatoi di creare campagne pubblicitarie perchè non abbiamo interesse a competere sullo stesso piano con gli altri enormi luxury-brand.

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L’ultima collaborazione coi King of Leon sembra essere davvero qualco- sa di grosso, figo e direi ‘giusto’. Potete dirci quale sarà la prossima? Magari per la linea donna? Siamo molto orgogliosi della collaborazione coi Kings of Leon. E quella che ne è venuta fuori è una capsule collection’ che rimane classica e pienamente nello spirito di Surface To Air. Amiamo il feeling rock classico che la collezione ha in sé e penso che ognuno potrà trovarci un pezzo perfetto per sé. Per il futuro, sì. Decisamente faremo una collaborazione femminile per il prossimo anno, ma non posso ancora dire chi sarà!

Avete aperto un negozio in Brasile. Avete intenzione di aprire nuovi spazi in giro per il mondo? A marzo apriremo un nuovo store a Copenaghen assieme al negozio Paris Texas. Pensiamo anche che a un certo punto finiremo per aprire un negozio a Los Angeles.

E a proposito del vostro nuovo negozio a Parigi? A gennaio 2010 apriremo un nuovo flagship store, posizionato nel quartiere Marais. Non lontano dalla nostra attuale boutique. Il nuovo spazio ospiterà esibizioni di artisti, designer di vario genere e, chiaramente, le collezioni uomo e donna di Surface To Air.

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AnnaV

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17 dicembre 2009
MALPH PHILOSOPHY

Intervista di Marco Bianchi da Wait! Magazine n° 26

Luca Gregorio, lo stilista che si cela dietro il marchio Malph, è un amico. Quasi un fratello. Lo conobbi, quando ancora ragazzino, volantinava accompagnato da graziose fanciulle in C.so di Porta Tcinese a Milano. Allora, già allora, ci credeva tantissimo, anche quando stampava il suo logo a casa, con la pressa a caldo, su felpe della Fruti Of The Loom… Oggi Luca, ne ha fatta di strada, ed è, con il suo prodotto semplice ma soprendente, efficace e di qualità…uno degli ‘enfant prodige’ dello streetwear italiano. Era ora di intevistarlo.

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M. Quando nasce la storia di Malph e perchè questo nome?

L. Nel 2004 ho vissuto alle Hawaii e facevo una sorta di scuola dove avrei dovuto imparare inglese e surf. Un giorno un’onda di 3m mi frattura una spalla e mi costringe a rimanere a casa immobile e depresso, fino a quando un giorno vedo la puntata di Happy Days con Ralph Malph che, a differenza di Fonzie e di Ricky Cunningam, mi ha colpito di piu’ per il suo modo di fare fuori dagli schemi. Da allora, tornato in italia nell’inesperienza piu’ totale del settore moda, ho cominciato a fare teeshirt e felpe. NB: comunque tu Marco poi testimoniare il mio inizio, no?

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M. Parliamo del brand. ‘Felperia di ricerca lucida, brillante’. Così ti definisci. Cosa vuol dire?

L. La forza di Malph e’ la ricerca e l’applicazione su felpa dei materiali piu’ incredibili come scotch da pacchi, pezzi di divani o pattini da ghiaccio, prato sintetico, sacchi della pattuniera, zanzariere, 1000 bolle antiurto, rete stradali, etc.. L’ispirazione e’ la vita comune, quotidiana: le idee vengono girando per magazzini o supermercati, cantieri, industrie, case di amici, mercatini. Niente di Malph e’ uguale agli altri. Malph e’ la naturale inclinazione in un mondo troppo dritto e standard…per questo anche il logo e’ leggermente storto!

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M. Chi è Luca Gregorio, quanti anni ha, da dove viene e dove vuole andare?

L. Sono un milanese adottato per amore dalla splendida Pavia. Non ho mai studiato grafica o moda, e soprattutto non mi sarei mai immaginato di fare un lavoro del genere. Non posso nascondere la mia eta’: chi conosce bene Malph sa che identifico le collezioni con il numero dei miei anni. Per i 30 anni abbiamo pensato di stamparlo grosso prendendo in giro il filone dei numeri universitari, ma con lo stile dello scotch da pacchi, il cuore pulsante di Malph da qualche stagione.

