Lui la guarda, lei gli sorride. In una bella giornata di sole splendente, un elastico blu Originals sarà il mezzo che accenderà l’amore tra lui, un signore dai capelli bianchi e il look curatissimo e lei, un’elegante signora coetanea in un parco. Che cosa attirerà la loro attenzione? Come farà una presenza fastidiosa a trasformarsi in un cupido? Come riuscirà un semplice elastico a diventare all’improvviso strumento essenziale per far sbocciare un amore?
Le risposte le trovate in In Love, il terzo minifilm prodotto da Rolling Stone Magazineper adidas Originals, diretto dalla giovane regista Viola Barbato. In Love segue Ballo di Coppia e Pettine Sonoro e, come questi due corti che lo hanno preceduto, illustra un divertente, originale e bizzarro modo di usare l’ elastico.
Lo stesso elastico blu Originals era posizionato battente sulla cover del numero di febbraio di Rolling Stone. Oltre al sito RollingStone, i 4 minivideo saranno caricati sul sito di Adidas Originalse quindi disseminati come viral sul web, passando da Youtube e Facebook.
Enjoy e non perdete tra poche settimane il quarto minivideo anche qui, sui nostri portali!
Croccante proprio come il “Ciock Ciock” di un cracker sotto i denti e fresca e contemporanea e dinamica. Tutto questo e ancora di più è racchiuso nella prima collezione firmata Simon Cracker per il prossimo Autunno/Inverno. Dietro a questi capi c’è colui che crea..disfa..ricuce..per poi ridisfare e ridare nuova forma ai propri pensieri,ovvero non uno di quei 2500 fashion designers saltati fuori come funghi, ma un vero e proprio artista della forbice e stoffa.
Simone Botte ha saputo unire lo spirito sbarazzino della teenager inglese tutta maxi t shirt, un collant e via con la ricerca di forme più strutturate -abito-bermuda-blusa in primis. Risultato: una girly vamp pronta sia al passeggio sia alla dancefloor!
Dito in alto per la linea accessori: cintura cuore/catena un pass par tout per ogni occasione e gli orecchini con mega nappina semplicemente adorabili.
LUNGA VITA A SIMON CRACKER !
Un progetto affascinante, Km/a. Teli di paracadute vintage, recuperati e trasformati in vestiti, anzi no, in opere d’arte. Tagliuzzati sminuzzati, ritinti. Giacche da gran-soiree, cappotti superchic dall’aspetto piumato. Alcuni teli sono cuciti in modo da formare un effeto trapntato e accoppiati con la lana cotta per fare cappotti davvero caldi. Non mancano alcune creazioni davvero originali e non mancano mai dettagli originali come sigle, timbri a ricordare la vita primigenia dei materiali che ora sono altro.
Il brand è austriaco ed è frutto della creatività di Katha Harrer e Michael Ellinger. Sebbene mi sia risultato nuovo è stato lanciato attorno al 2000. Nemmeno il prezzo, di cotanti lavori di sartoria è poi impossibile (se provate a immaginare il lunghissimo lavoro di certe creazioni): parte da circa 700 euro al pubblico.
Siamo così affascinati che stiamo organizzando un intervista più ampia da pubblicare sul magazine. Keep in touch.
Mi rendo conto che la parola più usata per parlare di Madson Discount su questo blog è ‘stupore‘. Sì sono noioso, ma anche questa volta quelli di Madson mi hanno stupito. Non solo per le consuete grafiche di alto livello. Questa volta sono andati anche oltre. Una parte della nuova collezione si chiama Natural. Madson, marchio italiano da tempo presta attenzione alla natura e ad un prodotto eco-sostenibile. La collezione Natural trae ispirazione da questo…ma nasconde una doppia magia. Primo: le stampe, una volta strofinate emanano un profumo fortissimo del frutto rappresentato….fragola, arancia, mela. Io l’ho constatato di persona e sono rimasto sbalordito. Non pensavo che un brand arrivasse a lavorare sul ‘profumo delle sue stampe’! In secondo luogo c’è un piccolo regalo: al cartellino di ogni capo è attaccato un sacchetto pieno di semi di basilico. Da portare a casa e piantare, per rendere il pianeta, nel proprio piccolo, un po’ più verde. Nei negozi trovate anche le latte di metallo, ripiene di vera torba.
Manuel Bozzi, noto ed istrionico jewel-designer, (già più volte recensito sulla nostra testata) lancia la sua linea di scarpe. Cosa poteva essere se non un linea da sapore di vero rock? Dal gusto artigianale e un po’ dark? Ci siamo. Il prodotto è giustissimo. L’unico appunto? La linea al momento è solo donna. Aspettiamo anche l’uomo. Si tratta di 10 modelli, che vanno dalla pedula all’anfibio dove la metalleria è tutta realizzata in maniera artigianale nello stesso laboratorio di Manuel.
