
E’ da alcuni anni che seguiamo questo giovanissimo brand Italiano. Quelli di Camo hanno scelto un percorso tortuoso e affascinante. Non si sono gettati nel fast-fashion streetwear con felpe e tees, quello che ti permette di fare il ‘botto’ una stagione, ma anche di sparire l’anno successivo. Dopo la prima stagione hanno imboccato un percorso più lento, difficile, ma probabilmente destinato a dare risultati più solidi nel tempo: quello della sartorialità dei prodotti, della scelta dei materiali, di un prodotto curato nei dettagli con un gusto personale e ricercato. Un prodotto più da boutique che da street-shop. Forse un prodotto moderno, proprio perchè prefigura quello che potrà essere lo streetwear del futuro, quello con la S maiuscola. Una politica che ha permesso a Camo, passo dopo passo, di inserirsi, in punta di piedi, in alcune delle più prestigiose boutique internazionali, nonchè in realtà urban-wear d’avaguardia come Caliroots.

Nati e cresciuti nel distretto di Biella, un luogo con una grande tradizione legati ai tessuti pregiati, Camo è stato il primo, assieme a Vibskov a credere ciecamente nel pantalonea cavallo basso, un pantalone ‘alla turca’, ma realizzato a modo loro, con una gamba stretta su fondo, tasche con pattina, piccoli dettagli (applicazioni di triangoli in pelle che sono un po’ il marchio di fabbrica).
Questa stagione Camo presenta una collezione ispirata al circo: troviamo maxi cardigan con motivi a rombi di forte impatto, e nuovi materiali: il tweed che ricompare sui loro classici pantaloni, e sul trench, il fustagno, usato in colori accattivanti nei pantaloni. Non manca la maglieria e piccoli accessori come calzini e cravatte sgargianti.










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