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M. Anche il tema del riciclo, è oggi un tema molto sentito e importante. Fare business e stile con scarti di produzione è qualcosa di fantastico. Io penso subito alla storia dei fratelli Freitag e delle loro borse riciclate coi teloni del camion. A te come è venuta l’idea?

L. Freitag e Momaboma per me sono avanti un bel po’. L’idea del riciclo nasce sempre da 2 esigenze ben distinte: la prima, in linea con le possibilita’ economiche del brand e’ quella di usare materiali facilmente riconoscibili, reperibili quasi a costo zero e talmente particolari da dare un valore aggiunto al capo stesso; la seconda e’ quella di partecipare, anche se in minima parte, alla causa del riutilizzo e della salvaguardia del pianeta. Qualche anticipazione sulla prossima estate: abbiamo usato il materiale dei gommoni da mare, alcuni magazine erotici anni ‘60 e tanti pezzi di scotch!

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M. Ora una sviolinata. Come fanno i tuoi capi ad avere dei tessuti così morbidi? Io raramente ho toccate felpe di questa qualità. A volte sembra cachemire…

L. Una felpa Malph deve avere buone idee, ottime vestibilita’ e deve essere bella da toccarsi e da farsi toccare!

M. Il logo Malph. E’ onnipresente. Eppure, un cosa che, potrebbe sembrare scontata, banale elemento tipico ma trito e ritrito all’interno dello streetwear è diventato il tuo punto di forza e qualcosa di molto originale. Mi riferisco soprattuto alla continua reinterpreatazione del logo, con materiali particolari…

L. La cosa e’ voluta. Niente faccine, animaletti, cuoricini e quant’altro legati al logo. Giochiamo con la scritta Malph e tutte le sue infinite declinazioni con materiali inusuali per passare il concetto di una felperia sofisticatamente basica.

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M. In quanti punti vendita si trova il prodotto oggi in Italia?

L. 150 punti vendita in italia con una distribuzione molto alta ed esclusiva. Alcuni esempi: Luisa Via Roma a Firenze, Sugar ad Arezzo, Nugnes a Trani, Barberia a Mestre, Jack a Torino, Spinnaker a Genova, Ragnetti ad Ancona, Mister Gal a Bologna e un certo SuperFly a Pavia…

M. Un consiglio a qualche giovane stilista che vuole lanciare il suo marchio?

L. Fallo e non mollare!

M. Quante volte hai pensato di lasciare, e quante volte hai trovato la forza di andare avanti?

L. Sara’ banale ma c’e’ da premettere che questo e’ un settore difficile. Per me mollare vorrebbe dire non solo rinunciare a un lavoro ma anche a un sogno, a un progetto di vita.

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M. Idee ed evoluzione del prodotto ‘Malph’? Vedremo altri prodotti? Parlo di accessori, calzature, camicie ecc..

L. Malph e’ fermo sostenitore del concetto di specializzazione: continuiamo con quello che abbiamo sempre fatto e sappiamo fare meglio, le felpe. L’evoluzione della specie e’ la donna! Con l’inverno 010/011 infatti inseriamo pochi pezzi da donna ragionati, innovativi. Un’idea di felperia da donna differente, poco schematica, per nulla “dipendente” dal concetto maschile che spesso fa da padrone nel settore dello sport&street wear. Nota bene: il piumino e’ una interessante eccezione che conferma la regola…

M. A proposito di piumini… mi è piaciuto tantissimo il tuo nuovo piumino, con maniche staccabili in 2 punti, che si può trasfrmare in gilet smanicato… E mi ha fatto capire che il brand stava diventando importante. Non tutti sono in grando di pensare e produrre un prodotto cos’ complesso. Sia dal punto di vista stilistico che proprio della produzione…

L. Un’ unica semplice idea: un piumino interattivo. Giocando con le zip nel sotto manica e ad altezza della mezza manica puoi avere 3 utilizzi in 1. Piumino intero, smanicato o 1/2 manicato.L’idea assomiglia a quella attuale del colletto della polo Malph portabile in 3 differenti posizioni, ricordi? I colori del piumino sono semplici ma efficaci: blu e nero con zip panna. Per l’inverno prossimo pensiamo a nuovi colorazioni del nylon e a sviluppare in modo rivoluzionario il buon-vecchio concetto della risvoltabilita’.

