Un nuovo brand arriva da ‘South Italy, dalla provincia di Napoli per la precisione e si chiama Boro. Non so il napoletano, e non so se significhi esattamente qualcosa in quel dialetto.
Il brand è giovane, fresco e mooolto colorato. Colori vivi, accesi, puri: CMYK.
Facciamo i nomi, perchè è giusto fare i nomi: la penna è quella di Antonio Diaconale, le capacità inprenditoriali che hanno fatto nascere e crescere il progetto Boro sono quelle di Fulvio Sorbino, con la collaborazione di tutto un team di persone, tra cui Nello Fiengo, Edoardo Notizia e Serena Mari e Valentina Giobbe, press-agent di Boro che mi ha segnalato il brand.
Quelli di Boro definiscono la loro attitudine usando una manciata di semplici parole: irony, old school, stikers, fresh, fruit, music, fun, rum&cola, past&patan, cut&paste, coffee&cigaretts & yo yo!
Secondo me Boro è giovane e deve ancora fare tanta strada, però secondo me Boro è fico.
Un marchio che come ci spiegano i ragazzi, parte senza pretese, ma semplice, chiaro, diretto. Per nulla sborone come dicono dalle mie parti. E’ questo che mi piace di Boro.











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