Un giovane brand di cui a breve intendiamo pubblicare un’intervista completa.
No Name Tees, nasce in seno all’agenzia creativa Lab 81, e dei 2 ragazzi che ci stanno dietro, Valentino e Diego.
Partono circa un anno fa con una serie di t-shirt semplicissime ma accattivanti. Le grafiche sono decisamente riuscite e riportano immagini dal forte impatto come pistole e teschi… in realtà costruite con l’accostamente di altre piccole immagini. I colori sono il bianco e nero e i toni del grigio. Stop.
Questa stagione vediamo un’ulteriore evoluzione, sia grafica che stilisitica, con nuovi tagli e lavorazioni come rotture e sdruciture e l’utilizzo, questa volta, del colore.
La collezione di Gold Bunny da donna è meravigliosa. Abbiamo più volte parlato di Gold Bunny su questo blog, segnalando principalmente il pezzo cult: il k-way in pelle.
Da lì Gold Bunny ne ha fatta di strada. Il dettaglio della zip k-way non manca, ed è ripreso più volte. Ma questa è una Signora collezione. Ricca, complessa, evoluta.
Pelli morbidissime di vitellino, lavate, invecchiate. Giubbini in pelle imbottiti. E poi giubbini in lana cotta con motivi noridici. Lana cotta abbinata a pelle. Il tutto come ci ha spiegato uno degli sitilisti, ispirato dai con ricordi degli anni 80..quelli della loro esperienza giovanile…come lo stesso ‘Serivizio Militare’ le cui reminiscenze ritroviamo nei giubbottini camouflage, e in bottoni dal sapore militaresco.
Così si intitola questo interessante articolo che ho scoperto su River blog. Di certo usare il termine fallimento è prematuro per un colosso come Abercrombie, che sicuramente ha diverse carte da giocarsi, ma il calo continuo delle vendite e in particolare del 30% registrato nel secondo quadrimestre del 2009 è un brutto scricchiolio.
I dati e le analisi attingono da Time Magazine e sono da considerasi pertanto serie ed attendibili.
Così riporta River Blog:
Con l’apertura del suo primo store italiano alle porte, la notizia preoccupa quanti attendevano da tempo questo momento. La rivista Time segnala il lento e inesorabile declino economico del brand, in una crisi che ha investito tutti i rivenditori di abbigliamento. Ma la situazione di Abercrombie & Fitch è particolarmente drammatica. Da dieci mesi, infatti, le vendite fanno registrare un segno meno a due cifre. Solo nel secondo quadrimestre del 2009, le vendite sono diminuite del 30% per i marchi A&F, Hollister e Ruehl (che però ha definitivamente chiuso i battenti a giugno). In questo periodo Abercrombie ha così perso 26,7 milioni di dollari. Nello stesso periodo del 2008, i profitti erano stati pari a 77,8 milioni. Secondo i consulenti del settore, il brand ha gestito in assoluto nel modo peggiore l’attuale crisi finanziaria. Intanto, rifiutandosi di abbassare i prezzi, perché “ciò avrebbe fatto scadere il marchio”. E poi iniziando a non essere più di moda tra i giovanissimi.
Qualcosa, però, potrebbe cambiare. L’amministratore delegato del gruppo, Mike Jeffries, annunciando le perdite del secondo quadrimestre, ha ammesso di non aver centrato alcuni “trend primaverili”, e ha dichiarato di essere pronto a tagliare i prezzi. E potrebbe cambiare anche qualcosa della filosofia portante del brand, molto “sexual” e “relaxed”: a cominciare dai modelli a torso nudo piazzati all’ingresso degli store e dei commessi che ballano musica hip hop. Nel frattempo, evidentemente in difficoltà di fronte a questi dati, Jeffries ha detto “no” ad un’intervista di Time. Il giornale, comunque, sbaglia a scrivere quando sostiene che in nessun negozio è stato mai visto un cartello di “saldi”: quando sono stato a New York, quello vicino al porto aveva una sezione di merce fortemente scontata.
Il momento è molto dark e molto rock. Skingraft con questi scatti che mostrano una preview dell’ a-i 010 colpisce nel segno. Skingraft è un brand con base a Los Angeles.
Immagini via Pop/Rock Forum. Altre immagini dopo il salto.
Non si tratta di un fake, ma di una originale trovata di Nike in collaborazione con lo store giapponese Beams T. Lanciate lo scorso 19 Febbraio esclusivamente presso il negozio Beams T in Giappone, queste t-shirt sono ora disponibili (in quantità limitate) sullo shop online CliffEdge.