M. Quante ore della tua giornata occupa Malph?

L. Difficile, quasi impossibile da definire: devo conteggiare anche quando lavoro con la fantasia mentre dormo, mangio o faccio sport?

M. Quante persone lavorano dietro Malph?

L. Come avrai notato parlo di Malph sempre al plurale: pur facendo tutto da solo, sono monitorato da persone a me molto vicine anche a livello personale. Lo sento davvero come un team.

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M. Come gestisci il ‘product placing’?

L. Se posso di persona: adoro entrare nei negozi e respirare l’aria che c’e’ all’interno, conoscere i propetari, i buyer e gli assistenti alle vendita: tutti loro possono darti qualcosa se nasce l’atmosfera giusta. Gran parte delle idee mi vengono nei negozi. Ad oggi Malph copre quasi tutto I’ll territorio nazionale con 8 rappresentanti.

M. Malph si espanderà all’estero?

L. Sto buttando qualche seme in Europa: vediamo che succede.

AnnaV

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10 novembre 2009
THE DARK SIDE OF THE LOOK - intervista esclusiva a ‘NO CANTONESE’

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Con in testa brand come Rick Owens e roba di nicchia tipo Damir Doma, vediamo uno nuovo trend…uno stile che rimane per pochi, ma che ha un suo stuolo di seguaci sempre più ampio.

Sul forum Poprock abbiamo conosciuto Tia, nick name di uno dei più radicali amanti di questi stile, famoso nell’ambiente per il suo blog: http://nocantonese.blogspot.com/

E’ scattata l’intervista perchè davvero abbiamo bisogno di saperne di più.

Tia, come definiresti questo stile? Ha un nome preciso?
Molti lo definisco come Dark, Gothic…diciamo che questi nomignoli vengo assegnati principalmente per l’assenza di colore in ogni capo, solo piccole sfumature di grigio ,tortora, bianco…

Quali sono i brand di riferimento?
Diciamo che il fautori di tutto sono stati i vari Rick Owens, Carol Christian Poell, Maurizio Amadei, Ann Demeulemeester,
Yohji Yamamoto poi sono arrivati Damir Doma, Attachment, Undercover, Label Under Construction, Julius _7, Boris Bidjan Saberi, Obscur, Odyn Vovk,Yohan Serfaty,Goeffrey B.Small, The Viridi-Anne, Lumen et Umbra…
Per quanto riguarda le scarpe e,personalemente è qui il bello (più avanti vi spieghero il perchè) abbiamo Carpe Diem, Augusta, Guidi, Sak, Marsèll…

Mi sembra di capire che i jeans superslim  e skinny hanno rotto il cazzo?
Decisamente!!!!!!!

Ma questi brand non sono eccessivamente over-priced rispetto al prodotto finale?
Guarda ti posso assecondare quando parliamo di prodotti basici come t-shirt, felpe e compagnia bella, ma per quanto riguarda pelletteria,abiti non è così,c’è da sapere che la maggior parte delle giacche in pelle, abiti rispettano ancora la tradizione sartoriale o l’hand made (vedi Carol Christian Poell).
Per non parlare delle scarpe, la filosofia di questo “trend” è quella dell’artigianalità più assoluta, calzature fatte a mano da professionisti del settore come Maurizio Altieri (Carpe Diem), Alessio Zero (layer 0), Conceria Guidi, Augusta…

Quello che acquisti è solo stile e qualità di prodotto o anche un life style?
Personalmente sono sempre stato attirato dai colori scuri, dal gotico…e ho avuto l’occasione di rispecchiarmi in questa tipologia di brand.

