Così si intitola questo interessante articolo che ho scoperto su River blog. Di certo usare il termine fallimento è prematuro per un colosso come Abercrombie, che sicuramente ha diverse carte da giocarsi, ma il calo continuo delle vendite e in particolare del 30% registrato nel secondo quadrimestre del 2009 è un brutto scricchiolio.
I dati e le analisi attingono da Time Magazine e sono da considerasi pertanto serie ed attendibili.
Così riporta River Blog:
Con l’apertura del suo primo store italiano alle porte, la notizia preoccupa quanti attendevano da tempo questo momento. La rivista Time segnala il lento e inesorabile declino economico del brand, in una crisi che ha investito tutti i rivenditori di abbigliamento. Ma la situazione di Abercrombie & Fitch è particolarmente drammatica. Da dieci mesi, infatti, le vendite fanno registrare un segno meno a due cifre. Solo nel secondo quadrimestre del 2009, le vendite sono diminuite del 30% per i marchi A&F, Hollister e Ruehl (che però ha definitivamente chiuso i battenti a giugno). In questo periodo Abercrombie ha così perso 26,7 milioni di dollari. Nello stesso periodo del 2008, i profitti erano stati pari a 77,8 milioni. Secondo i consulenti del settore, il brand ha gestito in assoluto nel modo peggiore l’attuale crisi finanziaria. Intanto, rifiutandosi di abbassare i prezzi, perché “ciò avrebbe fatto scadere il marchio”. E poi iniziando a non essere più di moda tra i giovanissimi.
Qualcosa, però, potrebbe cambiare. L’amministratore delegato del gruppo, Mike Jeffries, annunciando le perdite del secondo quadrimestre, ha ammesso di non aver centrato alcuni “trend primaverili”, e ha dichiarato di essere pronto a tagliare i prezzi. E potrebbe cambiare anche qualcosa della filosofia portante del brand, molto “sexual” e “relaxed”: a cominciare dai modelli a torso nudo piazzati all’ingresso degli store e dei commessi che ballano musica hip hop. Nel frattempo, evidentemente in difficoltà di fronte a questi dati, Jeffries ha detto “no” ad un’intervista di Time. Il giornale, comunque, sbaglia a scrivere quando sostiene che in nessun negozio è stato mai visto un cartello di “saldi”: quando sono stato a New York, quello vicino al porto aveva una sezione di merce fortemente scontata.
Ci sarà davvero una svolta?







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a me abercrombie non è mai piaciuto. ho sempre trovato che il marchio fosse incentrato sui tipici valori da “truzzo” statunitense. Hip Hop, palestrati, ecc…
Sono stato di recente a miami e vi assicuro che tutti gli americani tipici, attenti al fisico, erano i più campagnoli.
Non per questo mi sento però di augurare all’azienda il fallimento. Posti di lavoro in meno che comunque sarebbe meglio non tagliassero…
Io sono stato allo store di Milano. Devo dire che ero andato apposta per comprare e sono uscito senza nessun acquisto e non sono l’unico. Qui c’è qualcosa che non va..