Perchè così poco colore?
Black is the new color

Mi segnali il nome di qualche brand che pensi si farà riconoscere presto?
Damir Doma stà facendo un ottimo lavoro, anche se il vero futuro lo vedo nel campo calzaturiero, sono convinto che torneranno alla grande le scarpe artigianali (Carpe Diem, Augusta, Guidi…)

Qual’è il tuo brand preferito in assoluto?
Rick Owens

Parlaci del tuo blog.
Personalmente è nato per gioco,ed è giusto che rimanga così, cercando di far conoscere un filone che personalmente è molto di nicchia, cerca di essere un punto di riferimento per quei pochi addicted.
Parla di tutto ciò che circonda questo trend:dai capi d’abbigliamento, alla presentazione di stilisti “new entry”, negozi online, gioielli.

Quai sono i blog di riferimento per questo stile?
Bornatdusk.com
StyleZeitgeist.com
Nocantonese.blogspot.com
Neverendgallery.com
scoute.org

Quali sono i negozi italiani e internazionali di riferimento?
Italiani:
antonioli(milano)
Daad(milano)
interno5(brescia)
alchimia(verona)
darklands(berlino)
Komakino(canada)
Pollyanna(Uk)
The Archive(NY)

C’è connessione tra questo stile e qualche genere musicale in particolare?
Pensandoci direi di no, non ha niente a che fare con movimenti musicali dark, metal o via dicendo, anzi quest’ultimi si discostano parecchio da tutto ciò che seguo io.

Visto il costo di tutta questi capi, è possibile vestire alla grande in maniera ‘gothic’ se hai il potafogli semi-vuoto?
In effetti la tua osservazione colpisce nel segno,diciamo che l’artigianalità e l’alta qualità al giorno d’oggi viaggiano di pari passo con prezzi alti,quindi direi che pur provandoci alcuni prodotti non sarebbero reperibili.

Quanto è importante, per te, sentirsi esclusivo, con il tuo stile? Voglio dire, se l’anno prossimo tutti iniziassero a vestirsi così… ti darebbe fastidio? Tenderesti a cambiare look per differenziarti?
Lo dico perchè so che all’epoca, hai abbracciato il pantalone skinny (vedi cheap monday & co), e dopo un po’ no lo hai più sopportato. Uno dei motivi è stato, probabilmente,  anche il fatto dell’inflazionamento… che orde di quattordicenni hanno iniziato a usare massivamente questo stile.
Marky, devo essere sincero? Quello che hai detto non accadrà!!!

Hai mai avuto l’impressione che qualcuno ti guardasse in maniera strana e ti giudicasse per il tuo look?
No, ma anche se succedesse la cosa non mi darebbe fastidio…anch’io a volte trovo “divertenti” orde di gente vestita praticamente tutta uguale,ma credo che a loro non importi molto del mio giudizio.

Non rinunci mai al tuo look..lo usi anche sul lavoro oppure in certe occasioni, diciamo più formali devi rinunciarci?
Lo dico , perchè ad esempio, se lavorassi in banca, probabilmente saresti obbligato alla giacca e cravatta d’ordinanza’. Sopporti o sopporteresti queste situazioni?

Sto rispondendo alle tue domande dall’uffico dove lavoro e indosso giacca in pelle Rick, jeans neri e Carpe Diem… quindi direi di no ;)

Marky

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07 novembre 2009
SHEPARD FAIREY (e OBEY) IN COVER VOGUE UOMO di NOVEMBRE

vogue-uomo

Sheapard Fairey in copertina sul nuvo numero di Vogue Uomo (novembre 2009). E’ una bella notizia, vedere che certe cose conquistano in Italia anche le copertine… ‘ma quanta strada…quanta fatica…’.

Compratevi il numero. Un’ intervista di Shepard, di 6 pagine, rimane roba abbastanza rara. Io la mia copia, ce l’ho già in mano.

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Marky

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